Quirinale: perché ci dobbiamo per forza turare il naso?

Con le dimissioni di Giorgio Napolitano, che lascia il suo incarico dopo 9 anni di presidenza, impazza su tutti i giornali il toto candidature per indicare possibili successori.

A leggere i vari “borsini”, con i nomi in ascesa o in salita, c’è di che rimanere allibiti.

Si parla, come per tutte le elezioni dei nuovi inquilini del Colle, di Giuliano Amato. Amato? Ma chi, l’ex Presidente del Consiglio socialista (fedelissimo di Bettino Craxi) che intasca 22 mila euro lordi di pensione al mese ? Quel Giuliano Amato? Quello che oggi è giudice della Corte Costituzionale dopo essere stato già: due volte Primo Ministro, due volte ministro del Tesoro, una volta ministro dell’Interno e presidente dell’Authority del mercato, Presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni del 150º anniversario dell’unità d’Italia e consulente di Mario Monti per il taglio dei costi della politica (mai saputo nulla su provvedimenti presi). Non c’è proprio nessun altro che non si sia reso famoso per un prelievo forzoso dai conti correnti?

Ah, sì: c’è Anna Finocchiaro. Sì, la stessa Anna Finocchiaro che baciò, da leader dei senatori di opposizione del Pd, il neo eletto Presidente del Senato Schifani. Perché si fa opposizione alla maggioranza anche così, è risaputo. La stessa che accusava Travaglio di parlare male di Schifani senza contraddittorio. E’ sempre lei poi che, a quanto si legge, avrebbe il marito rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e truffa e avrebbe avuto contatti con esponenti della cosiddetta “Mafia Capitale”. Che dire.

Dulcis in fundo, Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia del Governo Renzi. In un’intervista del dicembre 2009 al quotidiano Le Figaro, il titolare del dicastero di via Venti Settembre spiegò che «per risanare i debiti contratti dai Paesi occidentali durante la crisi la diminuzione delle spese non basterà, quindi è inevitabile un aumento delle tasse». Questa opinione la ribadirà un anno dopo, dagli uffici dell’Ocse: «Può essere pericoloso procedere con aggiustamenti fiscali di grande rilevanza solo attraverso tagli alla spesa, in alcuni casi occorrono anche aumenti delle imposte. Non si può fare tutto solo riducendo la spesa, si deve fare in qualche modo anche aumentando le imposte».

Visto che, a quanto sembra, questi tre sono i candidati più accreditati, la domanda sorge spontanea: perché ci dobbiamo per forza turare il naso? Non c’è un’alternativa? Che non sia Veltroni, per favore…

 

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Quirinale: perché ci dobbiamo per forza turare il naso?' have 1 comment

  1. 22 Maggio 2015 @ 10:49 am Regionali 2015: quando avremo un'elezione senza impresentabili? | Wild Italy

    […] impresentabili non finiscono mai. Dopo le elezioni per il Presidente della Repubblica (qui l’editoriale sul tema), anche nelle elezioni regionali che sono alle porte, come in tutte le tornate amministrative, si […]


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