Questo è un paese?

Questo è un paese?
Un paese che sta per presentarsi ad una tornata elettorale, fatto che dovrebbe sempre essere festeggiato come una conquista democratica acquisita, ma che in realtà sembra ormai sempre piùassomigliare ad una prassi da eseguire ogni tanto, per far sapere al cittadino che ogni tanto deve uscire di casa presentare il preziosissimo certificato, salutare il militare di turno (con reverenza logicamente), non mettersi magliettine strane che potrebbero indurre il vicino di cabina a cambiare voto… prendere la rincorsa e via la tanto desiderata crocetta.
Fine.
No, dico, qualcuno ha assistito a dibattiti su contenuti, ha visto scambi di battute dei candidati su argomenti come ad esempio il NUCLEARE?… niente…
Niente. Fine.
Ecco impariamo a memoria queste parole e ripetiamole.
Poi ci tocca fare una piccola operazione…
Pensate a tutte le cose che la pubblica opinione ha saputo (?!?!?) in questi mesi…
Fatto! (maledetta ArtAttack)
Ora pensate a tutto quello che possono fare senza la rottura di scatole di avere qualche giornalista d’inchiesta a fare domande, pensato… e sommate!
Fatto! (scusate è più forte di me)
Ok… aggiungeteci la leggina sulle intercettazioni che permetterà ai Di Girolamo di turno di farsi trattare da zerbino dal prossimo boss di turno. Sommato?
Aggiungete qualche monologo del compagnodimerende di Arcore spacciato come editoriale in prima serata sul Tg1. Sommato?
Risultato…

DITTATURA

…ma silenzio non ditelo a nessuno mi raccomando. Però una cosa fatela.

…pensate alle tante foto e immagini che avete visto in giro per il mondo di masse di persone schiacciate dall’arroganza del potere, dalle dittature che tutti noi siamo pronti a condannare, pensare alla faccia di quelle persone ecco quella potrebbe essere la vostra, la mia o quella della persona a voi più cara se le cose continuano in questa maniera.
Perché il popolo non deve sapere, deve lavorare, camminare, votare. Senza domandare, senza fare inchieste, senza alzare la testa e dire “ma chi mi sta comandando”…

No niente domande solo tanti numeri che in fila devono andare a votare.

…mi raccomando non dimenticate il certificato elettorale e lasciate tranquillamente le porte aperte, le democrazie si vedono dalle piccole cose.

Fine. Davvero..

LUCA PUGLISI



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