Priebke: sit-in contro i festeggiamenti del suo compleanno

«Il passato rivive ogni giorno perché non è mai passato», afferma un proverbio africano e forse proprio per questo ci ritroviamo oggi a veder riaffiorare un amaro passato per la storia italiana.1061621_10151630462838171_1978251773_n

ROMA – Oggi, 29 luglio 2013, l’ex ufficiale nazista responsabile del massacro delle Fosse Ardeatine, Erich Priebke, ha compiuto 100 anni ed è subito protesta riguardo ai festeggiamenti.
E’ stato così organizzato un sit-in di protesta sotto casa del capitano tedesco, a partire dalle 12. Qualcuno indossava la kippah, il copricapo appartenente agli ebrei religiosi, mentre altri sventolavano delle bandiere con la stella di David.

L’idea del sit-in è nata spontaneamente sulla pagina “Progetto Dreyfus”, che si è fatto portatore di questa causa e ha cercato di compattare ed organizzare tutti i partecipanti. Gli amministratori della pagina tengono a precisare che «non è un’organizzazione “ebraica”. E’ un contenitore di informazioni, idee e iniziative volte a difendere le ragioni di Israele e ad informare su ebrei ed ebraismo in Italia. Molti dei nostri volontari non sono affatto di religione ebraica e così i nostri sostenitori. E molte delle nostre battaglie sono condotte insieme a tutta società civile sui valori che ci accomunano.»

La protesta si stava svolgendo pacificamente, fino a quando il nipote di Priebke, arrivato sotto casa in via Cardinal San Felice 5, ha iniziato a mostrare provocatoriamente una bottiglia di champagne dentro una scatola rossa, accendendo gli animi dei presenti. L’uomo si è “scontrato” con una manifestante, cercando di colpirla. In tutta risposta, alcuni manifestanti lo hanno aggredito. È dovuta intervenire la polizia per sottrarlo alla folla che lo contestava.
1079916_10151630462843171_461646341_nIl portavoce della Comunità ebraica romana, Fabio Perugia, ha partecipato a titolo personale, riferendo che «Un quarto delle vittime erano di origine ebraica, ma gli altri 3 quarti no. Qui oggi dovrebbero esserci anche i romani non ebrei a manifestare».
Proprio per questo motivo è stato esposto, davanti all’abitazione di Priebke, uno striscione con i nomi delle 335 vittime delle Fosse Ardeatine, riportando la scritta “Italiani dove siete?”.

Non tutti vedono questa giornata per protestare, alcuni preferiscono festeggiare come, ad esempio, la Comunità Militante Tiburtina che ha affisso uno striscione a pochi metri dall’abitazione dell’ex SS. «Dio stramaledica i tuoi accusatori… Buon compleanno capitano Priebke», il testo dello striscione è stato firmato con la croce uncinata e la sigla C.m.t.
Alle 19 scatta la mobilitazione di SEL «per evitare ogni festeggiamento pubblico del centesimo compleanno del criminale di guerra, Erich Priebke , che ricorre oggi», spiegano dal circolo Sel Aurelio-Boccea. Paolo Giachini, avvocato difensore di Priebke, risponde: «Il sit-in di protesta di Sel? Non me fotte un c…! Priebke va sostenuto perché‚ un perseguitato e in questo senso lo festeggio tutti i giorni. Per quanto riguarda la festa (del centesimo compleanno, ndr) Priebke non deve giustificarsi. Se ci fosse sarebbe legittima e io ci andrei molto volentieri. Verranno tutti quelli che possono venire.»1080621_10151630462868171_2121902454_n

«Lui festeggia 100 anni e mio nonno è stato ammazzato quando ne aveva 28», ha dichiarato una manifestante. «Lo stato italiano ha la memoria corta: 335 ne ha trucidati questo assassino», continuavano a ripetere altri. L’indignazione regnava sovrana. In silenzio, alcune signore hanno disposto in terra 335 candele accese: «Una per ogni vita spezzata alle Fosse Ardeatine», perché le vere vittime in tutto questo sono proprio loro: le 335 persone che a 100 anni non sono riuscite ad arrivare, la vita gli è stata rubata molto prima da un ufficiale tedesco che, ad oggi, continua a girare libero per le strade di Roma con una guardia del corpo e una badante, mantenuto dallo stato italiano e libero di soffermarsi su Viale Anna Frank (a Villa Pamphili).

Ruben Della Rocca, responsabile delle relazioni esterne della Cer, ha dichiarato all’ ANSA: «Quello che noi chiediamo è che a questo criminale vengano applicate le restrizioni domiciliari. Perché i cittadini romani devono essere costretti a vederlo passeggiare per la città? Le fosse ardeatine sono una ferita per tutti i romani: gli ebrei erano il 20% delle vittime».

Molti politici si sono uniti al cordoglio, ricordando ciò che è successo il 24 marzo 1944 ai danni di 335 civili e militari italiani, perché l’Italia non dimentica.


About

Studia Scienze della comunicazione presso l’Università di Roma Tre. Nota blogger esperta di moda, gestisce da tempo due blog personali, Pensieri Senza Confini e Rebel Fashion Blog. Scrive su diversi giornali, quali Shalom, Lusso Style e Fanpage. Nel dicembre 2013 è uscito il suo primo libro: Le malattie del nostro mondo. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA.


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