Quarto potere

Uno dei problemi più grandi di questo Paese e, probabilmente, il motivo principale per cui Berlusconi e la sua banda sono al Governo è il fatto che gran parte della popolazione non si informa correttamente. Una popolazione dis-informata o mal-informata, infatti, è molto più facilmente influenzabile dalla propaganda politica.

La settimana scorsa vi ho spiegato di come Berlusconi sia riuscito a concentrare sulla sua persona i tre poteri dello Stato: esecutivo, legislativo e (in parte) giudiziario. Ho tralasciato, però, un altro importante potere che è nelle mani di Berlusconi, ovvero quello che viene comunemente denominato “quarto potere”: “la capacità dei mass media di influenzare le opinioni e le scelte dell’elettorato” (Wikipedia).

Secondo il Censis, il 69,3% degli italiani si informa di politica principalmente attraverso i telegiornali, mentre solo il 25,4% lo fa leggendo quotidiani e addirittura un misero 2,3% si informa principalmente su internet.
E’ significativo, poi, come il giornale più letto d’Italia sia la Gazzetta dello Sport (che ha una tiratura di 3,9 milioni di copie contro i 3 milioni di Repubblica e i 2,9 milioni del Corriere – dati Audipress 2009).

E’ chiaro quindi che il successo di Berlusconi si basa in larga misura sul suo impero mediatico e sulla sua capacità di influenzare vari mezzi di informazione a suo favore (vedi per esempio la RAI ma anche testate giornalistiche come il Corriere della Sera, controllato da Mediobanca, a sua volta influenzata e in parte controllata dalla famiglia Berlusconi). Dieci anni fa si parlava solo del “conflitto di interessi” di Berlusconi… ora non ne parla più nessuno, nonostante sia sempre più evidente. A quanto pare l’argomento ha stancato un po’ tutti e poi è ovvio che, finché il PDL ha la maggioranza, nessuna legge sul conflitto di interessi verrà mai promulgata.

Forse, però, Berlusconi ha fatto qualcosa di positivo per questo Paese. Egli ha esasperato e portato a galla tantissimi problemi e debolezze insite nella nostra “democrazia”, nelle nostre leggi e nella nostra economia, che sono adesso sotto gli occhi di tutti. Berlusconi ha permesso a gran parte della popolazione di rendersi conto dello stato in cui versa questo Paese e ci ha fornito un’opportunità: se vogliamo un’Italia migliore, in cui sia bello vivere, è proprio questo il momento più adatto per iniziare a (ri)costruirla. Il problema, però, è che il cancro del malaffare, della corruzione e dell’imbroglio ormai si è impadronito di ogni punto nevralgico del Paese. Com’è possibile salvare l’Italia quando ormai tutto è già stato compromesso?

I cittadini bravi e onesti non sono una minoranza in termini numerici ma lo sono in termini di potere e influenza. In cuor mio spero che gli italiani si sveglino al più presto e mandino a casa Berlusconi e compagnia bella, ma una parte di me (quella forse più nichilista) vorrebbe vedere questi delinquenti andare fino in fondo, distruggere i diritti dei cittadini, demolire completamente la democrazia, incarcerare i dissidenti e mostrarsi per quello che veramente sono: dittatori. A quel punto sarebbe molto più facile ripartire da zero e costruire una nuova Italia. Ovviamente tutto ciò non è auspicabile, ma è difficile vedere una valida alternativa all’inesorabile declino della nostra società.

Dobbiamo trovare il modo per far sì che l’Italia “buona” prenda il sopravvento su quella “cattiva”… avete qualche idea?

FRANCESCO



'Quarto potere' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares