Addio vecchie strategie di marketing, arriva l’Inbound Marketing

Un mondo troppo affollato

Rispondi a questa domanda senza pensarci troppo su: qual è l’ultima pubblicità in TV, su una rivista, su un tabellone di cui hai un chiaro ricordo?

3… 2… 1… ecco appunto.

In un mondo sempre più affollato di informazioni, gli annunci pubblicitari diventano magma indistinguibile perché, per rendersi la vita più facile, il nostro cervello ha bisogno di selezionare le informazioni utili e cestinare quelle inutili.

Seth Godin, uno dei più noti esperti di marketing a livello mondiale (seguite il suo blog in inglese, posta un articolo al giorno da anni), afferma senza tema di smentita:

“In un mercato affollato, adeguarsi è un fallimento. Non distinguersi equivale ad essere invisibili.”

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RIESCI A DISTINGUERTI NELLA FOLLA?

Ma come faccio a distinguermi?

Come si fa a diventare unici in un mercato così concorrenziale? Semplice, ci sono due modi:

1) Puoi creare un “Oceano Blu” (dal titolo del libro che si riferisce a questa strategia). Vale a dire, un mercato in cui ci sono pochissimi concorrenti o non ce ne sono affatto (esempio: il Cirque du Soleil è forse l’unico circo al mondo a proporre spettacoli con queste particolarità);

2) Puoi offrire contenuti così efficaci e utili ai tuoi potenziali clienti, che non potranno più farne a meno. Grazie ad essi puoi conoscerli meglio, stringere con essi un solido rapporto di fiducia, coltivarlo e, infine, vendere il tuo prodotto/servizio. Questa strategia è chiamata Inbound Marketing.

 

Cos’è l’Inbound Marketing?

Lo scopo del marketing “inbound” (tradotto: “in entrata”) è di attrarre nuovi clienti mediante la proposizione di contenuti utili e rilevanti. È dunque il cliente che trova te e non viceversa.

Brian Halligan, che ha coniato il termine “inbound marketing”, ha messo in pratica questa strategia offrendo una gigantesca libreria gratuita on-line di strumenti di marketing mediante la piattaforma HubSpot, di cui è co-proprietario.

Grazie a questa enorme collezioni di risorse, HubSpot riesce a coltivare un rapporto con i potenziali clienti, invogliandoli ad acquistare il prodotto di HubSpot (un software di gestione delle campagne di marketing).

Anche i geni australiani del marketing, Toby Jenkins e Adam Fraklin, offrono una miriade di utilissimi strumenti gratuiti, in cambio di nome, cognome e email.

 

Come funziona?

Il marketing “inbound” può declinarsi in vari modi, più o meno aggressivi. Mentre Jenkins e Franklin chiedono pochi dati (sempre gli stessi) in cambio dei loro utilissimi contenuti, HubSpot, seppur in maniera abilissima, riesce ad ottenere un profilo completo del potenziale cliente, man mano che lo stesso scarica nuovi contenuti dal sito.

L’ho provato sulla mia pelle.

Dopo aver scaricato il primo contenuto targato HubSpot (in cambio di nome, cognome e email), sono entrato in un meccanismo vorticoso in cui più contenuti scaricavo, più ne volevo scaricare.

Questo meccanismo perfettamente oliato funziona così: ogni volta che ottieni un nuovo contenuto (e non riesci a farne a meno, poiché gli e-book HubSpot e gli altri prodotti editoriali sono stati creati per essere desiderati), devi concedere un’ulteriore informazione. Poco per volta, HubSpot è riuscito a scoprire di me: nome, cognome, e-mail, nome della mia società, numero di dipendenti, mio ruolo nella società, software di marketing che utilizzo e, infine, numero di telefono.

E tutto questo perché io avevo bisogno dei loro contenuti e nulla mi costava, ogni volta, donare un’altra piccola informazione sul mio conto. Alla fine io ero ricco di materiale interessantissimo e loro avevano un mio profilo completo.

Via via che raccoglievano informazioni su di me, riuscivano ad inviarmi materiale sempre più interessante e rilevante, finché non mi hanno proposto una prova gratuita del loro software.

E cos’è successo alla fine? Non l’ho (ancora) comprato, ma di sicuro, quando avrò intenzione di automatizzare le mie campagne di web-marketing, darò loro una possibilità.

Intanto altre migliaia di persone sono entrate, come me, nel vortice del marketing automatizzato di HubSpot e scommetto che non tutte hanno preso la mia stessa decisione.

 

Conclusioni

L'”Inbound Marketing” è da anni il modo più efficiente per attrarre nuovi clienti.

È efficiente perché, con bassi costi, riesce ad essere tremendamente efficace nell’instaurare rapporti duraturi con clienti e potenziali clienti.

Non sei d’accordo? Dicci la tua nei commenti!

 

 


About

Avvocato, traduttore, studioso di dinamiche sociali e web marketing. Parla fluentemente inglese e tedesco. È co-fondatore di un'agenzia di traduzioni, chiamata MultiLex. È Vicepresidente dell'Associazione Wilditaly da ottobre 2014. Ama gli animali, non sempre ricambiato. BLOGGER DI WILD ITALY


'Addio vecchie strategie di marketing, arriva l’Inbound Marketing' have 5 comments

  1. 7 novembre 2014 @ 8:28 pm Davide Di Monaco

    Grazie!

  2. 10 novembre 2014 @ 12:47 am Toby Jenkins

    Grazie mille Davide!

  3. 10 novembre 2014 @ 2:34 pm Davide Di Monaco

    Grazie a voi, Toby!

  4. 21 novembre 2014 @ 9:16 am Alice

    Molto interessante e mi ricorda, in versione ridottissima sia chiaro, quello che ho fatto negli ultimi anni…naturalmente ne è uscito fuori un business. Ovvero, creare un gruppo fb per le Mamme e le Famiglie della mia città, dare quindi idee, proposte, informazioni e contenuti, di lì dopo 2 anni l’apertura di un portale dedicato, che diventa quindi punto di riferimento per gli utenti, e per le aziende che vogliono avere visibilità. Credo che il mondo dei social media, blog abbiano tutti un filo conduttore “inbound marketing”, appunto. Grazie per l’articolo interessante, condiviso da un mio collega!Alice

  5. 21 novembre 2014 @ 11:29 am Davide Di Monaco

    Ciao Alice, grazie per il commento. Qual è questo portale dedicato? Davide


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