Quando (purtroppo) l’apparire rimpiazza l’essere

Ai giorni nostri si è arrivati ormai a una sempre maggiore diffusione e prevalenza dell’immagine e dell’apparenza sulla sostanza. Ogni giorno vediamo in televisione, in programmi che hanno come attrazioni belle ragazze spesso seminude, giovani donne e ragazze che non hanno vergogna di vendere il proprio corpo e di sottostare ai desideri di qualcuno pur di diventare famose. E’ il prodotto della “società spettacolo” in cui siamo immersi.

Pur di entrare in  quell’effimero paradiso tempestato di paillet e minigonne farebbero di tutto e solo le più spregiudicate e astute ci rai-studio-tv-telecamera-imago--324x230riescono. Lo stesso discorso vale per i ragazzi, che spesso si trovano lì solo per fare le belle statuine e non per parlare.

Molti diranno: è la gavetta che ognuno deve fare prima di diventare famoso, è normale. Certo, allora diciamo che il problema non è delle ragazze e dei ragazzi che fremono per andare in onda, solo per quei 15 minuti di celebrità profetizzati da Andy Warhol.

Gran parte della colpa è infatti delle case produttrici, dei canali televisivi, e dei dirigenti che – per aumentare gli ascolti e quindi il fatturato – preferiscono offrire bei corpi senza testa ai telespettatori, piuttosto che programmi capaci di aprirgli la mente. Si è arrivati così al punto di preferire i talk show di bassa categoria a documentari storici, cambiando quindi la mentalità delle persone e modificandola, secondo me, in peggio.

Tutto ciò è avvenuto e sta avvenendo in tutti in tutti i paesi sviluppati ed emergenti dove la televisione avrà sempre un maggior potere comunicativo  e che, se usato così, avrà effetti devastanti, sulle menti delle persone. Guardandomi intorno, dalla scuola alla palestra, dalle scuole di inglese alle strade che percorriamo tutti i giorni, vedo sempre più aspiranti veline e calciatori, letterine e tronisti, che vogliono fama e denaro con poco sforzo.

Questa concezione della società e del mondo che ci circonda è, a mio parere, sbagliatissima perché porta a sottovalutare – per esempio – il duro lavoro e il sacrificio di chi ha lottato per diventare ricercatore e prende uno stipendio da fame. Se ci pensate bene, è la stessa visione che ha portato l’Italia quasi al fallimento con il Governo Berlusconi e tutto il suo partito di igieniste dentali e modelle elette con i listini bloccati, presentando un “conto” che stiamo pagando tutto insieme.

Quel mondo platinato e allegro fatto di party a bordo piscina e di cocktail è uscito ormai da tempo dallo schermo televisivo ed ha contagiato la nostra vita quotidiana. Si vedono ormai bambine sempre più piccole che vestono già tacchi e mini-gonne e partecipano a concorsi di bellezza per volere dei loro genitori. Si è ormai insediato radicalmente nella mente di gran parte della popolazione che “bello è buono”. Non si capisce però che si può anche apparire ed avere un cervello e non per forza scegliere tra una delle due cose. Se infatti questo fenomeno che è contrassegnato da superficialità e illusione continuerà ad espandersi e a diffondersi, arriveremo ad un punto in cui non esisteranno più persone vere e pensanti ma un mondo irreale e illusorio, come diceva Parmenide, che sarà popolato da bambole e bambolotti tutti uguali e non da esseri umani.

STEFANO CARLUCCIO



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