Olimpiadi

Speciale Roma 2024: perché Roma non deve sperare nelle Olimpiadi

Fonte: 06blog.it

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Abbiamo visto in precedenza come le Olimpiadi impattino sull’economia, sulle infrastrutture, sul sociale, sull’ambiente di una città. Per usare una metafora, le Olimpiadi impattano sul cuore, sulle gambe, sul cervello e sulla casa di una persona. Se però questa persona non è in uno stato di salute ottimale, le Olimpiadi quale apporto positivo possono portare?

I Giochi Olimpici implicano variabili da gestire, necessitano di una cabina di regia ad hoc, che sia partecipata e coinvolga pubblico e privato, con ruoli, compiti chiari e tempistiche lavorative precise. Roma ha, ad oggi, le possibilità per assicurarsi tutto ciò?

I MONDIALI DI CALCIO DEL ’90 ED EXPO 2015

Tra i grandi eventi, l’Italia ha nel recente passato organizzato i Mondiali di calcio del 1990 e l’Expo 2015. Del primo, è interessante la disamina dei lasciti e della gestione fatta dal Tirreno due anni fa. Gli appalti sono stati perlopiù assegnati con trattative private, molti progetti hanno visto i costi lievitare anche del 200% rispetto alle previsioni, alcune strutture che dovevano essere pronte per l’inizio della competizione sono state abbattute negli anni 2000, dopo non esser mai state utilizzate. Proprio Roma può vantare l’esempio della stazione del Farneto: costata 15 miliardi di lire dell’epoca, è stata chiusa dopo ben 15 giorni di attività, per diventare poi nel 2008 uno spazio occupato da CasaPound.

Su Expo, invece, si è iniziato a discutere di cosa Milano potrà fare dell’area dove è sorto il sito espositivo a tre mesi dalla fine dell’esposizione. Per usare un termine di paragone, è come organizzare il Tour de France e scegliere solo a tre tappe dalla fine se arrivare a Parigi o a Marsiglia. E ad oggi, a quasi un anno dalla fine dell’Esposizione, tanti sono i proclami e i progetti su carta ma ancora nulla pare concretizzarsi a stretto giro. Inoltre, tutta la fase organizzativa ha creato non poche polemiche. 46 imprese interdette dai lavori per corruzione; 120 milioni di euro (pubblici) in mano a imprese colluse con mafia o ‘ndrangheta; cantieri fermi a più riprese per interventi delle autorità; ritardi cronici su padiglioni e worldcup_biginfrastrutture collegate.

Va inoltre sottolineato che Expo è stato aggiudicato in un clima politico ed in un quadro economico differente rispetto a quello in cui Roma andrà eventualmente a organizzare i Giochi: Comune, Provincia (all’epoca ancora in essere), Regione e Governo, seppure guidati da parti politiche distanti, si sono sempre trovate concordi e unite nel sostenere la candidatura milanese e celebrare poi la sua vittoria. Roma è invece già ora divisa tra sostenitori e contrari ai Giochi: una frattura che col tempo rischia di acuirsi e diventare insanabile.

ROMA E I MONDIALI DI NUOTO DEL 2009

Roma stessa, inoltre, nel 2009 ha organizzato i Mondiali di nuoto. Le gare avrebbero dovuto tenersi nella nuova cittadina dello sport nella zona di Tor Vergata, dove sarebbe dovuta nascere una cittadella composta da un palasport, uno stadio per la pallanuoto, una piscina olimpionica esterna e una pista di atletica, strutture la cui progettazione fu assegnata da Veltroni nel 2006 a Calatrava, archistar spagnolo. Nel 2008, cioè a un anno dai Mondiali, poiché non era ancora stata posata neanche la prima pietra, si decise di trasferire la manifestazione al Foro Italico. Oggi, circa dieci anni dopo, la zona si presenta più o meno così.

Fonte: left.it

Il cantiere della Città dello Sport di Tor Vergata. Fonte: left.it

In questi dieci anni è stato aperto il cantiere e nulla più (a vedere la situazione odierna). L’unica novità è che, a quanto sembra, la cittadella dello sport di Tor Vergata pare essere al centro del progetto olimpico per il 2024: vedremo se sarà davvero così o se i romani dovranno aspettare altri vent’anni per avere le strutture.

Fonte: ansa.it

Fonte: ansa.it

LO SPETTRO DELLA CORRUZIONE E DEL MALAFFARE

È la corruzione il fantasma che spaventa di più il “fronte del no”. Mafia Capitale e le inchieste collegate hanno scoperchiato e reso pubblico quello che gli inquirenti non hanno avuto remore nel definire un sistema corruttivo sistemico e sistematico, basato sulla spartizione privata di denaro pubblico, minacce e mala gestione di appalti pubblici. Il tutto immerso nell’ordinaria gestione della città, senza ovvero eventi che hanno portato alle casse pubbliche particolari quantità di fondi in via eccezionale. Per i contrari alla candidatura olimpica il sillogismo è presto fatto: se si pensa a quanti miliardi di euro transiterebbero da Roma per le Olimpiadi 2024, si può immaginare che in certi ambienti si stiano già sfregando le mani.

Nell’ultima classifica di Transparency International, che periodicamente monitora la corruzione nel mondo, l’Italia si è classificata al 69° posto. Ultima in Europa, dietro a paesi africani e asiatici. Il dato non tiene conto degli ultimi esiti delle inchieste sopracitate. La domanda che in molti si fanno è, a questo punto: come si può in questo quadro sperare di avere una gestione trasparente dei fondi pubblici? Sempre in tema di fondi, i più attenti hanno riscontrato come né il Campidoglio né il Governo abbiano esplicitato come reperire le risorse utili all’organizzazione (ad oggi si discute di 13 miliardi di euro di costi, con lo spettro dell’aumento della cifra ex post). 

IL VOLANO DELLE OLIMPIADI PER IL TURISMO

Fonte: fmltouraroundrome.wordpress.com/

Fonte: fmltouraroundrome.wordpress.com/

Infine, le Olimpiadi 2024 giovano in maniera certa e tangibile al turismo del paese e della città ospitante. Ma Roma ha davvero bisogno delle Olimpiadi per attrarre turisti? O forse bastano le sue opere, i suoi musei, la sua atmosfera, per renderla unica e attraente? Anche perché esiste un problema a monte, come sottolineato da Umberto Croppi in un’intervista concessa a Wild Italy pochi giorni fa: «Il Comune di Roma non aveva, ed è tornato a non avere, nessun tipo di stanziamento per la promozione non solo all’estero ma nemmeno nel resto d’Italia. A Barcellona esiste una fondazione pubblica che ha, nel proprio bilancio, 20 milioni di euro solo per la promozione della città nel mondo e riesce a recuperare questo investimento attraverso attività economiche come l’intermediazione alberghiera».

Quale strada intraprendere quindi? Promuovere un evento o investire nella promozione della Capitale d’Italia? Su quest’ultimo punto ricordiamo le strategie usate in passato come lo slogan ideato dalla giunta Marino “Roma and you”.

LE OLIMPIADI COME UN’OPPORTUNITA’ DA NON COGLIERE ADESSO?

La candidatura di Roma appare oggi alla maggior parte dei cittadini come un rischio, più che un’opportunità. Sono diverse le priorità che la pancia di Roma sente e chiede alla nuova Giunta: dalle buche a un sistema di smaltimento dei rifiuti che funzioni ed eviti situazioni limite. Ha ragione quindi la sindaca Raggi nel voler “mettere le cose a posto” prima di avventurarsi in un’impresa di questo tipo?

Staremo a vedere.

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About

Nato nel 1985, maturità scientifica e laurea in Economia Aziendale. Svolge per un anno attività di ricerca presso l’Università LIUC di Castellanza, pubblicando un paper relativo all’impatto di Expo sul commercio internazionale italiano. Si interessa di economia e cibo. Cerca di coniugare i due temi, e se non ci riesce si concentra sul secondo. Lavora in banca. Scarso runner, discreto sciatore e ottimo papà. COLLABORATORE SEZIONE ECONOMIA


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