Quando il duomo arriva in testa

Non ho intenzione di dilungarmi troppo sul gesto compiuto da Massimo Tartaglia: è un persona con problemi mentali in cura da dieci anni, quindi la smetterei con le dietrologie relative al suo lancio della  statuetta. Ci sono pensieri della mente umana che non possiamo capire; per capire i pazzi servono altri pazzi. Non ho neppure intenzione di dilungarmi sul fatto che Berlusconi si sia esposto molto al rischio di qualsiasi aggressione né sul fatto che la scorta di Berlusconi abbia commesso leggerezze di dimensioni elefantiache (un pazzo è riuscito a tirare una statuetta addosso al premier; fosse stato un petardo oggi Berlusconi non starebbe qui tra noi). Voglio parlare invece di altre due cose ben più degne di essere trattate e che, a parer mio, dovrebbero veramente stupire e far riflettere. Vedo invece che siamo tutti occupati a scrivere letterine di auguri di pronta guarigione al premier  ed a controllare i suoi bollettini medici (come se si potesse crepare per una frattura al setto nasale: un po’ di serietà!).

Il primo di cui penso sia il caso parlare è la forza con cui ogni schieramento politico ed ogni organizzazione, di quelle entrate in conflitto con Berlusconi, stiano cercando di trovare il vero colpevole del clima di violenza che ha provocato il lancio della statuina. C’è chi incolpa il premier, chi il pd, chi i giudici, chi Annozero (quando ho sentito Cicchicco che sbraitava contro Santoro mi è scappato da ridere), chi le varie cariche dello stato, chi la maggioranza, chi l’opposizione… Basta. Sapete che vi dico? E’ colpa di tutti, di tutta questa classe politica incapace. Questi omini che si fanno chiamare politici, quando non sono altro che politicanti da strapazzo (dal primo all’ultimo) e che non sanno neanche capire oltre che limite non si può andare. Questi politicanti che non fanno altro che non fanno altro che alimentare l’atmosfera di tensione e di contrasto che respiriamo da settimane.

Se avessimo dei politici dotati di un minimo di buon senso e di intelligenza, la smetterebbero di barcamenarsi da un grande principio all’altro (l’opposizione) e la smetterebbero di girare l’Italia mentendo spudoratamente, addirittura contraddicendosi più volte al giorno (la maggioranza). E si occuperebbero finalmente di noi, quei poveracci che dovrebbero rappresentare. Se i nostri politici fossero maturi, si sarebbero accorti tutti, dal primo all’ultimo, che il continuo attaccarsi a vicenda non avrebbe portato altro che tensione. Il dibattito è giusto, ma non è dibattito rispondere ad una accusa con un’altra accusa. Si chiama Eristica e la hanno scoperta i Greci circa 2800 anni fa. E la hanno classificata come demenziale. Pensiamoci un pochino su. E’ colpa del Presidente del consiglio che, pur sapendo che continuando ad attaccare avrebbe ricevuto solo attacchi, va diffondendo per l’Europa accuse ad ogni carica e ad ogni istituzione di questo paese. Un presidente che si comporta in questo modo è (politicamente) un suicida, che sa di star spingendo il paese ad un vicolo cieco e se ne frega. E’ colpa di un presidente del consiglio che bada più all’immagine che ai fatti, che ha bisogno dei bagni di folla per far capire che c’è ancora un cane a sostenerlo e a cui non basta il credere di fare il bene del paese, che se ne sbatte dello stato e non porta rispetto neppure per la Costituzione.

E’ anche colpa di dei giornalisti che non trovano di meglio da fare che buttare merda su altri giornalisti o su politici con idee diverse dalle proprie. E’ colpa dei giornalisti che invece di informare i cittadini su ciò che accade nel mondo, fanno editoriali per pararsi il culo dalle accuse di non aver dato informazioni. E’ colpa delle istituzioni democratiche di questo paese, in particolare il presidente della Repubblica. Una istituzione come il presidente della repubblica dovrebbe stracciarsi le vesti vedendo che chi dovrebbe governare il paese e chi dovrebbe rappresentare i cittadini si rifiuta di fare i suoi doveri e lancia attacchi contro altre istituzioni (stato che attacca stato). Un presidente dovrebbe urlare, sbraitare, incazzarsi ed imporsi al fine di far sopravvivere quel poco di istituzioni che ci restano; le istituzioni quando si attaccano tra loro, infatti, si indeboliscono. E’ colpa nostra, che ci indigniamo per ciò che vediamo ma non troviamo la forza, o la voglia, per smettere di protestare e basta ed intervenire per offrire una alternativa a questa Italia di merda. E’ anche colpa mia. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Anzi, il primo duomo.

Una seconda riflessione la vorrei lasciare a voi. C’è chi si indigna per aver trovato su Facebook gruppi inneggianti al lanciatore di duomi. Aprire un gruppo del genere è sbagliato e basta. Ma nessuno cerca le parole giuste. Su facebook cercate la parola “Mussolini”.

GIORGIO MANTOAN



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