Colin-Farrell-Premonitions

Premonitions, nella mente (passata e futura) del serial killer

Pensi “serial killer al cinema” e ti viene in mente Anthony Hopkins. Stavolta però l’attore britannico si ritrova dall’altra parte della barricata, a dare cioè la caccia a uno di quegli assassini che ha interpretato così bene sul grande schermo. Occasione è Premonitions, opera seconda del brasiliano Alfonso Poyart (2 Coelhos), al lavoro su una sceneggiatura di Ted Griffin e Sean Bailey la cui prima stesura risale a più di 13 anni fa e che a un certo punto della lunga gestazione del progetto si pensò di rendere un sequel di Seven (ipotesi poi scartata). La tagline di Premonitions pone un intrigante interrogativo: “Come fermare un killer che prevede il futuro?”. Per poi, all’interno della pellicola, sollevarne un altro ancora più interessante e che potremmo riassumere così: fin dove si è giustificati ad agire per fare qualcosa che si ritiene buono e giusto?

Un thriller soprannaturale o dell’anima?

In Premonitions, Anthony Hopkins interpreta John Clancy, un medico psicanalista dotato di capacità sensitive che gli permettono di osservare sprazzi di eventi passati e futuri. Capacità che ha sempre sfruttato per aiutare a catturare spietati assassini. Dopo una personale tragedia, Clancy si è tuttavia ritirato dalla professione, almeno fino a quando l’ex collega dell’FBI Joe Merriwether (Jeffrey Dean Morgan), accompagnato dall’agente speciale Katherine Cowles (Abbie Cornish), non va a chiedergli di ritornare in pista per aiutarlo con una serie di inquietanti omicidi a cui non riesce a dare spiegazione. Se inizialmente Clancy non ne vuole sapere, toccando la Cowles l’uomo avrà delle visioni che lo porteranno ad accettare il caso, per poi finire sulle tracce del sospettato Charles Ambrose (Colin Farrell), a sua volta dotato di straordinari poteri sensitivi.

Non preoccupatevi nessuno spoiler, che Hopkins dia la caccia a Farrell è chiaro fin dal trailer. L’aspetto più interessante di Premonitions è infatti non tanto (o meglio, non solo) l’indagine sul serial killer proposta, ma i temi corollari che emergono durante la visione. Parlando di premonizioni si potrebbe categorizzare il film come un thriller soprannaturale, quando invece quest’ultimo aspetto è più che altro un mezzo per parlare di destino, diritto alla vita, moralità.

Promosso a metà.

Alfonso Poyart mostra di saperci fare con le immagini, rendendo con efficacia visiva e sonora le visioni, spesso sanguinarie, di Clancy. Il film, almeno per la prima metà, sfrutta bene i tòpoi del thriller investigativo, evocando un’atmosfera minacciosa e di fausti presagi in cui non ha troppo spazio l’abusato dibattito tra la scienza e l’ultraterreno, perché c’è l’azione da mandare avanti.

Andando avanti con la narrazione, il tono tuttavia subisce una mutazione, ed è qui che, pur nelle buone intenzioni, Premonitions perde un po’ la retta via, assumendo una tinta eccessivamente drammatica, con un finale non così potente come vorrebbe essere (e solace2-xlargecome ci si aspetterebbe).

Se Hopkins si conferma un attore di spessore, in grado di evitare che il suo personaggio venga connotato di banali cliché (non è certo nuova al cinema la figura del “detective veggente”), e gli altri interpreti svolgono con convinzione ed efficacia il proprio ruolo, chi risulta non adeguatamente incisivo è proprio colui sulle cui spalle si regge la morale trainante del film, il personaggio di Colin Farrell, che non sembra sufficientemente tratteggiato.

Premonitions risulta infine un buon film di genere, per quanto non ottimo, che forse promette più di quel che dà e che pure lascerà nello spettatore più di un increscioso interrogativo su ciò che è bene e ciò che male, costringendo a confrontarsi con la propria etica personale.

Premonitions sarà al cinema dal 12 novembre 2015 con Leone Film Group e Adler.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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