Gualazzi

Raphael Gualazzi, quando il Jazz italiano torna in primo piano

Quando alcuni amici mi coinvolsero nel settembre di qualche anno fa al Blue Note di Milano per ascoltare un giovane pianista italiano di nome “mi sembra si chiami Gualazzi ”, lì per lì ero un po’ scettico, dato che mi veniva presentato come un vero fenomeno.raphael-gualazzi2

Mi avevano parlato di grandi collaborazioni negli Stati Uniti con jazzisti di livello, di grande tecnica e di una capacità non usuale di comporre brani, con paragoni azzardati come il “nuovo Paolo Conte”; potete capire che di fronte a tali affermazioni lo scetticismo era d’obbligo.

Con queste premesse ci siamo seduti e quando Raphael Gualazzi si è presentato da solo al piano ed ha iniziato la sua performance sono stato come impressionato dalla sua tecnica e allo stesso tempo dalla sua musicalità. Il suo spettacolo, infatti, alternava l’esecuzione di brani classici, spesso legati al rag time, a sue composizioni e brani pop (come Don’t Stop dei Fleetwood Mac), ovviamente riarrangiati e reinterpretati.

Ed è stata proprio questa varietà di pezzi che mi ha dato la possibilità di capire che le affermazioni della vigilia erano assolutamente attendibili ed i paragoni non azzardati: un felice connubio di jazz, blues e pop coniugato con maestria, musicalità e leggerezza allo stesso tempo.

Accompagnato da un gruppo di professionisti molto preparati e soprattutto in sintonia, la serata è scivolata via con grande entusiasmo da parte di tutto il pubblico presente e con il mio personale plauso a questo giovane artista.

Il suo stile è sicuramente influenzato da grandi pianisti come Art Tatum, Scott Joplin e Ray Charles (al quale, nell’evento milanese, dedicò una “Georgia on my Mind” particolarissima), ma la sua capacità di spaziare ed interpretare in modo personale brani “standard”, resta comunque di valore assoluto, così come la sua tecnica.

La mia meraviglia è stata quando lo vidi sul palco del Festival di Sanremo nella categoria giovani l’anno successivo, con un brano che lo stesso Raphael Gualazzi aveva scritto (suppongo per l’occasione) e che gli valse la vittoria nella categoria e la partecipazione all’Eurofestival, nel quale si classificò secondo, aggiungendo anche il premio della giuria tecnica.

Partecipa nuovamente alla kermesse sanremese qualche anno dopo e, successivamente, alcuni suoi brani vengono utilizzati per vari spot pubblicitari; ad oggi ha inciso diversi album, dei quali l’ultimo “Love Life Peace” è appena uscito.

raphael-gualazziDate le sue capacità e la sua poliedricità, prevedo per lui un grande futuro, sempre che riesca ad alternare e coniugare i vari generi musicali nel tempo, assecondato sempre da collaboratori di primo livello come ha avuto finora.

L’evento del Blue Note mi ha lasciato un ricordo particolare che potrò rinverdire con la tournée che inizierà a novembre e toccherà diverse città italiane, tra le quali Bergamo (18/11), Padova (19/11), Torino (21/11), Bologna (23/11), Roma (30/11), Milano (12/12), Brescia (10/12), Trento (13/12) e Reggio Emilia (22/12).

Per quanto riguarda Roma, l’evento si terrà all’Auditorium Santa Cecilia il 30 novembre prossimo, mentre per i milanesi sarà al Teatro Nazionale Che Banca il 12 dicembre: consigliato a tutti coloro i quali hanno ancora voglia di ascoltare “buona” musica.

Bravo Raphael, continua così!!


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


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