Rete 4: 15 anni di abusivismo

7 dicembre 1994: la Corte Costituzionale afferma che Rete 4 deve lasciare le frequenze televisive.

7 dicembre 2009, quindici anni dopo, Rete 4 è ancora con noi.

1994 Questa è la storia di due tv: Europa 7 e Rete 4. Nel 1994 la Corte Costituzionale affermò che Rete 4 doveva lasciare le frequenze dell´analogico terrestre (la normale tv che guardiamo tutti) per trasferirsi sul satellite. Oppure doveva essere venduta. Silvio Berlusconi possedeva infatti, grazie ad agganci politici – Craxi su tutti – ben tre canali televisivi a livello nazionale (Canale 5, Italia 1 e Rete 4, acquistata per ultima da Mr. B.). Ad oggi la situazione non è cambiata. Silvio Berlusconi, divenuto anche presidente del Consiglio più volte, possiede ancora le tre reti televisive. Si porta dietro un grosso conflitto di interessi. Il possesso dei mezzi di comunicazione è una caratteristica delle dittature. Facile vincere così.

Secondo la nostra Costituzione non possono esserci monopoli, tantomeno televisivi (art. 21). Rete 4 deve abbandonarci. Ma la scena politica italiana farà di tutto per rimanere unita in matrimonio all´eterna abusiva.

1999 Europa 7 ottiene le frequenze per trasmettere. Le frequenze sono quelle occupate, abusivamente, da Rete 4, che non ottiene la concessione per trasmettere. Da questa data i governi, di destra (eh grazie) o di sinistra (!!!) faranno di tutto per rimandare lo spegnimento del segnale di Rete 4 e l´accensione di quello di Europa 7. Il governo D´Alema non assegnerà le frequenze. Il governo Amato non mostrerà particolare interesse per la questione.

2002 la Corte Costituzionale ribadisce nuovamente che Rete 4 deve lasciarci. Sgombero da effettuarsi entro il 31 dicembre 2003. Il governo Berlusconi allora donerà a noi un regalo per Natale in data 24 dicembre 2003: decreto legge per superare tale termine.

2004 Legge Gasparri. La truffa del digitale terrestre entra in scena. Ad oggi però solo un opzione televisiva (se non in qualche zona del territorio italiano). Inutile l´estromissione di Rete 4. Il fantastico mondo del digitale terrestre, con i suoi centinaia di canali, avrebbe reso Mediaset solo una goccia nell´oceano. Trovato l´inganno: avranno accesso al digitale terrestre solo le tv che attualmente occupano il sistema analogico (rai, mediaset, la7…): Europa 7 è estromessa ingiustamente. Fuori dall´analogico terrestre e fuori dal digitale terrestre (nel 2008 il governo Prodi si mostrerà della stessa pasta: infischiandosi della vicenda e addirittura difendendo la legge Gasparri).

31 gennaio 2008. Condanna all´Italia. Il proprietario di Europa 7 non rimase con le mani in mano. Decise di ricorrere legalmente e la questione finì addirittura alla Corte di Giustizia Europea. Nel 2008 arriva quindi la sentenza. La solita storia: Rete 4 deve lasciarci. Europa 7 deve prendere il suo posto. Se ciò non accadrà dal 2009 (per tre anni) lo Stato Italiano (quindi noi) dovrà pagare una multa di circa 350mila euro al giorno (soldi nostri!) pari quindi a circa 400 milioni di euro totali: il canone Mediaset (occultamente nascosto). Rete 4 è ancora con noi. E ci ha raggiunto anche la sanzione. Ricordando che il diritto comunitario (e le sentenze comunitarie) prevalgono su quelle nazionali.

15 ottobre 2008. Rete 4 è abusiva. Lo dice il giudice – sempre a livello comunitario. Non è diffamazione definire “abusiva” Rete 4. (sentenza che vede vincitore A. Di Pietro che aveva appunto definito Rete 4 come “abusiva”)

E perchè Rete 4 non ci lascia? Facile domanda, facile risposta. Rete 4 è il baluardo della disinformazione di Silvio Berlusconi. Riuscirebbe a vincere le elezioni senza di questa? Forse si dato che RaiSet è comunque intrisa di infiltrazioni governative. Ma privare (che poi significherebbe privarsi) delle armi di distrazione di massa significherebbe far svegliare quel popolo completamente imbastito dalle chiacchiere televisive. Delle notizie distorte o taciute. E se crollano le tv crolla il biscione. E se crolla il biscione va in galera. Ecco perchè Rete 4 non ci lascerà mai.

Sappiamo che quasi la totalità delle forze politiche ha usato la tecnica del laissez-faire. E´ un dovere però citare chi si è occupato della vicenda per non creare una situazione di in-distinguo sulla questione. Hanno mostrato interesse e attivismo: (da wikipedia): “ il giornalista di La Repubblica Giovanni Valentini, l’associazione Articolo 21 (in testa il portavoce Giuseppe Giulietti), Dario Fo e Franca Rame, Marco Travaglio, Beppe Grillo, Antonio Di Pietro e l’Italia dei Valori, Tana De Zulueta, l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Marco Mele de Il Sole 24 Ore e Piero Ricca del gruppo Qui Milano Libera. Anche la stampa europea ha dato attenzione a questa vicenda, per esempio il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, nell’estate 2003. Il ministro Gentiloni, pur conoscendo la vicenda, ha riconosciuto il problema irrisolto.”

FRANCESCO ANGELI

Link utili per capire meglio la questione:

http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_4 ;

http://it.wikipedia.org/wiki/Europa_7 ;

http://it.wikipedia.org/wiki/Televisione_digitale_terrestre_in_Italia ;

http://www.beppegrillo.it/iniziative/multa_fede/ ;

http://www.beppegrillo.it/2008/10/pp_27-10-08/index.html#comments ;

dal minuto 5: http://www.youtube.com/watch?v=wDYoK22O0Ws&feature=related ;

http://www.youtube.com/watch?v=RFMNsj7kRP4 ;

http://www.youtube.com/watch?v=_Jfkg-I-VCU ;

http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243^1084687,00.html


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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