Robin Hood: arriva l’Uber del trading online

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Fonte: robinhood.com

Quando pensava di rubare ai ricchi per sfamare i poveri, Robin Hood non poteva certo immaginare che il suo nome potesse diventare il simbolo di qualcosa di rivoluzionario nel campo del trading (compravendita di strumenti finanziari) all’epoca di internet. I tempi cambiano e le iniziative imprenditoriali innovative, corroborate dalle nuove tecnologie fanno cedere il passo anche a miti della letteratura come il nostro buon Robin. Fare trading con uno smartphone, mentre si è in auto o comodamente a casa è diventata una cosa abbastanza comune, specie per gli addetti e gli appassionati del settore, con costi di gestione e commissioni di acquisto/vendita che però hanno sempre pesantemente limato quelle performances tanto faticosamente ricercate e letteralmente sudate alla fine di una o più giornate di contrattazione. I software internet-based bancari classici, infatti, si sono rinnovati nel corso degli anni, in modo lineare con il riassetto economico degli istituti bancari, sempre meno legati alla filiale fisica e al ‘sotto casa’ per accaparrarsi nuovi clienti correntisti, e sempre più attente al contenimento dei costi e alle nuove tecnologie, ma che comunque continuano a gravare sulle tasche dei clienti correntisti traders attraverso l’applicazione di commissioni sulle transazioni.

Ma cosa succederebbe se si potesse fare trading online in tempo reale senza i costi aggiuntivi rappresentati delle commissioni? Se esistesse una sorta di Uber della finanza online, insomma? Ci hanno pensato due menti brillanti di Stanford, Vladimir Tenev and Baiju Bhatt, che dopo la laurea in matematica e fisica hanno elaborato una efficacissima (ed attualmente utilizzata) piattaforma di high frequency trading (strumento che permette ai big dell’alta finanza di scambiare grosse quantità di azioni in millisecondi) per gli operatori high level di Wall Street, e senza che questi pagassero commissioni. Il passo successivo sarebbe stato come realizzare la stessa piattaforma per i piccoli investitori privati.

COME FUNZIONA

Il concetto di base di Robin Hood.com è semplice: rendere possibile il trading in azioni ed Etf (Exchange Traded Funds, ndr) a Wall Street al maggior numero di persone possibile, senza commissioni e in modalità mobile. Non parliamo di Forex o similari, si tratta di mercati regolamentati che prevedono, quindi tutte le garanzie di trasparenza e corretta gestione del caso. Uno strumento che, però, è stato concepito esclusivamente per i cosiddetti nativi digitali e che per questo motivo è fruibile unicamente attraverso l’App rilasciata e distribuita sulle consuete piattaforme mobili che conosciamo tutti. Sull’App Store di Apple l’applicazione di Robin Hood.com è disponibile per il download da dicembre 2014 poi nell’aprile scorso è arrivata quella per l’Apple Watch e in agosto quella per i dispositivi Android, sul Google Play store.

INTERFACCIA SEMPLICE

Segni particolari: semplicità ed intuitività. L’interfaccia – che ha vinto un Apple design award – è il punto di forza che permette di avere sotto mano immediatamente una serie di strumenti ed informazioni come le principali breaking news finanziarie, i migliori e peggiori dell’indice S&P500, i migliori e peggiori del proprio portafoglio e la watchlist personale, tutto inserito in un contesto essenziale e minimalista. Per ogni titolo visualizzato è disponibile il tasto buy/sell, il grafico della quotazione e le principali notizie, tutto di una semplicità disarmante, come scattare una foto e mandarla sui nostri social.

C’è da dire che se da un lato la grande accessibilità dello strumento proposto dai due matematici di Stanford rappresenta una soluzione davvero democratica della finanza online, dall’altro lato è vero che senza un’adeguata preparazione alla finanza stessa, si rischia di venire brutalmente colpiti a suon di perdite. Al contrario l’azienda ha le idee molto più chiare su come generare revenues per se stessa.

LE REVENUES PER L’AZIENDA

Fonte: civit.it

Fonte: civit.it

Una delle domande più banali è come fa l’azienda che propone il servizio a costo zero a guadagnarci qualcosa, considerando che comunque il team di gestione e sviluppo dell’app conta una quarantina di dipendenti. Primo punto, costi bassissimi. Sul sito dell’azienda si legge che “Robinhood è stata costruita dalle fondamenta per essere il più efficiente possibile, cercando di rimuovere tutto quello che rende costosi gli altri servizi di brokeraggio”, il che implica una presenza sul territorio pari a zero, nessuna pubblicità, niente consulenti o analisti finanziari a disposizione. Secondo punto, il più rilevante, è la marginazione sugli interessi dei depositi dei traders, che rappresenta la principale fonte di revenues per l’azienda newyorkese. Terzo punto, come detto, un esiguo numero di dipendenti, che nella sede di Palo Alto, come detto, non superano la quarantina di addetti, tutti però altamente specializzati.

SOLO NEGLI USA (PER ORA)

Se stavate già accendendo il vostro smartphone per scaricare l’applicazione e iniziare a fare trading, ho una brutta notizia per voi: oltre che per scaricarla, aprendo il proprio conto bisogna essere maggiorenni e impegnare almeno mille dollari, Robin Hood.com al momento è disponibile solo negli Stati Uniti e a breve entrerà nel mercato Australiano. Per l’Europa e l’Italia ci sarà, presumibilmente, da attendere un bel po’, considerato soprattutto le enormi garanzie da dover rispettare per poter operare sui mercati regolamentati europei, anche in virtù delle regole imposte dai protocolli di Basilea III. Senza contare le ovvie resistenze che banche e istituti di credito in generale opporranno all’avvento di uno strumento che potenzialmente trasferisce la gestione del trading online da queste direttamente nelle mani dei traders. Ne vedremo delle belle.

 

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About

Laureato in Relazioni Internazionali all’Università ‘L’Orientale’ di Napoli, dopo alcune esperienze lavorative nel ramo bancario come consulente, approda nel mondo del giornalismo nel 2004. Collaboratore esterno e stagista, prima, e redattore poi, è presso il quotidiano ‘Il Denaro‘ che muove i suoi primi passi nel mondo della carta stampata. Appassionato professionista di Competitive Intelligence per alcune delle più importanti realtà internazionali, prosegue il suo percorso nel giornalismo online con L’Indro come Coordinatore della Redazione Esteri e Responsabile delle Risorse Umane, prima, e abbraccia la qualità del progetto Wild Italy, poi. Ex Rotaract, insegnante di Karate Shotokan Tradizionale per passione - e per professione - nonché analista di politica ed economia per vocazione, discute dell’attualità internazionale sul suo blog ‘YouPolitik’. COLLABORATORE SEZIONE ECONOMIA


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