Raffaello, Parmigianino e Barocci – Metafore dello sguardo: bellezza ed incertezza

Dal 2 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016, presso i Musei Capitolini, si terrà la mostra Raffaello, Parmigianino e Barocci – Metafore dello sguardo, promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, è organizzata da MetaMorfosi con Zètema Progetto Cultura ed è curata dalla 538 Espostodirettrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Marzia Faietti.

L’esposizione si propone di analizzare come Raffaello sia stato un modello per gli autori successivi e quanto della sua arte abbia influenzato due artisti così diversi tra loro ma considerati tra i più grandi disegnatori del cinque-seicento: Francesco Mazzola detto il Parmigianino e Federico Barocci.

La mostra è organizzata al piano superiore dell’edificio ed è visitabile previo acquisto biglietto per l’intero museo: “Biglietto integrato mostra ‘Raffaello Parmigianino Barocci – Metafore dello sguardo’ e Musei Capitolini”. L’intero è di 15 euro, il ridotto 13 euro e il ridottissimo 2 euro. I cittadini residenti a Roma possono usufruire di particolari sconti (per maggiori informazioni visitare il sito).

LA MOSTRA.

Oggi ci dedicheremo solo all’esposizione da noi visitata e cioè quella di “Raffaello, Parmigianino e Barocci – Metafore dello sguardo”, non all’intero museo. A tal proposito possiamo sicuramente evidenziare, come dato iniziale, la buona organizzazione spaziale, perfettamente lineare (sicuramente migliore dall’Età dell’angoscia).

Di contro, tuttavia, siamo costretti a notare alcune pecche (piccoli dettagli, ma che nell’insieme lasciano una macchia non indifferente). Per prima cosa si trova davvero fuori luogo “costringere” (se così si vuol dire riducendo il concetto all’osso) ad acquistare il biglietto per l’intero museo anche chi volesse vedere solo la singola mostra, per esempio chi al museo c’è già stato, o chi non ha molto tempo per vedere tutto insieme. Certo, c’è l’iniziativa della prima domenica del mese gratuita, ma forse sarebbe stato meglio fare due biglietti separati, magari con una riduzione per chi volesse visitare l’uno e l’altro.

Una seconda perplessità è data dalle informazioni. Si è d’accordo col fatto che questa è una mostra molto settoriale, che forse può essere recepita al meglio solo da veri esperti o appassionati, ma è pur vero che le nozioni messe a disposizione non sono molte. Diciamo che peccano di superficialità ed eccessiva genericità, il che diventa un problema proprio perché l’esposizione è così specifica.

Tra le informazioni troppo approssimate troviamo anche il contenuto della mostra. I tre artisti analizzati sono, seppure in misura diversa, tre grandissimi maestri dell’arte moderna. Tutte le loro opere sono eccezionali ed è privilegio del visitatore poterle osservare (e non il contrario), ma si può restare perplessi (mai delusi, solo perplessi), nel trovare solo pochissimi quadri (il numero preciso si può contare sulle dita di una mano) e perlopiù bozzetti e studi di opere.

Insomma, in conclusione possiamo dire che l’esposizione è buona perché da un argomento del genere non poteva uscire che qualcosa di bello, ma poteva essere strutturata meglio.

 

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About

Studentessa di Editoria e Scrittura presso la Sapienza di Roma. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA.


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