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Ralph Spacca Internet: amicizia, rete e principesse con i registi Moore e Johnston e i voice talent italiani

I registi Rich Moore e Phil Johnston, insieme ai voice talent italiani, presentano Ralph Spacca Internet

 

È di sei anni fa il primo Ralph spaccatutto, un omone dei videogiochi che tutti ritenevano cattivo e che trova nuova vita nell’amicizia con la sgangherata principessa Vanellope. E se con il precedente film Rich Moore guardava al passato glorioso delle sale da gioco, il nuovo capitolo si rifà ad un presente tecnologico quanto mai pervasivo e attuale. Ralph Spacca Internet è il secondo capitolo che vede al fianco di Moore anche Phil Johnston, già alla sceneggiatura e al soggetto del primo film e passato ora a co-dirigere questo vero surf nella rete. Umanità, progresso e… Disney! Di questo ci parlano i due registi mentre presentano il loro ultimo lavoro, a cui vanno ad aggiungersi i doppiatori italiani di Ralph Spacca Internet e la cantante Francesca Michielin, che presta la propria voce per le canzoni del film.

Internet è qualcosa di intangibile, se ci si ferma a pensare bene. Come siete riusciti a rendere una cosa talmente inconsistente un vero e proprio mondo?

Rich Moore: È quello che in fondo abbiamo fatto con i videogiochi nel primo film, abbiamo permesso ai personaggi di muoversi nella sala giochi e così volevamo che si muovessero anche in internet. Poi, dopo aver parlato con vari esperti, ci siamo resi conto che internet non è intangibile come sembra. Abbiamo così deciso di progettarlo come fosse una vecchia città, ad esempio Roma, con le parti più antiche al centro e il resto che va espandendosi a sfera.  

Phil Johnston: Con il production designer ci siamo messi a studiare proprio Roma per la sua struttura a forma di lasagna. Volevamo che internet fosse come le vecchie città, per l’appunto, e seguisse le costruzioni di Roma o di Istanbul con una parte centrale che si sarebbe poi ingrandita.

Anche la Disney è un’industria in continua espansione. Fino a dove pensate possa spingersi con l’immaginazione?

R.M.: È incredibile come le cose sono cambiate in maniera inimmaginabile nell’animazione, si possono fare cose che prima non erano pensabili e la differenza l’ho notata anche nel girare Ralph spacca internet. Non avremmo mai potuto fare qualcosa del genere sei anni fa con il primo film. Ci sono cambiamenti epocali ed è sia eccitante che pauroso. Però Walt Disney voleva proprio questo, unire arte e tecnologie e persone come mai prima.

C’è tanto internet nel film, ma anche tanta amicizia. Come mai non avete deciso di puntare di più sul lato tecnologico del film, ma renderlo pieno di sentimenti?

P.J.: Avevamo bisogno che ci fosse qualcosa di solido nel racconto, non solo internet che, da quando abbiamo cominciato l’incontro, sarà cambiato già migliaia di volte. Perciò abbiamo reso Ralph spacca internet un racconto di amicizia, che di per se è qualcosa di universale che ci unisce. La parte umana non doveva essere sovrastata da internet, ma doveva esserci un equilibrio tra le due cose.

Essere membri dell’universo della Disney deve essere una tra le cose più eccitanti del mondo, ma non vi mette anche sotto pressione?

P.J.: Non è facile, ma cerchiamo di non pensarci. Pur avendo grande rispetto, cerchiamo di andare avanti. Sai cosa, i nostri personaggi nei film sono sempre quelli più disastrati ed è così che noi ci vediamo dentro la Disney.

ralph-filmDa dove arriva e come nasce l’incredibile scena delle principesse?

R.M.: È stato strano. Sono davvero icone. Era come se avessimo preso la Judy Garland de Il mago di Oz o la Marilyn Monroe de Gli uomini preferiscono le bionde o la Anita Ekberg de La dolce vita. Un’attrice del film mi ha domandato se sapevamo di essere fortunati, perché avevamo la possibilità di mettere insieme principesse che avevano affiancato la crescita della madre, poi la sua ed ora quella di sua nipote. Una cosa simile non sarebbe potuta capitare altrove, ma solo alla Disney. Inizialmente per noi era un gioco, non ne capivamo la vera importanza, invece è stato profondo sia per il pubblico che per i realizzatori che hanno potuto approcciarsi a qualcosa di così fondamentale e rimaneggiarlo per inserirlo nell’attualità. Poi, come dico sempre, il progresso viene dai luoghi più inaspettati, nessuno avrebbe mai creduto che Ralph avrebbe potuto rendere più contemporaneo il ruolo della principessa. 

P.J.: La nostra capo animazione ci ha salvato per quella scena. Dovevamo decidere come posizionare le principesse, allora prese delle bambole e le mise in cerchio, per poterle poi disporle come sarebbe avvenuto nella scena. E sì, eravamo degli uomini adulti che giocavano con le bambole! 

 

Ralph spacca internetPer i Voice talent: Serena Rossi, Nicoletta Romanoff e Mélusine Ruspoli come è stato doppiare le principesse in Ralph spacca internet?

Serena Rossi: Mi mancava tanto la mia Anna quindi sono stata felice di ritrovarla, anche se tra poco la rivedremo. È molto divertente vedere le principesse riunite nella stessa stanza, perché rappresentano la nostra infanzia e quella dei nostri genitori, ed ora anche quella dei nostri figli. E loro sono lì, tutte insieme. Poi, per il doppiaggio, devo dire che è un lavoro davvero difficile, ma sono felice che la Disney mi abbia fatto entrare in questa famiglia.

Nicoletta Romanoff: La cosa che più ho adorato di queste principesse è che scoprono che il loro amore è il pigiama. È stato bello vederle in un momento offline, insieme come delle semplici amiche. Ed è stata bella anche la parte del doppiaggio.

Mélusine Ruspoli: Nel film presto la mia voce a Jasmine e devo dire che mi sento vicina a questo personaggio perché anche io voglio spingermi sempre oltre e conoscere il mondo. Poi, sempre come lei, anche io sono una principessa, seppur moderna. Ma, comunque, siamo tutte principesse. 

Salvatore Aranzulla, come è stato invece per te far parte di questa avventura? In più una volta hai consigliato dei siti per chi voleva allenarsi con il doppiaggio, li hai usati?

Salvatore Aranzulla: È una cosa pazzesca risentire la propria voce all’interno di un cartone animato, soprattutto in un film come Ralph Spacca Internet che ripropone la rete in maniera mai vista. Sì, certo, ho usato quei siti, anche perché ogni volta che cerco dei consigli su internet mi riporta sempre al mio sito e, quindi, non ho potuto fare altrimenti.

Invece voi, Favij e LaSabri, siete vicinissimi ai vostri personaggi nel film, due ragazzini che giocano online appunto. Come vi siete trovati in questa esperienza?

Favij: È vero, LaSabri e io avevamo due personaggi che ci rappresentano benissimo perché è quello che siamo nella vita, quindi si può dire che siamo stati quasi agevolati. Sono poi un grande fan della Disney e sentivo quindi una responsabilità notevole.  

LaSabri: Quello nel film è ciò che con Favij facciamo anche nella vita ed è stato bello vedere come Ralph spacca internet affronta diverse tematiche che mi stanno a cuore. 

Ralph-Spacca-InternetFrancesca Michielin, com’è tornare alla Disney?

Questa nuova esperienza è stata divertente, ma non per questo facile. Non è semplice quando si deve applicare un adattamento, bisogna che il testo mantenga il significato che altri gli hanno precedentemente dato. Questo brano, poi, è proprio ciò che rappresenta il film ossia che l’amicizia è importante e bisogna saper lasciare andare chi si vuole bene.

Qual è il vostro rapporto con la Disney?

S.R.: Sono legata alla Disney, non solo perché mi è capitato di doppiare i cartoni animati, ma perché come madre faccio vedere tutti i classici a mio figlio e lui li vede dall’inizio alla fine. Poi, riguardandoli da adulto, si scoprono sempre cose diverse da quando eri bambino, questo è incredibile. 

N.R.: Ho quattro figli a diversi anni di distanza, quindi sono sempre sul pezzo per quanto riguarda i cartoni animati. Il film preferito del mio primo figlio è Tarzan, lo vedeva talmente tante volte che se ora mi capita di ascoltare una canzone del cartone scoppio a piangere per i ricordi che mi suscita. Poi, quando è nata la prima femminuccia, ne ho approfittato per portala a vedere le principesse a EuroDisney. Ovviamente ero più gasata io di lei, che aveva ancora solo tre anni e mezzo.

F.M.: Il film che più mi ha segnata quando ero piccola è Mulan. È stato bello poter crescere con un esempio di donna che non veniva salvata, ma salvava lei la Cina. Era una tipa cazzuta e da grande volevo esserlo anche io. 

 

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About

Martina Barone è nata a Roma nel 1996. Appena diplomata al Liceo Classico Pilo Albertelli, è pronta a seguire all’università corsi inerenti al cinema e tutti i suoi più vari aspetti. Ama la settima arte in tutte le sue forme, la sua capacità di trasporti in luoghi lontani e diversi e di farti immergere in storie sempre nuove. Ama poterne parlare e poterne scrivere. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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