Sonisphere

Rock In Roma, le 10 ore del Sonisphere Festival 2016

R ock in Roma, uno di quegli eventi memorabili che riesce a portare artisti internazionali (di un certo livello) in quella città che spesso viene “dimenticata” dai tour mondiali.IronMaiden_TheBookOfSouls_WorldTour
Proprio a questo proposito dopo 9 anni dall’ultima volta, finalmente qualcuno è riuscito a riportare gli Iron Maiden a Roma e, ovviamente, è stato subito il delirio.

La cornice è sempre quella di Capannelle, la base del Poste Pay Rock in Roma, l’evento è il Sonisphere Festival che di anno in anno porta in giro per l’Europa i grandi del “metallo”.

Bisogna anzitutto sottolineare che un festival del genere è sicuramente un evento memorabile, ma anche altrettanto impegnativo: per la giornata di ieri, l’apertura porte era prevista per le 11:30 con l’inizio dei concerti intorno alle 13; inutile sottolineare che 10 ore di concerto sotto il sole di Roma, il 24 luglio, possono mettere a dura prova il più duro dei metallari; fortuna che il cielo coperto ha aiutato i temerari nell’impresa di sopravvivere al Sonisphere Festival 2016.

Si parte subito con i primi gruppi del pomeriggio, le nuove leve che (forse) un giorno andranno a sostituire gli Dei del metal sui palchi di mezzo mondo: aprono subito le esibizioni dei più giovani A Perfect Day, Wild Lies e The Raven Age, ragazzi cresciuti a pane e metallo che scaldano il pubblico di Roma in attesa del main event. Bene ma non benissimo, ragazzi belli carichi ma con quella punta di acerba indecisione che fa oscillare il sound della band tra il metal (ancora incerto e dai toni “poppeggianti”) e il metalcore.

Verso le 16 salgono sul palco i Sabbaton, quei folli metallari svedesi che a suon di power metal hanno rallegrato la situazione, tenendo banco per circa un’ora.  Una grande esibizione, fresca, bella tirata e molto divertente; sembra che questa band riesca a gestire la situazione live molto meglio di quella in studio, facendo ricredere anche il sottoscritto che (scetticamente) li aspettava sotto al palco. Grandi Sabbaton che hanno spaccato il palco del Sonisphere iniziando alla grande la scaletta dei big prima dei Maiden.

Tocca poi ai Saxon, uno dei gruppi storici dell’heavy made in England, una di quelle band che va in giro dal 1976 e che non ha perso minimamente il tiro e la grinta delle origini.
I Saxon sono un piacere per gli occhi e per le orecchie: quel buon metal grintoso e carico di groove che spazza la folla a suon di riffoni potenti e ritmiche serrate.

Motorcycle Man, Sacrifice, Power and the Glory, Heavy Metal Thunder, Wheels of Steel, è solo una parte della setlist dei Saxon che hanno spaccato il palco del Rock in Roma confermandosi come una delle band più potenti della scena internazionale. Vedere sul palco questi ragazzi (perché nonostante l’età sono ancora dei leoni) è una cosa indescrivibile, una botta di adrenalina che rinvigorisce e rende meno pesanti le ore di attesa in quel di Capannelle.

Altra pausa e il palco viene preparato per la venuta degli Anthrax che rappresentano l’ultimo step prima degli Iron Maiden.
Anche per gli Anthrax siamo davanti a dei veterani del thrash metal, sicuramente una band che non ha bisogno di presentazioni e che, da anni, “distrugge” palchi in giro per il mondo. Un concentrato di riff taglienti e ritmiche aggressive, potenza e cattiveria, l’ennesimo bel momento di questa giornata romana del Sonisphere Festival.

Bastano poche note ed è subito il panico, il pubblico del Rock in Roma esplode per gli Anthrax che regalano ai fans una buona ora di concerto.
Nella setlist della band troviamo: You Gotta Believe, Got the Time, Fight ‘Em ‘Til You Can’t, Evil Twin, Antisocial e molti altri brani. Altro grande momento per il Rock in Roma che con gli Anthrax scarica l’ultima botta di adrenalina prima del gran finale.

iron-maiden-liveOre 21, una leggera pioggerella rinfresca i sopravvissuti del Rock in Roma, ultimi momenti di attesta e poi di botto l’inconfondibile voce di Bruce Dickinson in sottofondo. Tocca agli Iron Maiden ed è subito festa.

Si parte con If Eternity Should Fail e Speed of Light entrambe di The Book of Souls, i Maiden sono in forma e la partenza è eccellente.

Un brano alla volta gli Iron Maiden introducono il pubblico a The Book of Souls ma ripropongono anche i grandi classici che sono entrati meritatamente nella storia del rock.
Una grande esibizione, due ore di concerto che confermano la grande presenza scenica dei Maiden a discapito delle malelingue. Un momento di portata immensa che tra grandi esecuzioni musicali e una scenografia incredibile ha chiuso in bellezza il Sonisphere 2016.

Gli Iron Maiden hanno dominato il palco, hanno incendiato Roma come solo loro sanno fare segnando un grandissimo ritorno nella Capitale che risponde sempre a gran voce all’ormai classico “Scream for me Roma”, marchio di fabbrica di Bruce Dickinson.

Un gran bel momento, peccato solo per qualche problema audio che (in alcuni momenti) toglieva volume alla voce o provocava dei fischi fastidiosi.
Gli Iron Maiden sono in formissima e la performance di ieri ne è la prova, non è da tutti reggere due ore di concerto con quel ritmo e con quella grinta; tanto di cappello.

La setlist della serata: If Eternity Should Fail, Speed of Light, Children of the Damned, Tears of a Clown, The Red and the Black, The Trooper, Powerslave, Death or Glory, The Book of Souls, Hallowed Be Thy Name, Fear of the Dark, Iron Maiden e poi, per il bis, The Number of the Beast, Blood Brothers e Wasted Years in chiusura di tutto. Difficile spiegare a chi non c’era l’emozione e il brivido di vedere a pochi metri da te i grandi del Metal, quei gruppi che da anni ascolti su cd, cassetta e vinile e che, adesso, stanno proprio sotto gli occhi dei fans estasiati. Grande evento, grande musica, grandissimi Iron Maiden che hanno dato tutto ai fans romani e non solo, regalando due ore indimenticabili.

Il Sonisphere Festival è questo: 10 ore di concerto, tanto sudore, tanto divertimento e tanta gente accomunata dalla passione per la musica. Un gran bel momento che il Poste Pay Rock in Roma è riuscito riportare nella Città Eterna e il ringraziamento di 20mila persone è stato più che evidente alla fine della serata. Bene, non benissimo per i problemi audio generalizzati, ma comunque una grande line up che ha incendiato il palco di Capannelle dalla prima all’ultima nota, speriamo solo che eventi del genere siano più frequenti anche da queste parti, perché Roma risponde sempre a gran voce.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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