RIP in Blood. In morte di Jeff Hanneman

Di una cosa si può esser certi: Jeff Hanneman non era l’Uomo Ragno. Originario della Germania, figlio e fratello di veterani di guerra, conservatore affascinato dall’arte nazionalsocialista. Jeff è stato, insieme a Kerry King, il chitarrista e fondatore degli Slayer, una delle band principali e più rappresentative del panorama metal dai primi anni ’80.

Nascono ufficialmente nel 1981 sotto l’influenza delle grandi stelle del NWOBHM – Judas Priest, Iron Maiden, Saxon, Motorhead – e le grandi glorie del Rock con tanto di maiuscola: Led Zeppelin, principalmente, ma anche Depp Purple, Black Sabbath, Uriah Heep. Col tempo Hanneman si avvicinerà anche al mondo Punk, specialmente l’hardcore di Ministry, Exploited, Dead Kennedys, Black Flag.

Una chitarra brutale, violenta, con ritmi sostenuti e bombardamenti di assoli vorticosi. Dopo i primi lavori in studio, Show No mercy (1984) e Hell Awaits (1985), la gloria arriva con Reign in Blood reign in blood(1986) che contiene la controversa Angel of Death, scritta dallo stesso Hanneman, che parla dei crimini compiuti dal medico nazista Josef Mengele.

Dopo Reign in Blood chiuderanno gli anni ’80 con South of Heaven (1988) e , sempre prodotti da Rick Rubin – produttore, tra gli altri, di System of a Down, Danzig, RATM, Run DMC, Red hot Chili Peppers – , si presenteranno agli anni ’90 con Season in the Abyss del 1990, per poi proseguire con Decade of Aggression (1991), Divine Intervention (1994), Undisputed Attitude (1996) e Diabolus in Musica (1998).

Il nuovo millennio comincia con God Hate Us All (2001), scritto quasi interamente da Hanneman, presenta brani più vicini alle origini per durezza dei suoni e per il titolo significativo (Dio ci odia tutti).
Gli ultimi due album a cui Jeff lavora con gli Slayer sono Christ Illusion del 2006 e World Painted Blood del 2009.

Perchè possiamo dire, con assoluta certezza: Jeff Hanneman non era l’Uomo Ragno? Perchè muore per una fascite necrotizzante procurata con il morso di un ragno mentre faceva un bagno nel giardino della sua casa. Episodio che lo aveva portato ad abbandonare forzatamente gli Slayer che, in via provvisoria, lo avevano sostituito con Gary Holt degli Exodus.

Insomma, un nuovo lutto improvviso nel mondo del metal che, solo di recente, ci ha fatto salutare Dimebag Darrel, chitarrista dei Pantera assassinato da un esaltato durante un concerto, e il Dio dell’Heavy Metal, Ronnie James, morto, almeno lui, per cause naturali.

Concludiamo non con una delle numerose frasi di cordoglio che i colleghi e gli amici di una vita hanno pronunciato oggi, alla scoperta della morte di Jeff, ma con il commento lasciato da uno dei numerosi fan sul sito ufficiale della band, perchè più dell’affetto di chi Hanneman lo ha conosciuto come persona, conta quello di chi ha imparato ad amarlo per la sua musica.

Ancora non riesco a credere che Jeff sia morto. Me lo ha detto un amico questa mattina a scuola e non ero così triste. Ma quando l’ho raccontato ad un amico sono scoppiato a piangere e, come me, penso tanti altri.

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MARCELLO FADDA



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