Wimbedon

Riviviamo Wimbledon 2016: i punti chiave

La 130° edizione dei Championships appena conclusa, dopo la prima settimana travagliata a causa delle classiche bizze del cielo londinese, ha visto trionfare Andy Murray e Serena Williams. Attraverso un’ approfondita analisi, andiamo a ripercorrere quelli che sono stati i momenti più importanti di l’edizione di Wimbledon 2016.

ANDY E SERENA, YOU ARE THE CHAMPIONS.wimbledon2016-raonic

I due vincitori dei Championships hanno attraversato  due settimane di forma strepitosa e hanno meritatamente conquistato il trofeo. Lo scozzese, al suo terzo Slam della carriera, è stato bravo ad approfittare delle disgrazie occorse agli altri Fab Four, ma ciò non sminuisce assolutamente il valore della sua impresa. Il suo tennis, costruito su scambi potenti da fondo campo e su una difesa di altissimo livello, si è dimostrato di una caratura superiore rispetto a tutti gli avversari che ha affrontato; la collaborazione con Ivan Lendl, cominciata nel 2012, ha portato Murray alla definitiva consacrazione, ed ora è pronto a difendere l’oro olimpico conquistato proprio a Londra 4 anni fa.

Serena Williams, dal canto suo , ha raggiunto Steffi Graf al secondo posto nella classifica delle vittorie negli Slam a quota 22. Dopo aver perso l’atto finale sia in Australia che a Parigi, Serena ha ritrovato una grande condizione atletica, che abbinata alla potenza devastante dei suoi colpi le ha permesso di avere la meglio su tutte le sue rivali.

LA CRESCITA DI RAONIC E KERBER.

I due finalisti perdenti di questa edizione sui campi dell’All England Club hanno disputato un grande torneo e meritano grandi elogi per il loro cammino. “Se giocassero tutti come Raonic smetterei domani”, le parole di Seppi al termine del match di secondo turno perso contro il canadese. A bocce ferme bisogna dire che Milos, sotto la supervisione di John Mcenroe, ha fatto dei notevoli passi avanti, e il suo gioco monocorde wimbledon2016-federerimperniato sulla prima di servizio come punto di forza, è stato ampliato con numerose discese a rete e serve & volley. Raonic è il primo giocatore nato dal 1990 a raggiungere una finale Slam; ora è chiamato a riconfermarsi anche sulle altre superfici.

Angelique Kerber sta vivendo l’annata più esaltante della sua carriera. Dopo il suo primo Slam conquistato agli Australian Open, ha dimostrato ancora una volta di essere una delle migliori e più continue, in un circuito WTA sempre meno competitivo, dove tutti possono battere tutti (esclusa Serena). La bionda tedesca fa della strenua difesa da fondo campo il suo punto di forza, pronta a punire con passanti micidiali le eventuali discese a rete delle sue avversarie. Con la mancanza di rivali all’altezza, ci si attende la bella contro Serena a New York. 1 a 1 e palla al centro.

FEDERER, OCCASIONE SPRECATA.

Grande occasione mancata per Roger di staccare Sampras a quota 8 Wimbledon. La vittoria-maratona contro Cilic ai quarti di finale, dopo aver rimontato da due set a zero, è rimasta nelle gambe dello svizzero, che non è riuscito a sostenere un’altra lunga battaglia in semifinale, cedendo di schianto alla distanza contro Raonic, complice anche qualche problema fisico. Peccato, perché la precoce eliminazione di Djokovic aveva wimbledon2016-djokovicspianato la strada verso la finale, e non approfittarne è stato delittuoso. Ora per il Re, la possibilità di portare a casa un altro titolo dello Slam alla ormai veneranda età di 34 anni, si fa sempre più complicata, nonostante la bellezza e la divinità del suo tennis sia difficilmente eguagliabile.

NOLE, LA CADUTA DEL MARZIANO.

Eh si, perché ormai Djokovic era un marziano sceso sulla Terra; il 2015 del serbo aveva consegnato agli occhi del mondo un tennista in versione robot, incapace di avere flessioni nel suo gioco devastante, quasi privo di punti deboli. In questo 2016 Nole sembrava ormai avviato alla conquista del Grande Slam, dopo aver superato trionfalmente lo scoglio Roland Garros. E invece, proprio sul più bello, il numero 1 del mondo si è arenato, non è stato in grado di gestire la pressione, si è dimostrato un essere umano. Il match perso contro Sam Querrey, tra sospensioni e riprese del gioco a gogo a causa del maltempo, ha dato a tutti la speranza di poter tentare l’impresa. Ma non vi ci abituate, perché i campioni non fanno mai due passi falsi consecutivi.

ITALIA, DOVE SEI?

wimbledon2016-fogniniIl 2016 del tennis italiano fino a questo momento è stato molto sottotono, dopo la chiusura con il botto dello scorso anno, con la finale tutta italiana allo Us Open tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Già detto di Seppi, uscito onestamente contro un Raonic oggettivamente superiore, Fognini ancora una volta ha dimostrato tutta la sua immaturità tennistica: avanti due set a zero contro Feliciano Lopez nel secondo turno, ha all’improvviso staccato la spina, per poi dispensare al pubblico londinese il suo solito show verbale senza risparmiare nessuno, tra giudice di sedia e avversario. Il tennis femminile, dopo il ritiro della Pennetta, si è aggrappato sulle spalle della Vinci, incapace di replicare le prestazioni dello Us Open 2015. Errani e Giorgi sono alle prese con una crisi di identità dal quale si spera escano presto, per tornare a regalare all’Italia nuove soddisfazioni.

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About

Diplomato al liceo scientifico statale Louis Pasteur, studia Scienze della Comunicazione presso l'Università di Roma Tre. Amante dello sport in generale, in particolar modo del calcio e del tennis. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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