Max Gazzè – Quindi?

Lo scorso 4 maggio uscito l’ultimo disco di Max Gazzè Quindi?. Passando dalla Virgin e dalla EMI, il cantautore/bassista romano ha scelto di produrre questo disco con la casa discografica Universal. Si intuisce una qualità di registrazione e di missaggio e di arrangiamento nettamente superiori rispetto ad esempio anche allo stesso Tra l’aratro e la radio.

Il singolo Mentre dormi, che ha cominciato a passare fra le radio più importanti d’Italia dal 19 marzo, anticipa i dodici brani inediti, regalandoci solo un assaggio delle nuove idee dell’artista. Idee e sonoritche s ci ricordano sempre il solito Max, ma questa volta dimostra una maturità sia nei testi che nelle strutture dei brani che rende Quindi? uno tra i suoi album migliori, se non il migliore.

Mentre dormi fa parte anche della colonna sonora dell’ultimo film di Rocco Papaleo Basilicata Coast to Coast, nel quale interpreta anche uno dei protagonisti Franco Cardillo.

Io dov’ero (Atmos 5) un mix fra l’alternative e il pop, con effetti ambientali che ricordano molto i Pink Floyd, soprattutto nell’album del ’71 Meddle. Ma Gazzè non solo alternativo: non mancano mai i suoi pezzi lenti con testi strappalacrime, stavolta con La cosa più importante accompagnata da un’orchestra d’archi.

Senza coda (Autotomie) ricorda in alcuni tratti Il solito sesso, singolo che rappresenta il penultimo album Fra l’aratro e la radio. Ma sorvolando il “solito sesso” lasciamo che il cantautore ci racconti una dolce e incantevole fiaba con Il drago che ti adora.

Arrivati già metà del disco ci si rende conto che stavolta Max ci vuole raccontare qualcosa, un percorso, una lunga storia attraverso quelle sue dodici tracce fra quel “sole stretto che apriva le nuvole2 e quel “suono di due sillabe”.

Così all’improvviso, tutto insieme, senza preavviso, arriva una traccia che mai avremmo sognato di trovare dentro a un album di Gazzè un pezzo totalmente funky che sembra Space Cowboy di Jamiroquai ma con la particolaritdi un testo tipicamente rock/pop che lo caratterizza. E’ bellissima l’idea di toccare diversi generi in un solo album, tra i pochissimi in Italia che abbiano avuto il coraggio di farlo.

Trovare la linea che congiunge tutti brani molto difficile, quasi impercettibile come “impercettibili” sono le “parole sussurrate” della decima canzone.

A livello musicale, le linee di basso nell’album sono precise, estremamente appropriate al genere, semplici e leggere in tipico stile gazzeniano. Stavolta però sembra che Max abbia voluto aggiungere un tastierista non tanto per il piano ma per aggiungere effetti ambientali per riempire probabili vuoti che si creavano in mancanza di alcuni strumenti (come cori, tastiere ed altro).

Per concludere, Dna (Desossiribonucleico) una bellissima commistione tra vari generi: rock, soul, r&b, pop, funk tutti uniti fra loro in una linea armonica magnifica. Fra le varie parti del pezzo che ricordano i vari generi sopra citati, c’è come un legame, come se in quel punto potesse coesistere solo quel genere musicale.

Insomma, sicuramente un album che merita come minimo di essere ascoltato, poi, se avrete la pazienza di farvi trascinare da Max Gazzè nel suo mondo di favole funky e pop con sonorità volte un po’ rock anni settanta, non ne rimarrete sicuramente delusi. Basta solo essere pazienti ed essere piun bicchiere mezzo vuoto che mezzo pieno!

MARCO BEVILACQUA



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