Quando c’era Marnie: la nuova magia dello Studio Ghibli

«Non posso permettere a nessuno di dire che lo Studio Ghibli senza Takahata e Miyazaki non è in grado di realizzare un buon film». Parole, quelle del regista Hiromasa Yonebayashi, alle quali nessuno oserebbe obiettare a visione ultimata di Quando c’era Marnie. Lo Studio Ghibli con quest’ultimo riesce infatti a sfornare la sua ennesima meraviglia animata pur nella mancanza dell’apporto dei due celebri fondatori Isao Takahata e Hayao Miyazaki, un film che colpisce ancor più lo spettatore se considerato che potrebbe essere l’ultimo prodotto dallo Studio, il cui destino è al momento incerto a causa del flop (immeritato) de La storia della principessa splendente e dell’annuncio del ritiro del maestro Quando c'era MarnieMiyazaki dalle scene.

Se così fosse, tuttavia, Quando c’era Marnie rappresenterebbe indubbiamente uno splendido canto del cigno, come anche la speranza di un futuro roseo per i membri dello Studio, che hanno ormai iscritto nel proprio DNA un amalgama di arte e poesia che speriamo, nonostante tutto, possa ancora tramutarsi in splendide immagini animate per lungo tempo ancora.

DALL’INGHILTERRA AL GIAPPONE.

Per Quando c’era Marnie, l’ispirazione di Yonebayahi – già alla regia nel 2010 del delizioso Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento – viene direttamente dall’omonimo classico della letteratura inglese per l’infanzia del 1967 scritto da Joan G. Robinson, molto amato e consigliato dallo stesso Miyazaki, la cui storia è stata trasferita dall’Inghilterra al moderno Hokkaido giapponese. Diciotto sono stati i mesi di preparazione per la sceneggiatura e lo storyboard da parte del solo Yonebayashi, per un anime (opera d’animazione giapponese) infine approdato nelle sale del Sol Levante a luglio 2014, nonostante in Italia arrivi al cinema con un anno di ritardo.

Quando c’era Marnie racconta di Anna, introversa dodicenne che vive coi genitori adottivi e che da tempo soffre di asma. A causa del peggiorare della sua malattia, viene mandata a stare da alcuni parenti della madre che vivono in un villaggio vicino al mare. Quando Anna incontrerà Marnie, una misteriosa ragazzina bionda che vive in una splendida villa che si affaccia sulla laguna, l’estate di Anna subirà una svolta così come anche la sua stessa vita.

COMMOZIONE E BELLEZZA. 

Yonebayashi riesce a tratteggiare con delicatezza un’età difficile e piena di incertezze quale quella della protagonista, riuscendo con attenzione psicologica ed emotiva ad avvicinarla allo spettatore, che non potrà – sia giovane che adulto – non ritrovarsi nel dolore e nei dubbi di Anna, anima fragile alla ricerca di sé e del proprio posto nel mondo. Con tocchi onirici e surreali ci viene raccontata una classica storia di crescita e amicizia, evitando con maestria la banalizzazione di un argomento già molto affrontato al cinema e non solo, per elevarlo a poesia e commozione. La magia è la cifra stilistica che caratterizza Quando c’era Marnie: che si tratti di quella “reale” presente nel film, di quella di un’animazione dal confortevole sapore per lo più artigianale, o di quella di paesaggi e ambientazioni che sembrano al tempo stesso parte di un sogno a occhi aperti o materializzazione di splendide e ricche illustrazioni che si illuminano di vitalità.Quando c'era Marnie

Il rapporto tra Anna e Marnie è viscerale e pieno come è tipico di quell’età, in cui anche un piccolo sgarbo o un’omissione può trasformarsi in un tradimento in piena regola. Ogni avvenimento del film, da una gitarella in barca al chiaro di luna fino a una prova di coraggio dentro uno spettrale granaio sulla collina, sono piccole tessere di un unico puzzle che solo in seguito mostreranno la trama che vi si cela dietro. L’ottima e calibrata sceneggiatura gioca infatti con le percezioni e le intuizioni dello spettatore, facendo tuttavia alla fine quadrare il cerchio degli eventi, con una conclusione di massima commozione e bellezza, rendendo manifesto come il tema portante del film non sia altro che l’amore al di là del tempo e dello spazio, e l’importanza dei ricordi. Ogni elemento inserito nel film, dai comprimari alla colonna sonora (tra cui la prima canzone con testo in inglese in un film dello Studio, Fine On The Outside di Priscilla Ahn), è curato nel dettaglio e non fa che accrescere il senso di meraviglia generato da questo anime che va “assaporato con lentezza” per goderne appieno.

Quando c’era Marnie sarà nei cinema italiani il 24, 25 e 26 agosto 2015 con la distribuzione della Lucky Red. Un’uscita evento da non perdere, sia per i più piccoli che per i più grandi; un incantesimo da cui lasciarsi ammaliare nel buio della sala e che, speriamo con tutto il cuore, sia solo uno dei tanti che lo Studio Ghibli ancora ci regalerà.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


'Quando c’era Marnie: la nuova magia dello Studio Ghibli' have 1 comment

  1. 19 Agosto 2015 @ 11:33 am Denis

    Complimenti per la recensione che quanto il meraviglioso e toccante anime, riesce a far vibrare le corde dell’amore e scaldare l’anima.
    Brava.


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