Ritorno al futuro per la nuova F&M Evantra

Faralli & Mazzanti era il nome con cui era conosciuto il piccolo atelier di auto storiche con sede a Pontedera, in provincia di Pisa. Specializzato in restauri e rivisitazioni di modelli d’epoca, esordì sul mercato automobilistico nel 2002, con la coupè Antas, realizzata partendo da una Quattroporte del ’66. Nulla di speciale, direte voi, o almeno quelli di voi che hanno preso parte ad almeno un’edizione del Motorshow, così da poter ammirare le produzioni artistiche dei vari atelier italiani. Non fosse che la loro vettura prese parte al cast di Speed Racer, il film d’animazione del 2008 diretto dai fratelli Wachowsky (quelli di Matrix, per capirsi). Da quel momento, nullo di nuovo sino ad 2008, quando F&M annunciò la produzione di una nuova potentissima vettura, in tiratura limitatissima, denominata Vulca S. Nello stesso anno la casa decise di aggiornare il suo ultimo modello, equipaggiandolo con un V12, che andava così a sostituire il V10 di origine BMW.

Nel 2011 l’azienda modificò il nome in F&M by Mazzanti Automobili, poichè solo uno dei due soci dell’atelier aveva continuato a seguire lo sviluppo di nuovi modelli. Pochi mesi dopo il marchio toscano presentò un nuovo modello: la Mugello. Le immagini che circolarono subito dopo l’annuncio facevano presagire un profondo cambiamento all’interno di F&M, perchè il design adottò un taglio estremamente moderno, che si distanziò dalle forme “classicheggianti” che contraddistinguevano le precedenti vetture (ed era curato da Luca Mazzanti e Zsolt Tarnok). L’ennesima novità è rappresentata dall’adozione del motore centrale.

La produzione della supercar italiana dovrebbe cominciare a gennaio, al ritmo di soli 5 esemplari l’anno.La notizia di questi giorni è però che dalla Mugello è derivata la Evantra, una coupè di cui F&M ha da poco reso note le prime immagini.

L’Evantra è lunga 4,32 metri, larga 1,95 ed alta 1,22. Per il materiale della carrozzeria, F&M offre due scelte: composito per la Pro-Body, ed alluminio battuto per l’opzione One-Body. Il tutto partendo da un telaio in acciaio scatolato.

Caratterizzata dall’inusuale modalità di apertura delle porte (controvento e tendenti verso l’alto), sono inoltre da notare le suggestive luci a led, sia anteriori che posteriori, così come l’enorme diffusore posteriore, e l’alettone minimalista, elementi più d’immagine che di sostanza (le dimensioni stravaganti di entrambi fanno presagire questo, senza nulla togliere al potentissimo motore).

Grazie al peso contenuto (solo 1200 kg nell’opzione composito), abbinato al propulsore 6 cilindri da 3.5 litri in versione twinturbo (603 CV), l’Evantra sarà capace di raggiungere i 100 km/h in soli 3,7 secondi. Oltre alla “mostruosa” twinturbo, sarà disponibile anche la versione con motore aspirato, da “soli” 403 CV.

Purtroppo, così come per la Mugello (anche se è un “mal comune” delle supercar), la produzione avrà un tetto di 5 esemplari l’anno: difficile ammirarla su strada ..



 

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