Prove di democrazia: il voto di protesta contro i marchesi del Grillo.

All’indomani del voto, molti si strappano le vesti meravigliati per i risultati usciti dalle urne. In un Paese allo sbando dove: i giovani non trovano più lavoro e futuro; le imprese, quelle che ancora sopravvivono, sono al collasso e resistono grazie al credito bancario che sta però venendo meno; non si riesce più a fare competitività per la pressione fiscale, gli alti costi dell’energia, l’inefficienza e corruzione della pubblica amministrazione e la mancanza di infrastrutture efficienti; non si investe più nella ricerca e le scuole e la sanità pubblica cade a pezzi; dove la giustizia è ormai morta con i Tribunali che non sono più in grado di rispondere alle richieste di giustizia dei cittadini e delle imprese, con processi continuamente rinviati, con collegi che non si formano per mancanza di giudici, prescrizioni all’ordine del giorno e rinvii di processi al 2017 – 2018.movimento5stelle_andria

Mi chiedo quindi, davanti a questi problemi, di cosa ci meravigliamo? La politica è stata del tutto inefficiente, incapace di rispondere alle difficoltà del Paese, ed ha anzi aggravato la crisi con misure recessive e senza rinunciare ai molteplici privilegi di cui ha goduto. I politici, indifferenti agli interessi della collettività, sono stati spesso coinvolti in processi penali per corruzione nell’ambito di appalti pubblici, nel settore delle armi, nelle lottizzazioni, ecc.; la differenza tra maggioranza e opposizione è apparsa del tutto sfocata, evidenziando invece tratti di contiguità e reciproco tacito sostegno.

Ancora oggi, nella campagna elettorale conclusasi qualche giorno fa, avevamo una situazione in cui – per vedere la differenza tra PD e PDL era necessario un microscopio elettronico, come ci si può stupire di fronte al risultato del Movimento Cinque Stelle? Ai ragazzi, agli uomini ed alle donne del Movimento promossi alla Rappresentanza Pubblica rivolgiamo i più sentiti auguri di buon lavoro. Ci sono però alcuni punti che vorrei che entrassero subito nella loro agenda:

1) Trasparenza della Pubblica Amministrazione nel suo agire e nel suo spendere (trattandosi dei soldi dei contribuenti), mettendo tutto in rete;

2) Abolizione del Senato della Repubblica e delle Province con riduzione della Camera dei Deputati a 100 membri;

3) Abolizione 8xmille, 5xmille e Fondo di beneficienza in dotazione al Presidente della Repubblica;

4) Trasparenza tra i cittadini: dichiarazioni dei redditi e certificati penali in rete;

5) Processi penali, civili e amministrativi definiti, in tutti suoi gradi eventuali, nel massimo complessivamente di tre anni.

Credete che sia troppo?


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Avvocato, classe 1970, si occupa di affari penali, diritto societario, relazioni internazionali, contrattualistica e investimenti, outsider. BLOGGER DI WILD ITALY


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