Quello che il governo Monti “dovrebbe” fare

Era il 17 novembre 2011 quando, in Senato, il Governo Monti incassò la fiducia. Un passo necessario per il perseguimento degli obbiettivi atti a salvare l’Italia dal default e, in seguito, per attuare dei provvedimenti utili alla crescita del paese. Da quel giorno sono passati ormai più di 3 mesi, e l’unico risultato raggiunto è stato un magro abbassamento dello spread, ma allo stesso tempo un aumento della disoccupazione e una diminuzione del PIL.

Le premesse poste dal governo non sono state minimamente prese in considerazione. I decreti approvati fino ad oggi sono stati, come al solito, leggeri nei confronti di chi ha di più e pesanti contro le classi che attualmente rischiano il “default individuale”. Ma analizziamo nello specifico dove il governo non ha fatto e dove invece ha fatto troppo poco:

Liberalizzazioni: il governo aveva promesso delle riforme epocali su questo tema. Alla fine però sono state colpite classi nelle quali nessuno ha la smania di entrare (vedasi taxisti, farmacisti ecc.) e sopratutto dove non vige un monopolio che possa mettere in difficoltà un sistema economico. Invece sono rimasti intoccati i privilegi monopolisti o duopolisti che costituiscono una vera piaga per il paese reale. Ad esempio poteva essere modificato il monopolio di Trenitalia sulla rete ferroviaria, in favore di una maggiore concorrenza e di conseguenza di prezzi e servizi migliori.

Allo stesso tempo si poteva interrompere il duopolio televisivo (“Raiset”), per aumentare le possibilità espansive di reti giovani(come ad esempio La7 e Cielo), e di conseguenza portando ad un effettivo aumento dei posti di lavoro, in un ambiente ancora pieno di risorse. Purtroppo su questo argomento vige il veto di Berlusconi, che nonostante non sia più il Capo del governo continua ad influire negativamente sui temi a lui più cari.

Un esempio lampante di queste pressioni è costituito dal “Beauty contest” (legge che regalava a “Raiset” le nuove frequenze televisive) che doveva costituire una prova di forza del governo nei confronti della “Lobby” televisiva (Monti era stato chiaro”… non vediamo perché, nel momento in cui abbiamo dovuto chiedere grandi sacrifici a molti, una risorsa pubblica venga concessa senza corrispettivo”). Ma alla fine è stato un susseguirsi di rimandi, fino alla scelta sconsiderata di affidare a Massimo Vari (persona molto vicina a Berlusconi) il compito di decidere su questa materia.

Giustizia: Da anni si parla di leggi atte a modificare l’assetto giudiziario italiano (anticorruzione, diminuzione dei gradi di giudizio, aumento dei tempi di decorrenza della prescrizione ecc.). Purtroppo con l’arrivo del governo Monti le cose non sono cambiate; si continua a parlare senza proseguire con azioni concrete a riguardo. Eppure i problemi della giustizia italiana sono chiari a tutti.

Costi esorbitanti, tempi lunghi, prescrizione breve, reati riguardanti sopratutto la corruzione che rimangono impuniti, mancanza di personale e di tecnologie che consentirebbero dei miglioramenti riguardanti tutte le problematiche elencate poco fa. Ma anche in questo caso vige il veto di Berlusconi, che in passato ha contribuito a creare molti dei problemi giudiziari sopra elencati, per evitare le sentenze definitive di processi che lo riguardavano (e in certi casi lo riguardano ancora).

A proposito di crescita ricordiamo che “La lentezza della giustizia italiana ci costa un punto di PIL all’anno” (cit. Paola Severino, attuale ministro della Giustizia.)

Tassazione dei capitali scudati: Un altro grande problema riguardante il nostro paese e sicuramente costituito dall’evasione fiscale. Su questo argomento all’apparenza sembra che il governo Monti abbia fatto il proprio dovere. Ma dato che di apparenza parliamo è giusto spiegare come stanno realmente le cose.

Sin dal primo provvedimento riguardante la tassazione dei capitali scudati (per chi non lo ricordasse sono quei capitali che hanno beneficiato del celeberrimo “Scudo fiscale” ideato da Tremonti) si era più o meno capito l’andamento del governo su questo argomento. I dati parlavano di una tassazione una tantum del 1.5% che avrebbe permesso allo stato di incassare 1 miliardo di euro contro i 15.8 miliardi guadagnati attraverso la riforma delle pensioni e l’aumento delle accise sui carburanti.

Questa decisione è fondamentalmente infilare un dito nella piaga nei confronti dei consumatori e dei pensionati e allo stesso tempo dare uno “schiaffetto” o  una “punturina” a coloro che hanno scudato i capitali. La risposta del governo a queste affermazioni è stata la seguente: “La tassa sui capitali scudati è difficile da applicare” tutto questo per colpa del “ladro scudato” che potrebbe aver reinvestito questi capitali.

La credibilità di questa affermazione è nulla in quanto il governo potrebbe controllare i reinvestimenti senza problemi applicando su di essi una tassa adeguata. Gli esempi esteri fanno impallidire le nostre tassazioni. Negli Stati Uniti, ad esempio, la tassazione varia dal 12.5% fino ad un massimo del 25% in base alla cifra scudata; in Gran Bretagna invece i casi sono molteplici, ma comunque nel migliore dei casi chi ha beneficiato dello scudo fiscale riceverà una tassa del 10% più il pagamento di tutte le tasse dovute fino ad un massimo di 20 anni, nel peggiore dei casi si arriva perfino ad una percentuale che parte da un minimo del 30% fino ad un massimo del 100%!

Opere utili e inutili: questo tema è di stretta attualità. Il TAV è utile o inutile? Ma sopratutto è giusto far pesare sui cittadini della Val di Susa un opera non voluta? Chissà se il governo si e posto queste domande. Il ministro Passera ha risposto con un disarmante “La TAV è un opera che deve andare avanti” come se glielo avesse prescritto il medico. In realtà prima di guardare ad una ferrovia che si collega con l’estero bisognerebbe migliorare i tratti ferroviari italiani.

Il paese va a due velocità: al Centro-Nord Trenitalia punta sull’Alta velocità, mentre al Sud si cerca di far funzionare i treni! Questo paradosso non viene preso minimamente in considerazione dal governo, che anzi permette l’abolizione dei Treni notte che attualmente costituiscono l’unica linea di collegamento tra Nord e Sud.

Andando oltre il problema dei treni si potrebbe ragionare sulle condizioni pessime delle scuole e dei trasporti pubblici italiani. Magari un loro miglioramento non potrebbe essere catalogato come una “grande opera”, però si salvaguarderebbero l’igiene e la sicurezza dei cittadini, che dovrebbero essere priorità di qualunque governo democratico.

Un altro settore che ha bisogno di fondi per avanzare è quello delle energie rinnovabili; oppure anche la famosa e bistrattata banda larga riguardante il mondo della telefonia e di internet. Sicuramente non mancano i campi in cui investire. Quello che manca è una figura che abbia la discrezionalità di scegliere quali di questi campi siano più utili per la crescita e per il benessere dei cittadini.

Sanità ed istruzione: Sono due temi di primaria importanza, ma il governo non è di questo avviso. Fino ad ora si sono sentite soltanto parole, ma non è ancora stata presentata nessuna legge che migliori le condizioni di questi due fondamentali servizi, i quali vivono ormai da anni un’ agonia inaccettabile. I problemi della sanità pubblica sono saltati agli occhi di tutti con lo scandaloso caso dell’ospedale Umberto I di Roma, dove i pazienti versavano in condizioni disumane.

Casi come questo non dovrebbero accadere in un paese civile e democratico, di conseguenza il Governo deve intervenire tempestivamente non soltanto nel caso particolare, ma nel sistema generale. Il sistema scolastico non è da meno: classi sovraffollate, strutture vecchie e pericolanti, organizzazione dei corsi che sfiora il ridicolo e sopratutto una mancanza pressochè totale di un filo conduttore tra scuola e lavoro.

Come si evince da questa semplice lista i problemi da affrontare e risolvere sono molti. Quello che si chiede al Governo Monti è quando si degnerà di prestare attenzione alle vere problematiche di questo paese.

Attendiamo risposte…

MATTEO ROSELLI

Segui Wilditaly.net anche su:

Facebook

Twitter

Youtube

Google+

Friendfeed



'Quello che il governo Monti “dovrebbe” fare' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares