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Questa è l’Africa

Scritto da Luca Puglisi il 1 - July - 2010 Letto 938 volte

“Siamo 1,9 milioni e tra noi ci sono almeno 400mila bambini orfani per colpa dell’aids. L’aspettativa di vita è scesa a 34 anni”

QEA
Questa è l’Africa.
Lo ripeteva spesso Di Caprio in “Blood Diamond” film di qualche anno fa sulla tragedia del commercio dei diamanti, una schiavitù a cielo aperto con tanto di firma da parte dei grandi rivenditori di gioielli del Nord Europa.
“It’s time for Africa”
Dicono in molti in questo periodo in cui il carrozzone dei mondiali di calcio ha affittato un paese devastato dalla povertà per far vedere che anche loro si preoccupano delle sorti del continente nero. Dei soldi spesi per stadi inutili invece non è dato sapere.
Questo non sarà un post contro i mondiali, no. Sono sincero io quando posso li guardo, li ho sempre guardati, affascinato da nazionali che non vedi mai, incontri più o meno storici. Dico quando posso perchè ero abituato al fatto che quel tipo di calcio fosse accessibile a tutti, ma i tempi cambiano e quindi le porte dello sport ti vengono aperte solo se hai in mano una tessera sky o premium che sia.
Questo è il mondo.
LESOTHO.
Magari per qualcuno potrebbe essere un locale in un centro storico, per altri nulla , per pochi forse un piccolo stato in mezzo al Sudafrica.
Nessun sbocco sul mare, durante l’apartheid era un serbatoio di manodopera.
1 milione e 900mila abitanti di cui circa 400mila ORFANI a causa dell’Aids, la stessa malattia che il presidente sudafricano Zuma ha dichiarato sotto giuramento di averne temuto il contagio durante un rapporto con una prostituta e di avere provato a mandarla via con una doccia.
QEA.
Una doccia che forse in Lesotho pagherebbero caro per averla.
Uno stato fantasma. Uno stato chiuso per il mondiale. Ingressi bloccati in Sudafrica per il mondiale causa sicurezza, causa televisioni, si sa in questi casi lo sporco viene messo sotto i tappeti, vedere alla voce bidonville spostate.
Un governo quello del Lesotho che sfiora il ridicolo per la sua inutilità, nel paese non si stampa nemmeno la moneta, il maloti, si compra dalla Gran Bretagna.
Gli unici affari che si possono fare sono quelli con la marjuana tanto che i bambini che vengono cresciuti grazie ai proventi della droga prendono il nome di BANA BAMATEKOANE, figli della marijuana.
QEA.
Un paese dove è nato l’Anc, il partito movimento di Mandela, un paese che è stato padre fondatore della rivoluzione contro l’apartheid che per assurdo lo metteva in condizione di ricevere aiuti internazionali che in quel periodo arrivavano.
Ora no. “Ci dicono di rivolgerci al Sudafrica”.
Ma non si sente, troppo alto il rumore delle Vuvuzelas.

LUCA PUGLISI

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