Rick Wakeman

Rick Wakeman: concerto di solo pianoforte a maggio 2017 in Italia

Prima a Torino il 2 , poi a Milano il 3, ed infine il 5 maggio a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi, Rick Wakeman, uno dei più grandi tastieristi di sempre, festeggerà i suoi 50 anni di carriera con un concerto di solo pianoforte.Rick Wakeman Yes

La sua professione, nell’arco di tanti anni, si è diversificata con la presenza in gruppi storici (Strawbs e soprattutto YES) e lavori solisti, accompagnati da collaborazioni con artisti del calibro di David Bowie, Cat Stevens, Lou Reed e persino i Black Sabbath.

La fortuna con gli Yes

Sicuramente la sua lunga militanza negli YES (intervallata da diverse entrate ed uscite dal gruppo) è stata quella che lo ha reso più famoso, oltre alla sua lunga chioma bionda e ai vari mantelli che indossava nei concerti del gruppo negli anni settanta.

Le sue indiscusse capacità tecniche portarono negli YES un sound inconfondibile e, a partire dal suo ingresso nel 1971, il gruppo diede vita ad una vera e propria rivoluzione all’interno delle sonorità del rock progressive con album come “Fragile” e “Close to the Edge”, capisaldi musicali del genere; il suo primo album solista, “The Six Wives of Henry VIII”, pubblicato nel lontano 1973 ed interamente strumentale, sull’onda del successo negli YES, andò a ruba, vendendo milioni di copie.

I lavori da solista e il dualismo con Emerson

Anche i successivi lavori solisti Journey to the Centre of the Earth del 1974 e The Myths and Legends of King Arthur and the Knights of the Round Table del 1975, solo per citare i più famosi, riflettono i suoi studi classici e la passione per temi fantastici, con la collaborazione di altri grandi musicisti nelle esecuzioni dei vari brani.

La stampa dell’epoca creò un dualismo tra Rick Wakeman e Keith Emerson, altra funambolica star delle tastiere scomparso lo scorso anno, dato il livello tecnico ed il virtuosismo eccelso dei due. Ma in realtà, a differenza di Emerson, che più volte rielaborava brani di compositori classici come Bach, Bela Bartok e Mussorgsky, Wakeman, nonostante la sua preparazione classica, ha sempre cercato dei temi originali.

Rick Wakeman oggiIl progetto ARW

E’ dell’inizio dello scorso anno la notizia di una sua collaborazione con altri due ex membri degli YES (Jon Anderson e Trevor Rabin) nel progetto siglato ARW, con una serie di concerti iniziati negli Stati Uniti in ottobre, e che li porterà probabilmente quest’anno in tournee anche in Europa; sembra che a breve ci sarà anche un nuovo loro disco.

Rick Wakeman, estremamente prolifico con tantissimi lavori solisti (alcuni dei quali realizzati insieme a suo figlio Adam), nel gennaio scorso ha pubblicato l’album “Piano Portraits”, che sarà sicuramente oggetto dei prossimi concerti. Nel disco troviamo una miscellanea di brani che vanno da David Bowie agli YES (ovviamente), passando poi a Debussy e Tchaikovsky.

Lo ricordo soprattutto nei concerti degli YES, che ho visto più volte Roma e a Milano. Mi aspetto di vederlo prossimamente in una veste un po’ diversa dal solito; anche se il pubblico presente sarà composto sicuramente da tutti gli amanti degli YES, sono certo che ci riserverà delle piacevoli sorprese.

SE QUESTO ARTICOLO TI È PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


'Rick Wakeman: concerto di solo pianoforte a maggio 2017 in Italia' have 4 comments

  1. 19 marzo 2017 @ 1:29 pm S.G.

    “…. a differenza di Emerson, che più volte rielaborava brani di compositori classici come Bach, Bela Bartok e Mussorgsky, Wakeman, nonostante la sua preparazione classica, ha sempre cercato dei temi originali”: niente di più falso… a parte il fatto che Emerson con L&P ha composto capolavori storici come Tarkus, il Concerto per pianoforte e orchestra, Karn Evil 9, Pirates, ecc e nella sua carriera solista colonne sonore come Inferno, Nighthawks ecc. … Wakeman è molto meno originale e più ripetitivo di Emerson, che è stato il vero inventore del suono hammond e moog… il vero pioniere del “progressive”.

  2. 20 marzo 2017 @ 4:09 pm riccardo storchi

    Gentile S.G., dalla sua nota colgo un certo atteggiamento “tifoso” per Keith Emerson: non me ne voglia, ma le assicuro che Emerson è stato uno dei miei “idoli” così come Wakeman. Allo stesso tempo, la produzione musicale di Wakeman (in confronto a quella di Emerson) è molto più vasta ed articolata; sicuramente potrà essere meno originale, ma è comunque questione di gusti. Per quanto riguarda poi “il suono Hammond e Moog” che lei cita, certamente Emerson ha il merito di aver dato spazio in “Lucky Man” al primo assolo di Moog, ma per quanto riguarda l’Hammond, direi che il pioniere è stato Jimmy Smith, che già negli anni 50 era un virtuoso dello strumento.

  3. 22 marzo 2017 @ 1:34 pm S.G.

    Concordo sulla vastità della produzione di Wakeman, tuttavia mi sembra che la sua vera importanza sia limitata alla produzione con gli Yes, per la quale forse non ha scritto un solo tema (gli autori erano Anderson, Howe e Squire); comunque il concetto di “originalità” non è solo una questione di temi musicali, ma piuttosto di “stile” musicale; Emerson anche quando reinterpretava i classici creava un linguaggio musicale nuovo; per il moog ad esempio è fondamentale la sua rivisitazione di “Toccata” di Ginastera, brano molto più innovativo delle centinaia di composizioni melliflue di Wakeman; per quanto riguarda l’espressione “inventore del suono hammond”, tanto di cappello a J. Smith e ad altri giganti del settore… mi limitavo solo al genere rock-progressive, un titolo che penso spetti a Emerson in condivisione al 50% con Jon Lord; in confronto a questi 2 Wakeman mi sembra un “minore”, ma forse è solo questione di gusti…che poi anche Emerson abbia fatto qualche insulsaggine come “Honky tonk train” o le collaborazioni con Jovanotti è un altro discorso, non si può difendere l’indifendibile

  4. 22 marzo 2017 @ 6:28 pm S.G.

    comunque,”tifoserie” a parte – sia detto con tutto il rispetto per le “sei mogli” di Rick – se si facesse un’indagine tra i musicisti contemporanei e successivi, l’influenza di Emerson risulterebbe almeno tripla rispetto a quella di Wakeman; ad es. i maggiori tasteristi del prog italiano (V. Nocenzi, Simonetti etc.) potrebbero confermare (come avevano già avuto modo di sottolineare in interviste rilasciate in varie epoche)


Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares