Quella 80’s mania che invade il cinema

Se da più di un decennio a questa parte le parole d’ordine cinematografiche sembrano essere sequel, remake e reboot, un altro concetto va ora ad aggiungersi e accavallarsi a questi: “back to the 80’s”. Guardare dunque non solo al passato della settima arte, riproponendone e aggiornandone le opere, ma concentrarsi nello specifico su una decade non immediatamente vicina a noi ma nemmeno così lontana, sfruttando furbescamente un beetlejuicericercato effetto nostalgia. Un effetto che punta a colpire generazioni diverse che in quel decennio hanno trascorso fasi differenti della propria vita, ma soprattutto i neo trentenni che, in un’epoca di incertezze e dubbi come quella attuale, vedono nel passato dorato targato anni Ottanta della propria infanzia e adolescenza, uno scrigno di spensieratezza ed emozioni da far rivivere con i mezzi attuali.

Nostalgia marketing.

In un momento di scarse idee innovative come questo, è come se le strategie marketing delle case di produzione non vedessero più lo spettatore come mero consumatore, ma decidessero di accompagnarlo nel corso della sua vita individuando i suoi desideri e facendogli rivivere a più riprese un passato considerato mitico e impreziosito dal velo del ricordo. Fidelizzarlo insomma, cosa che va benissimo ai Peter Pan del nuovo millennio che si beano di essere identificati anche in età non più giovanissima come nerd o geek (vi dice niente la sitcom The Big Bang Theory?) per quanto riguarda il campo cinematografico-televisivo-fumettistico. Quelli che tendono sempre più a essere prodotti sono dei “pre-sold title”, ovvero opere che già solo per il nome, o meglio “il marchio” che portano, si assicurano in partenza una buona fetta di pubblico.

Su questa scia può dunque essere spiegato il successo al botteghino estivo di Pixels di Chris Columbus, in cui un gruppo di ex videogamers si trova a dover affrontare personaggi alieni sotto le fattezze di videogiochi arcade targati anni ’80 per salvare la Terra, come anche il perché di una lunga serie di progetti in cantiere volti a riproporre sotto forma di remake alcune opere della mitica decade; una sorte già toccata a titoli come Robocop (1987 e poi 2014) o il più recente Terminator
Genisys
(1984 il primo film del franchise).

Ritorno al passato.robocop

Ecco allora che proprio il nome di Chris Columbus si trova nuovamente associato a due cult assoluti per ragazzi degli anni Ottanta, Gremlins (1984) e I Goonies (1985), di cui il regista americano è stato sceneggiatore e di cui si prepara una nuova versione. Per il primo tornerà a collaborare con Steven Spielberg con l’intenzione di rinnovarne il franchise, senza però la presenza di Joe Dante alla regia. Del sequel o reboot del secondo, il trio composto da Columbus, Spielberg e il regista Richard Donner sta invece attualmente discutendo per trovare una strada: la conferma del progetto c’è stata ma non è chiaro se tornerà o meno il cast originale.
Via libera anche da Tim Burton per portare ancora una volta al cinema lo humour gotico del suo Beetlejuice (1988). Dovremo aspettare ancora un po’ per vederne il sequel, visti gli attuali impegni di Burton (La Casa per bambini speciali di Miss Peregrine e il live action di Dumbo), ma una cosa è certa: Winona Ryder – allora appena 17enne – e Michael Keaton hanno accettato di prendervi parte; lo Spiritello Porcello è dunque davvero pronto a divertirci ancora una volta.

Ma non finisce qui. In cantiere anche il remake con moderne tecnologie del classico fantasy per ragazzi diretto da Wolfgang Petersen La storia infinita (1984), la cui intenzione è esplorare aspetti del libro di Michael Ende da cui è tratto non toccati invece dal film originale. Così come il reboot di 1997 – Fuga da New York (1981) di John Carpenter e il remake di Grosso guaio a Chinatown (1986) del medesimo regista, stavolta con Dwayne Johnson protagonista al posto di Kurt Russell.

Tra tutti, il progetto che al momento desta maggior perplessità è tuttavia il curioso reboot al femminile di Ghostbusters (1984 il primo film, 1989 il secondo), in fase di riprese,che fortunatamente evita di aggiungere un vero e proprio terzo capitolo ai primi due mitici film diretti da Ivan Reitman, per passare invece il timone a Paul Feig e alle nuove protagoniste Kristen Wiig, Leslie Jones, Melissa McCarthy e Kate McKinnon, tra i volti della nuova comicità al femminile made in Usa. Idea simpatica e vincente o autentico sacrilegio? Solo vedendo la pellicola lo scopriremo. Di sicuro, dopo la scomparsa nel 2014 di uno dei protagonisti originali, Harold Ramis, è venuta automaticamente a escludersi una volta per tutte la possibilità di realizzare un terzo film col cast di allora.

ritorno al futuroC’è chi dice no.

Inutile dire che il web si divide tra chi è entusiasta all’idea di ritrovare ancora una volta vecchie conoscenze sul grande schermo, e chi invece è terrorizzato al pensiero di veder rovinato sotto i propri occhi il ricordo di opere che hanno reso magico un periodo ormai andato della propria vita.
In tutta questa sequela di progetti all’orizzonte, c’è tuttavia fortunatamente anche chi dice no a prescindere, buone idee a supporto o meno. Robert Zemeckis, regista nonché detentore dei diritti della trilogia di Ritorno al futuro (1985, 1989, 1990), alla domanda se realizzerebbe mai un remake della saga sui viaggi nel tempo, ha infatti dichiarato al Telegraph: «È una cosa che non potrà mai accadere finché io e Bob (Gale, produttore, n.d.r.) non saremo morti. Poi sono sicuro che ci proverebbero, a meno che non ci sia un modo per impedirlo da parte della nostra proprietà fondiaria. […] Voglio dire, per me è una roba oltraggiosa. Specialmente perché è un ottimo film». Dio benedica Zemeckis.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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