Questa è la Chiesa moderna?

Non so se tutti hanno visto o hanno letto ciò che è successo ieri nel mondo “pubblicitario”. La nomina dei nuovi ministri, grazie al cielo, ci ha tenuto lontani da una querelle che ha dell’inverosimile. L’azienda Benetton è nota in tutto il mondo per i suoi vestiti e forse anche di più per la sua originalità in fatto di pubblicità, che l’ha portata ad essere sempre avanti. L’ormai celebre Oliviero Toscani, al quale Benetton diede carta bianca su come strutturare le campagne pubblicitarie, si è sempre concentrato sulla semplicità, quando si trattava di mostrare i vestiti e sull’intelligenza delle persone, quando la società di Ponzano Veneto ha voluto trattare temi sociali. Scrivete Oliviero Toscani su google immagini e avrete i risultati più disparati: dal pelo pubico femminile al bambino appena nato col cordone ombelicale ancora attaccato, dalla donna di colore che allatta al seno un neonato bianco al celebre bacio fra suora e prete. Proprio quest’ultimo, quando uscì, fece clamore. La chiesa sussultò. Ieri, allo stesso modo, la chiesa ha sussultato – anzi si è proprio incazzata – per la nuova campagna pubblicitaria di sensibilizzazione “unhate“, cioè non odio.

Mentre Gilberto Benetton, storico capo dell’azienda, veniva insignito della Legione D’Onore francese da Sarkozy, in Italia venivano srotolate tre diverse foto giganti che rappresentavano un bacio sulla bocca (sono sei in tutto, QUI la gallery) Tutto qui? No, perchè la provocazione ha voluto toccare sensibilmente il pubblico prendendo come protagonisti 6 personaggi antagonisti fra loro: Obama e Hu Jintao, Merkel e Sarkozy, e sopratutto Benedetto XVI e l’Imam Ahmed Mohamed el-Tayeb, della moschea di Al-Azhar al Cairo.
Il Vaticano si è risentito proprio per la raffigurazione riguardante il pontefice. Come potete vedere dall’immagine, non c’è nulla di scabroso o di immorale. È un semplice bacio, omosessuale va bene, però pur sempre un normalissimo atto di amore. Cosa c’è di male, mi domando? Eppure, sia il clero cristiano che i seguaci dell’Imam, si sono scatenati, annunciando addirittura azioni legali nei confronti della Benetton.

Per onore di cronaca, è giusto sottolineare che Toscani non lavora più per loro, ma la sua creatura Fabrica, che come si può ben vedere ha mantenuto il suo inconfondibile stile, è il cervellone pubblicitario della società.

Quello che però mi ha più colpito è quello che ha scritto oggi Umberto Folena sulle pagine dell’Avvenire. Attaccando gratuitamente e con mezzucci da ignorante – nel senso più puro del termine, e cioè che ignora la realtà – arriva addirittura ad affermare che è una “azienda guerrigliera, povera ma creativa e combattiva, costretta a mezzi estremi per rendersi visibile” e addirittura “vuole promuovere un prodotto o un’idea ma non possiede i soldi per farlo con i mezzi tradizionali”. Il problema è che l’arguto giornalista, tralascia il fatto che, in questo caso, non c’era nessun prodotto da promuovere, ma solo un’idea di NON Odio. Vorrei ricordare al dott. Folena, che la famiglia Benetton risulta essere, da diversi anni, la quinta famiglia più ricca d’Italia e quindi, i mezzi classici, se li potrebbe permettere tutti i giorni.

Il nostro castigamatti, però, non si arrende e passa pure all’insulto: Benetton è “un creativo pigro e blasfemo“. Ricapitolando, secondo Folena il moralizzatore, dobbiamo continuare a navigare nella mediocrità italiana e pubblicare solo pubblicità che rappresentano la classica mamma che abbraccia il bambino e gli dice “ti voglio bene” oppure “se odi qualcuno sei brutto e cattivo”? O, forse, era meglio una bella ragazza con le tette di fuori che si attorciglia su se stessa? Arrivare a sottolineare come il sacro non sia toccabile è da mentalità medievale, altro che Chiesa moderna.

“Pasticciare con i simboli e i sentimenti religiosi è sintomo non di creatività ma di grossolana pigrizia dell’intelligenza.” Se sostieni questo, caro Umberto Folena, lascia che ti dica che la pigrizia dell’intelligenza sta nel non capire, o non voler capire, che dietro all’immagine di due figure che, secondo il credo comune stanno agli opposti e quindi sono divisi da un diverso pensiero, si baciano – mettendo in atto quel sacrilego sentimento che si chiama “tolleranza” – è il segno più forte per far capire che non vi è odio. Anzi, se vogliamo dirla tutta, in quell’immagine, c’è persino il rispetto reciproco che portano i due protagonisti. E allora la cosa che ti dà fastidio vuoi vedere che è proprio questa? Non vi è rispetto, in realtà, fra i due e quindi vederli addirittura baciarsi è sacrilego? Chi è allora l’ignorante? Colui che vede in quell’immagine un segno di rispetto reciproco o chi ci vede solo due omosessuali che si baciano? La superficialità è la più grande malattia italiana. Scavare nelle cose vuol dire coglierne l’essenza.

Ah, sempre per la cronaca, il Papa non è Dio. È un semplice uomo. E se io voglio fare una battuta sul suo conto, la faccio, come la farei su una persona qualunque. Ergersi ad un piano superiore, rispetto a quello umano, vuol dire sfidare l’onnipotenza di Dio. E se a dirlo è un miscredente come me, allora bisogna rifletterci.

GIAMPAOLO ROSSI

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About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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