Regionali 2010: la Lega vince in Veneto e in Piemonte. In Lombardia Formigoni doppia Penati. Il Pd perde anche Lazio, Campania e Calabria

“Ammazza che legnata” sembra quasi di sentire i commenti dello stato maggiore del Pd, dopo queste elezioni regionali disastrose. In un colpo solo, il centro-sinistra ha perso: il Piemonte (regno ormai dei leghisti al seguito del neo governatore Cota), il Lazio (dove la sindacalista, Renata Polverini, ha vinto per due punti percentuali su Emma Bonino), la Campania (dove era scontato il voto pressante dei camorristi che ha favorito il socialista Caldoro) e la Calabria (dove il centro-sinistra, invece di presentare Pippo Callipo insieme  ai Radicali e l’Idv, ha preferito presentare quella sanguisuga di Agazio Loiero, perdendo miseramente).

Ma andiamo con ordine:

PIEMONTE:

Come dicevo, Roberto Cota (Lega Nord) raccoglie il 47,3% dei consensi e 36 seggi, diventando il nuovo governatore del Piemonte, strappando la poltrona a Mercedes Bresso (governatrice uscente) che – in occasione delle regionali – si era presentata con una coalizione amplissima, che andava da l’Idv ai Radicali, fino alla Federazione della Sinistra ma non è riuscita a tenere la poltrona, fermandosi al 46,9% e conquistando 22 seggi in consiglio regionale. Risultato inaspettato per il candidato del Movimento 5 Stelle Beppegrillo.It, Davide Bono, il quale – con il 4,1% delle preferenze – si vede attribuire 2 seggi.

LOMBARDIA:

In questa regione era fin troppo scontata la rielezione illegale di Roberto Formigoni per la quarta volta (la definisco “illegale”, perchè la legge 165/2004 articolo 2 – votata anche da lui! – lo proibisce. Si può essere eletti solo per due mandati consecutivi). Comunque il 4 volte Presidente, raccoglie il 56,1% dei voti con 49 seggi in consiglio regionale. Il candidato del centro-sinistra, Filippo Penati (il quale – ricordo – fu candidato per un secondo mandato alla Provincia di Milano perdendo contro Podestà, Bersani lo nominò quindi capo della sua segreteria) ha perso anche la corsa per il governo della regione, non andando oltre il 33,3% (28 seggi) delle preferenze….qualcuno gli dica che non è tagliato per le competizioni elettorali…

L’ex sindacalista, ora pensionato e parlamentare, Savino Pezzotta (Udc), si conquista il suo bel 4,7% (3 seggi).

VENETO:

Risultato scontato anche in questa regione: dopo 15 anni di governo della destra, chi poteva vincere? Un candidato della Lega e che candidato…si tratta del Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia che, forte del 60,2% dei voti (37 seggi) dovrà scegliere se mantenersi – illegalmente – entrambe le poltrone o dimettersi da uno dei due incarichi.

Il povero “agnello sacrificale” del centro-sinistra, era l’ex Assessore alle Attività Produttive del Comune di Venezia, Giuseppe Bortolussi, il quale arriva a malapena al 29,1% delle preferenze (19 seggi).

Il deputato casiniano, Antonio De Poli, porta 4 seggi in consiglio (con il 6,4% dei voti)….anche lui dovrà scegliere fra i due incarichi….

EMILIA-ROMAGNA:

Vasco Errani riconquista per la terza volta la poltrona di governatore della regione anche se (sempre secondo la legge regionale sopra citata) non sarebbe consentito. Errani varca dunque nuovamente l’ingresso della regione con il 52,1% dei voti e 32 seggi.

Il deputato berlusconiano Anna Maria Bernini, tenta di sfondare in questa regione rossa, ma ottiene il 36,7% e 15 seggi. Preoccupante è il quasi raddoppio della percentuale della Lega Nord, passata dal 7% delle Politiche del 2008, al 13,7% di queste elezioni regionali.

Con 161.000 voti, il grillino Giovanni Favia, conquista il 7% e 2 seggi in consiglio regionale.

Anche qui, il deputato casiniano, Gian Luca Galletti, entra in consiglio con un solo seggio e il 4,1% delle preferenze.

LIGURIA:

Testa a testa nella regione ligure, fra il governatore uscente Claudio Burlando (centro-sinistra) e il predecessore Sandro Biasotti (centro-destra). Verso la mezzanotte di ieri, Burlando ha avuto la riconferma della sua carica di governatore (con una coalizione simile a quella della Bresso che lo sosteneva) tornando in consiglio regionale con il 52,1% delle preferenze e 25 seggi.

Biasotti ottiene un buon risultato, attestandosi al 47,9% e conquistando quindi 10 seggi in meno del suo rivale.

TOSCANA:

L’ex assessore alla sanità di questa regione, Enrico Rossi, ha vinto questa competizione con quasi il 60% dei voti.

Il sindaco di Castiglione della Pescaia, Monica Faenzi, rimane al 34,4%.

Bosi, dell’Udc, arriva al solito 4,6%.

UMBRIA:

Catiuscia Marini, componente della segreteria di Bersani, con delega all’Europa, relazioni internazionali e Diritti è la neo governatrice dell’Umbria battendo la candidata di Berlusconi,, Fiammetta Modena (37,7%  e 10 seggi), con il 57,2% (19 seggi). La neo casiniana, Paola Binetti, ottiene un 5,1% e 1 seggio..

MARCHE:

Gian Mario Spacca (governatore uscente) si vede confermare il suo incarico per un secondo mandato alla guida di una coalizione di centro-sinistra con il 53,2% dei voti e 25 seggi. Erminio Marinelli (candidato berlusconiano) fermo al 39,7% con 11 seggi in meno del neo governatore.

Massimo Rossi (di Rifondazione Comunisti Italiani Sinistra ecologia e libertà) si presenta disgiunto da Spacca e con il suo 7,1% entra in consiglio con 2 seggi.

LAZIO:

Risultato inaspettato per la sindacalista Ugl, Renata Polverini: dopo un testa a testa con Emma Bonino, vince con il 51,1% lasciando la rivale al 48,3%. Cambiano dunque gli equilibri all’interno del consiglio regionale con il centro-destra che detiene 44 seggi e il centro-sinistra che ne conquista solo 29.

CAMPANIA:

Dopo 15 anni di governo del centro-sinistra, la Campania cede sotto il passo delle truppe berlusconiane (con buona pace dei camorristi che hanno contrbuito) e il socialista Stefano Caldoro si prepara al dopo Bassolino con il 54,2% dei voti dei campani e 38 seggi.

Vincenzo De Luca, pur fiducioso di vincere, con il suo 43% e 21 seggi, è il nuovo capo dell’opposizione.

PUGLIA:

Trionfo scontato per il governatore uscente Nichi Vendola (leader di Sinistra Ecologia e Libertà) che, guidando la stessa coalizione che l’ha fatto vincere nel 2005, si appresta a formare la sua nuova giunta per un secondo mandato, portando con sè 47 consiglieri regionali (48,7% delle preferenze).

Rocco Palese, l’uomo tanto amato dal Ministro inquisito, Raffaele Fitto, non riesce a scalfire l’amore dei pugliesi per Vendola e conquista il 42,2% dei voti, diventando (di nuovo) il capo dell’opposizione, guidando 27 consiglieri di centro-destra.

L’ex aennina, Adriana Poli Bortone, sostenuta da Udc e Mpa, toglie ai due candidati un 8,7% entrando in regione, con 4 consiglieri in quota Udc.

BASILICATA:

Secondo mandato per il democratico Vito De Filippo (60,8% dei voti e 19 seggi) che batte il candidato di centro-destra, Nicola Pagliuca (27,9% e 10 seggi).

L’europarlamentare casiniano, Magdi Cristiano Allam, prende l’8,7% e 1 seggio (del suo movimento “Io amo la Lucania).

CALABRIA:

Con lo spoglio che volge al termine (2393 sezioni su 2405) il nuovo Presidente è il berlusconiano Giuseppe Scopelliti con il 57,72% delle preferenze.

Il governatore uscente, Agazio Loiero (Pd), piuttosto che farsi da parte (avendo vinto le primarie calabresi illegalmente) facendo sì che il Pd e tutti gli altri partiti che lo sostenevano, puntassero su un candidato più valido come Pippo Callipo (sostenuto da Idv, Radicali + una lista civica) ha preferito andarsi a schiantare contro il netto rifiuto dei calabresi a rieleggerlo per un secondo mandato, conquistando così un misero 32,24%.

Callipo, con 106.354, arriva senza problemi al 10,04%…peccato però….avrebbe potuto vincere, se solo il Pd l’avesse appoggiato….

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics – Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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