Quel pasticciaccio dell’IMU agricola

Continua il pasticciaccio per l’IMU sui terreni agricoli, dopo che il Governo si è affidato per stabilire i criteri di esenzione dalla nuova tassa, all’elenco Istat dei Comuni montani. In Italia, però, secondo la legge 991 del 1952 che detta le regole per la classificazione, sono considerate ‘Comuni montani’ anche note località balneari come Portoferraio (Li), Favignana (Tp) e persino Amalfi (Sa), mentre lo sono parzialmente L’aquila e Castel del Piano (Gr) sull’Amiata e sono addirittura ‘non montani’ Comuni come Cuneo e Caltagirone (Ct).

IL SIT-IN.

Per porre la questione in modo determinato e trovare una soluzione definitiva, domani mattina, mercoledì 25 febbraio, gli agricoltori di Copagri, la Confederazione dei Produttori Agricoli, saranno davanti a Montecitorio, nella Capitale. “La discussione che sta maturando dentro la commissione parlamentare sull’interminabile ‘telenovela’ dell’IMU sui terreni agricoli è assolutamente insoddisfacente –affermano da Copagri-, al di là della proroga della scadenza dei termini del pagamento dell’esoso tributo senza interessi di mora, restano in piedi tutte le iniquità e contraddizioni più volte evidenziate dalla nostra organizzazione.”

Sono ‘montani’, secondo la norma, quei Comuni che hanno l’80% del territorio sopra i 600 metri o un dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore del territorio comunale non minore di 600 metri. Il caso del Lazio è emblematico. Spigno Saturnia (Lt) è un Comune totalmente montano con la sua altitudine a ben 46 metri sul livello del mare, mentre non sono Comuni montani diversi noti luoghi dei Castelli romani, della Sabina e della Tuscia come Montefiascone (Vt) a 590 metri, Nemi (521 m.), San Lorenzo Nuovo (503 m.), Poggio San Lorenzo (494 m.), Bagnoregio (484 m.), Fara in Sabina (482 m.), Paliano (471 m.) e Nerola (453 m.).

IL CAOS IMU AGRICOLA.

Che ci sia un bel po’ di confusioe è evidente: la prima scadenza per il pagamento dell’IMU agricola era fissata al 16 dicembre ed è stata rinviata al 26 gennaio e poi ancora al 10 febbraio, ma in queste ore regna ancora il caos, ancor di più dopo che il TAR del Lazio non ha di recente concesso la sospensiva ai numerosi ricorrenti e ha fissato direttamente l’udienza di merito per il prossimo 17 giugno. A oggi, con i nuovi criteri, che si applicheranno ai pagamenti dovuti per il 2014 e poi andranno a regime a partire dall’anno in corso, il numero dei Comuni esenti in quanto situati in montagna passa da 1.498 a 3.456, ma l’imposta non sarà applicata ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli (purché iscritti al relativo fondo di previdenza) anche nei 655 Comuni definiti ‘parzialmente montani’.

I COMMENTI.

“Il principio della difficoltà di coltivazione senza un aggancio ai parametri della produzione e del rapporto con il mercato rischia di vanificare lo spirito del provvedimento –affermava prima dell’ultima modifica, Michele Anzaldi, deputato membro della Commissione agricoltura-”, mentre il ministro dell’agricoltura, Maurizio Martina commentava: “Abbiamo lavorato per una soluzione definitiva e strutturale della vicenda IMU sui terreni montani. Con il decreto abbiamo risolto i problemi amministrativi sopravvenuti e tutelato ancora di più coloro che vivono di agricoltura nei territori rurali”. Di tutt’altro avviso, gli amministratori con delega all’agricoltura di Fara Sabina e Casperia, Marco Marinangeli e Marco Cossu: “Nel giro di un mese, il mondo dell’agricoltura si ritrova con una tassa in più e senza il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la disastrosa stagione olivicola. Inoltre, l’incertezza che aleggia su questa nuova IMU, si ripercuote inevitabilmente anche sulla stabilità finanziaria dei Comuni”.

LE RICHIESTE.

Copagri chiede scelte precise: questa patrimoniale va sospesa per intero per il 2014 e profondamente rivista e riadeguata per il 2015. Copagri manterrà un profilo di grande attenzione verso il Parlamento per far correggere le tante storture contenute nel Decreto Legge 4/2015, così come avrà cura d’informare la pubblica opinione sulle proprie iniziative e sulle proposte.


About

Nato a Roma nel 1971, studia Scienze Naturali e, dopo diverse attività nell'associazionismo cattolico, dal 1989 inizia la collaborazione con Legambiente Lazio, della quale diviene presto responsabile del Settore Scuola e Formazione e poi Presidente Regionale fino al giugno 2014. Durante questi anni ha ideato e realizzato diverse campagne di sensibilizzazione sull’inquinamento atmosferico, i rifiuti, le aree protette, coordinando iniziative e manifestazioni annuali a carattere regionale e curando molti dei principali dossier dell’associazione. Ha tenuto docenze nell’ambito di diversi corsi di formazione e aggiornamento e predisposto materiali informativi e didattici. Dal 2010 è titolare dell’Azienda Agricola “I Colli” a Poggio San Lorenzo (Ri) nell’alta Sabina, che produce olio extra vergine di oliva. BLOGGER DI WILD ITALY


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