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Prophets of Rage, la rabbia americana sale su un palco

Sono tempi difficili per l’America: tra una campagna elettorale accanita, gli abusi di potere della polizia e i disordini nelle grandi città, le persone hanno bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che riesca a far arrivare  la propria voce là dove può essere ascoltata: quel qualcuno sono i Prophets of Rage.

Partiamo dall’inizio, i  Prophets of Rage sono il super gruppo nato dall’unione dei Rage Against The MachineChuck D ( dei Public Enemy), B-Real (dei Cypress Hill) e DJ Lord (DJ dei Public Enemy).

«Non siamo un super-gruppo. Siamo una task force d’élite composta da musicisti rivoluzionari decisi ad affrontare la montagna di stronzate della campagne elettorali di quest’anno, e ad affrontarla di petto con gli amplificatori a mille», così  Tom Morello, chitarra dei Rage Against The Machine, descrive questo nuovo progetto musicale che resterà in vita fino a ottobre e poi si vedrà. Intanto questa task force porta in giro per il paese il Make America Rage Again Tour, che da giugno ha toccato le principali Prophets of Ragecittà d’America, regalando ai fans tutti i brani più famosi delle tre band appartenenti al progetto.

«Tempi duri richiedono canzoni dure», proprio per questo i Prophets of Rage portano sul palco la rabbia e la potenza sonora di queste tre band che da sempre sono parte integrante dell’immaginario sonoro americano e di quel filone di artisti fuori dagli schemi , arrabbiati cronici e impegnati a sostegno dei diritti civili.

Nonostante il Make America Rage Again Tour continui ad ottenere consensi e nuove date, il gruppo ha iniziato già a pensare a un eventuale futuro pubblicando sui profili social Prophets of Rage, il primo brano inedito di questa task forse d’élite.

A un primo ascolto il brano ha il marchio di fabbrica inconfondibile dei Rage Against The Machine, con l’aggiunta di quella parte elettronica che va a sostegno del tappeto sonoro: un groove prepotente e incalzante, la miscela perfetta tra funk, hip hop e crossover, tenuta insieme da una chitarra tagliente e dal magistrale “gioco” a due voci, che si intrecciano e si danno forza a vicenda. Un brano bello dritto che preferisce il tiro deciso e potente ai ghirigori compositivi (tutti i fans dei Rage Against The Machine sanno a cosa ci riferiamo), e va bene così perché i Prophets of Rage portano sul palco la rabbia e il furore di una nazione che dopo tanto decide di rialzare la testa.

I Prophets of Rage segnano il ritorno, di prepotenza, della politica nella scena musicale: quella politica diretta e rabbiosa (estrema forse) che non segue gli schemi delle major ma resta ancora all’ideologia e al supporto diretto dei fans; resta memorabile l’esempio portato in scena dai Rage Against The Machine quando suonarono Sleep Now In The Fire davanti a Wall Street per protestare contro il dominio economico delle banche. Erano altri tempi e altre lotte ma il concetto e la rabbia restano gli stessi e i Prophets of Rage, con tutto il loro seguito, sembrano inarrestabili ed estremamente determinati.

Per il momento non resta che aspettare ottobre e la fine della campagna elettorale a stelle e strisce; a novembre dopo l’Election Day vedremo quale sarà il destino dei Prophets of Rage e della rabbia Americana, chissà che non ci venga regalato qualche colpo di scena e un nuovo disco.

L’audio di Prophets of Rage:


About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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