Rebelo de Sousa vince al primo turno: chi è il nuovo presidente del Portogallo

Fonte dell’immagine di copertina:aventar.eu

Il 25 gennaio del 2016 Marcelo Rebelo Duarte Nuno de Sousa ha vinto le elezioni presidenziali in Portogallo al primo turno. Il candidato stra-favorito del centrodestra ha raccolto il 52,7% dei voti, contro il 22,3% del candidato socialista Antonio Sampaio de Novoa e il 10% dell’esponente del Bloco de Esquerda Marisa Matias. La candidata socialista Maria de Belem si è posizionata quarta con il 4,7% dei voti. Il nuovo Presidente del Portogallo subentrerà il 9 marzo al Capo dello Stato uscente, suo ex-compagno del partito conservatore Psd, Anibal Cavaco Silva.

Il nuovo Presidente, Marcelo Rebelo de Sousa. Fonte: sapo.pt
Il nuovo Presidente, Marcelo Rebelo de Sousa. Fonte: sapo.pt

I CANDIDATI ALLE PRESIDENZIALI E L’ATTUALE SITUAZIONE POLITICA

Più di 9 milioni di portoghesi sono stati chiamati alle urne per scegliere la persona giusta a cui affidare la guida del paese. È stata la nona elezione presidenziale in Portogallo dalla rivoluzione del 1974. Il presidente uscente Aníbal Cavaco Silva sta concludendo il suo secondo mandato quinquennale consecutivo e, in base al limite imposto dalla Costituzione, non avrebbe potuto ripresentarsi.

L’elezione presidenziale si svolge in due turni: se un candidato ottiene più del 50%, vince al primo turno. Altrimenti si va al ballottaggio tra i due candidati più votati. Solo una volta su otto elezioni presidenziali dal 1974 è stato necessario mettere in atto il secondo turno: nel 1986, quando Mário Soares ottenne il 25,43% al primo turno e, solo in seguito al ballottaggio, raggiunse il  51,18%.

In Portogallo, per candidarsi alla presidenza servono alcuni requisiti basilari: innanzitutto essere portoghesi, avere più di 35 anni e raccogliere almeno 7.500 firme di cittadini da presentare alla Corte Costituzionale. Queste ultime consultazioni sono state molto particolari perché hanno fatto segnare il record di numero di candidati: ben 10. Chi erano?

Cândido Ferreira: ex membro del Partito Socialista; è un candidato di centro-sinistra, che si è presentato senza l’appoggio di alcun partito.

Henrique Neto: membro del Partito Socialista, ma molto critico nei confronti del suo schieramento e dell’attuale governo socialista. Anche lui non era sostenuto da partiti.

Vitorino Silva: è l’ex sindaco di Rans, cittadina del nord del Paese. È un personaggio mediatico, che ha partecipato ad alcuni reality show.

Edgar Silva: candidato comunista; ha svolto la sua carriera politica a Madeira, guadagnando popolarità nel corso della campagna elettorale.

Jorge Sequeira, uno dei candidati alle elezioni presidenziali. Fonte: languish.org
Jorge Sequeira, uno dei candidati alle elezioni presidenziali. Fonte: languish.org

Jorge Sequeira: psicologo; ha portato in campagna elettorale il linguaggio tipico della sua professione. Non era sostenuto da alcun partito.

Marcelo Rebelo De Sousa: ex ministro e presidente del PSD (il Partito Social-Democratico di centro-destra). Nei giorni precedenti alle votazioni, ha ottenuto l’appoggio dell’allenatore di calcio José Mourinho. Futuro presidente del Paese.

Maria De Belém: avvocatessa dell’Università di Coímbra ed ex ministra della Sanità e delle Pari Opportunità. Nonostante sia stata Presidente del Partito Socialista tra il 2011 e il 2014, non ha goduto dell’appoggio del PS, né di altri partiti. Era invece sostenuta dal ministro della Cultura, João Soares, figlio dell’ex presidente Mário Soares

Marisa Matias: esponente del Blocco di Sinistra, formazione della sinistra radicale, è europarlamentare e vice-presidente del Partito della Sinistra Europea.

Paulo De Morais: legato al PSD, è un professore universitario che non ha ricevuto sostegni politici in questa elezione. Prometteva di combattere la corruzione.

Sampaio Da Nóvoa: candidato indipendente, ex rettore dell’Università di Lisbona non è mai stato membro di alcun partito. Il suo programma verteva sulla ristrutturazione del debito e la fine dell’austerità. Godeva del sostegno di tre ex presidenti: Ramalho Eaneas, Mário Soares e Jorge Sampaio.

Anche in Portogallo, come in molti altri Paesi europei, i partiti storici stanno subendo un drastico calo di popolarità, a favore di movimenti apartitici e di personaggi  proveniente dal mondo dello spettacolo o della cultura, che risultano più vicini alle esigenze del popolo.

La coalizione Psd-Pp ha vinto le ultime legislative in termini di voti, ma è stato il socialista António Costa che ha finito per giurare come Primo ministro. Il Ps è riuscito a incassare il sostegno del Bloco de Esquerda, del Partito comunista e del Partito ecologista dei Verdi, che insieme hanno la maggioranza dei seggi in Parlamento. Ma questo accordo sembra essere molto precario, perché i partiti di sinistra hanno posizioni divergenti per quanto riguarda temi caldi come il debito pubblico o la Nato. Per assicurare la stabilità, il presidente svolgerà, quindi, un ruolo decisvo.

Fonte: horia.com.br
Fonte: horia.com.br

CHI E’ REBELO DE SOUSA

Marcelo Rebelo Duarte Nuno de Sousa, 67 anni, figlio dell’ex-ministro conservatore Baltasar Rebelo de Sousa, è stato uno dei protagonisti della vita politica del Paese dalla rivoluzione dei garofani del 1974 contro la dittatura salazarista. ′Marcelo′, come viene solitamente chiamato in tutto il Portogallo, è giornalista, ha fondato il settimanale Expresso, è stato ministro e leader del Psd dal 1996 al 1999 e docente universitario di diritto.

Ma la sua vasta popolarità è dovuta in gran parte al ruolo di commentatore politico in tv, dove viene acclamato come “il Professore” per antonomasia. Una vera e propria tradizione in Portogallo, dove altri leader arrivati poi ai vertici dello stato, come l’ex-premier socialista José Socrates, hanno conquistato spazio e popolarità grazie al loro ruolo di opinionisti e commentatori politici.

Marcelo era il candidato di centrodestra favorito nei sondaggi con il 55%. Nonostante non fosse il candidato ufficiale del Psd, contava sul sostegno del partito di cui è stato cofondatore e anche su quello del Pp. Nella campagna elettorale si è posto come figura imparziale, aperta al dialogo, spiegando che “un presidente è un arbitro, e l’arbitro non fa i gol”.  Sostiene il bilancio proposto dal Parlamento per il 2016, perché prevede il graduale ritiro delle misure di austerità, senza violare i patti concordati con Bruxelles.

“Sarò il Presidente di tutti i portoghesi senza discriminazioni”, ha sostenuto “il Professore”. Ma la sinistra, vista la fragilità del suo esecutivo, teme che possa giocare un ruolo ben più importante, avendo egli il potere di sciogliere il governo, in caso questo dovesse andare incontro alle previste difficoltà, e, se necessario, riconvocare le elezioni in autunno.

Il Portogallo, infatti, vanta un regime semi-presidenziale, in cui il presidente detiene notevoli poteri nelle sue mani, fra cui quello di sciogliere il governo e il parlamento e perfino quello di dichiarare la guerra. Il capo dello stato ha anche la facoltà di nominare il premier, in base ai risultati delle elezioni, e il consiglio dei ministri, tenendo in considerazione le proposte del capo di governo.

In una situazione politica così fragile e precaria, diversi analisti prevedono un ritorno alle urne in autunno nel caso in cui Costa, attuale leader della coalizione al governo, non riuscisse a far votare al parlamento il bilancio dello stato per il 2017, a causa dei veti incrociati dell’opposizione di centrodestra e dei suoi alleati di sinistra. Per scongiurare la crisi, Rebelo de Sousa dovrà svolgere effettivamente Il ruolo di arbitro imparziale, che si è attribuito fin dall’inizio della campagna elettorale.

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Alessandro Mancini

Nato nel 1993 a Roma, studia Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Roma tre. Persona eclettica e curiosa, da sempre appassionato di scrittura e lettura, coltiva il sogno di diventare giornalista. Gestisce anche un blog personale: http://aleftsworld.wordpress.com/ . COLLABORATORE SEZIONE ESTERI

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