Rigenerare è possibile: l’esperienza di Bilbao

Guggenheim Museum. Fonte: http://www.guggenheim-bilbao.es/

Guggenheim Museum. Fonte: http://www.guggenheim-bilbao.es/

Bilbao, la principale città basca della Spagna, fu fondata nell’anno 1300, lungo la riva destra del fiume Nervión ed era un piccolo nucleo dedito principalmente al commercio marittimo. 

A partire dal 1850, avvenne la grande espansione dell’insediamento abitativo fino a farla diventare una grande città.  Tutto ciò avvenne in concomitanza con la trasformazione economica del territorio da realtà dedita ai commerci e alle attività dell’agricoltura, a centro di attività economica moderna ed industriale con l’avvio della produzione siderurgica e la nascita dell’industria navale. Il territorio si arricchì ma ne pagò le conseguenze in termini di minor vivibilità e di aumento di tutti gli indicatori tipici di una città fortemente industrializzata.

La mancanza di diversificazione nelle attività fu poi la causa che provocò gravissime conseguenze per Bilbao, quando ci fu la crisi industriale nella metà degli anni settanta. La città divenne una sorta di metropoli fantasma con un tasso di disoccupazione di oltre il 30%, gli impianti chiusi e spesso abbandonati che davano un’immagine di forte degrado, non solo urbanistico ma anche  ambientale, che sembrava assumere un andamento irreversibile, impossibile da sanare. Il fiume versava in condizioni di inquinamento drammatiche dovute  a decenni di contaminazione indiscriminata a causa degli sversamenti senza controllo delle acque di formazione delle industrie, nonché per  la scarsa consapevolezza ambientale da parte delle autorità dell’epoca.

Come a volte succede, l’aver toccato il fondo, unitamente alle conseguenze dell’alluvione che colpì la città nel 1983, fece nascere  un’opportunità di cambiamento che fu capita e raccolta.

Questo è lo scenario di partenza dal quale nasce il piano di riqualificazione urbana a medio-lungo termine, messo a punto allo scopo di traghettare Bilbao in una nuova epoca, quella dello sviluppo post-industriale. Partendo da una città soffocata e in coma ci si pose l’obiettivo di arrivare ad una città moderna e tecnologica, a misura d’uomo e vocazione turistica e culturale, capace di attirare visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

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Fonte: http://www.mauriziorellini.com/

La ristrutturazione è stata progettata con un’idea di fondo di sistema che interessasse gli aspetti territoriali e le relative infrastrutture anche trasportistiche, gli aspetti dell’economia del territorio, con attenzione al settore terziario, al polo informatico e alla riconversione del polo industriale. Fondamentale il ruolo e gli interventi sul fiume che è stato valorizzato come una vera e propria spina dorsale finalizzata a dare vita al tutto individuando per le sue sponde non solamente la stretta vocazione portuale, ma anche delle nuove attività, prevalentemente a carattere ludico, commerciale, culturale, e in piccola parte anche residenziale.

Per far ben comprendere la portata dell’iniziativa, occorre precisare che la situazione era talmente drammatica che la prospettiva era quella che Bilbao andasse verso una lenta e inesorabile agonia irreversibile, e questa coscienza ha scatenato il meglio di quanto soggetti pubblici e privati potessero mettere in campo, tant’è che il momento di inizio di questa bella e unica storia, è stata la fondazione nel 1991 dell’associazione Bilbao Metropoli, per volontà del sindaco della città, della Provincia e del Governo basco con 30 soci, tutti impegnati a rilanciare la città. L’Associazione che riunisce un centinaio di soci: centri produttivi, università, organizzazioni no-profit, enti pubblici locali, banche e fondazioni, camere di commercio divenne  immediatamente il pensatoio di come progettare il recupero, di come sviluppare piani, ricerche, forme promozionali finalizzate al recupero e alla rivitalizzazione dell’area urbana della città.

In questa logica di partenariato tra pubblico e privato, le risorse pubbliche sono state attribuite soprattutto all’aspetto del recupero e riqualificazione, ovvero alle attività propedeutiche e che non potevano in se attrarre capitali privati, mentre è stata massiccia la presenza di imprenditori per quegli aspetti che pur contribuendo in maniera significativa alla riqualificazione del territorio, avevano in se le potenzialità di ritorno economico.

Tra i principali interventi realizzati, un ruolo preminente è stato il ridisegno complessivo e l’ampliamento del porto, attraverso lo spostamento dell’attività dal quartiere di Abandoibarra a Santurzi, cosa che ha permesso di configurare una nuova pianificazione urbanistica complessiva  di Bilbao, recuperando terreni nel centro della metropoli e riqualificando Abandoibarra, cuore e massima espressione della Bilbao moderna. La costruzione di nuovi ponti di attraversamento ha permesso di garantire la comunicazione tra i fronti urbani che si affacciano sulle due rive, assicurando una ricucitura del tessuto urbano.

Fonte: wikipedia

Fonte: wikipedia

Altrettanto importante è stata la costruzione della nuova metropolitana che collega l’intera valle. La metropolitana di Bilbao è una mini rete, con due linee, L1 e L2, che delineano un tracciato a forma di Y che costeggiano in gran parte il fiume Nervión e che servono un milione di abitanti. La rete è completata da  una funivia collegata alla linea L2 a servizio della parte di collina della città. Inaugurata la prima tratta nel 1995, oggi ha una lunghezza complessiva di circa 43 chilometri e un traffico medio annuo di circa 88,5 milioni di passeggeri, la terza rete metro della Spagna in passeggeri trasportati. Il progetto del Metro di Bilbao fu realizzato dal gruppo di Norman Foster ed è basato sull’acciaio, il cristallo e il cemento armato, con l’obbiettivo  di ottenere un disegno urbano, ampio arioso e comodo.

Particolare è la struttura degli accessi alla metro, costruiti in cristallo, i quali sono chiamati affettuosamente fosteritos, in onore dell’architetto che li progettò. Realizzata con materiali moderni ed innovativi, c’è stata una grande attenzione all’inserimento nel contesto del paesaggio urbano. La linea ha ottenuto nel 1998 il Premio Brunel, il premio internazionale più prestigioso dell’architettura ferroviaria, per la stazione di Sarriko. Inoltre ha ottenuto il premio per la metropolitana più pulita d’Europa. Il tutto è arricchito da una rete tranviaria di superficie, anch’essa ecologica e moderna e molto ben integrata.

Determinante è stata anche la costruzione di un nuovo aeroporto ad opera dell’architetto Santiago Calatrava, che ha definito la sua opera, la Paloma, come un messaggio d’amore per le terre basche, che oggi ha prodotti di traffico dell’ordine di circa 4 milioni di passeggeri all’anno.

La ristrutturazione stradale con materiali innovativi è un altro fatto qualificante, infatti la pedonalizzazione della centrale via Lutxana, per la prima volta è stata  realizzata con una pavimentazione speciale, in grado di assorbire il diossido di carbonio. Bilbao è la prima città che utilizza questo sistema ambientalmente sostenibile. Non è poi da trascurare all’attenzione ulteriore all’ambiente, attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico, alla gestione dei rifiuti urbani e industriali, all’ampliamento dei parchi e delle zone verdi.

Fonte: www.youthunitedpress.com

Fonte: www.youthunitedpress.com

Senza bisogno di proseguire in dettagli, la sostanza è che Bilbao si è radicalmente trasformata nel corso degli ultimi 20 anni; un esempio da imitare nell’ambito della riconversione ecologica, per la modernità delle infrastrutture e come modello culturale. Ma forse usare i termini riqualificazione e riconversione è riduttivo perché qui siamo di fronte ad una rivisitazione globale di sistema, oserei dire ad una rigenerazione, e i risultati si vedono: la popolazione è contenta, Bilbao è l’unica città spagnola con un Pil positivo anche in questo periodo di recessione. Addirittura si registra un aumento dei posti di lavoro e la nascita di nuove attività economiche e culturali, in grado di attirare turisti. Si nota inoltre un rafforzamento dell’identità regionale e una migliore qualità della vita.

Bilbao è un esempio da seguire, è la dimostrazione che il cambiamento è possibile, cambiamento che – nella nostra realtà italiana – è spesso connotato solo da chiacchiere e discussioni, mai di fatti concreti e così Bagnoli, come Sesto San Giovanni, Porto Marghera e Taranto, sono lì come monumenti alla memoria e mai alla rinascita.


About

Classe 1955, è un ingegnere dei trasporti laureato nel 1980 e ha sempre lavorato nel settore. Dirigente Generale dello Stato dal 1998, ha ricoperto vari incarichi di alto prestigio: direttore generale del Trasporto Pubblico Locale, Capo Dipartimento del trasporto aereo e marittimo, Presidente al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Commissario Straordinario di governo presso la Presidenza del Consiglio, Direttore dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza delle Ferrovie. Appassionato del suo mestiere e di tutto quello che fa cultura, ha avuto tante esperienze anche nel campo della pianificazione territoriale e dei trasporti, negli aspetti gestionali ed economico-finanziari, nei rapporti con la Comunità Europea. Professore a contratto presso l’Università di Roma La Sapienza in corsi e master di Trasporti. BLOGGER DI WILD ITALY


'Rigenerare è possibile: l’esperienza di Bilbao' have 1 comment

  1. 27 Novembre 2017 @ 8:38 pm La rigenerazione urbana e il caso Vegas - MinaReti

    […] generale da parte delle autorità dell’epoca. Con l’alluvione devastante del 1983, Bilbao si è dovuta rimboccare le maniche, per dare vita a un nuovo piano di riqualificazione urbana e di cambiamento, con l’intento […]


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