Olimpiadi

Speciale Roma 2024: perché Roma deve sperare nelle Olimpiadi

Si sono da poco concluse le Olimpiadi di Rio, con grandi e spesso inattesi risultati sportivi per l’Italia. La capitale brasiliana ha fatto anche da palcoscenico alla promozione di Roma in vista dell’assegnazione dei Giochi estivi del 2024, con tanto di presenza di Renzi e di tutta la delegazione romana. La scelta sarà effettuata dal CIO nel settembre 2017 e vede Roma fronteggiare Los Angeles, Parigi e Budapest, con pronostici molto differenti e variabili nel tempo.

Fonte: gazzetta.it

Fonte: gazzetta.it

Le voci di referendum e di un ritiro della candidatura che hanno accompagnato la campagna elettorale non hanno per ora trovato sfogo nei fatti, anche se nulla è ancora detto. Negli ultimi giorni, infatti, pare che la decisione sul ritiro della candidatura sia stata definitivamente presa e che rimangano da decidere solo le modalità con cui renderla effettiva. Tuttavia, la vittoria di Roma sarebbe un toccasana per la città, e per l’Italia intera: ecco perché Malagò e Montezemolo, rispettivamente a capo di Coni e Comitato Organizzatore, dal loro punto di vista ritengono opportuno insistere.

Analizzando i pro e i contro, questo speciale vuole essere un utile prontuario, una sorta di manuale di istruzioni per capire le ragioni delle due fazioni.

LA PIANIFICAZIONE IDEALE DEI GIOCHI OLIMPICI

Le Olimpiadi agiscono in primis, per ovvi motivi, sulla Città ospitante: gli impatti, però, possono diventare da pericolosamente critici (come ad Atene 2004, lì dove la crisi greca iniziò, con le conseguenze che tutti sappiamo) a estremamente positivi solo se il post Olimpiadi viene progettato prima. E’ lo stesso Cio a consigliare in uno dei propri documenti di passare dalla classica cronologia di pianificazione (progettazione dell’evento – evento – gestione post evento) a una logica differente, dove l’eredità dei Giochi sia pianificata fin dalle prime fasi progettuali. Questa logica organizzativa implica tre aspetti fondamentali: trasparenza delle decisioni e del dossier del dopo; partecipazioni alle decisioni da parte di diversi attori, pubblici e privati; chiarezza di ruoli e interpreti coinvolti.

In molti ritengono che sia impossibile, per l’Italia e per Roma, poter garantire questi tre elementi (anche se l’occasione è ghiotta) ma gli organizzatori sono sicuri di poter allestire un’Olimpiade con una gestione del dopo già stabilita a priori, spiegando ai romani cosa accadrà, quando e come. Sarebbe un buon modo per passare dal “Modello Expo” al “Modello Roma”.

Fonte: corrieredellosport.it

Fonte: corrieredellosport.it

GLI IMPATTI DELLE OLIMPIADI SU UNA CITTA’

Le Olimpiadi, se viste come un Grande Evento e non solo come evento sportivo, impattano sull’economia, sulle infrastrutture, sul sociale, sull’ambiente. Esse permettono, grazie alle grandi risorse investite (pubbliche e private) e alla possibilità di agire ad hoc, accelerando tempi e procedure altrimenti lunghe e complesse quanto la costruzione della Salerno – Reggio Calabria, di realizzare nuove strade, ferrovie, metropolitane, collegamenti. L’impatto sul Pil è fuor di dubbio: non ci sono, infatti, altri eventi che possano agire come leva sui conti pubblici di un paese. L’organizzazione dei Giochi Olimpici permette inoltre di riqualificare aree dismesse o difficili. Da un punto di vista sociale, infine, le Olimpiadi sono l’occasione per creare un clima condiviso e far nascere movimenti e reti di cittadinanza attiva.

Le Olimpiadi sono l’occasione giusta per pulire a fondo le strade, eliminando il degrado che purtroppo caratterizza molti scorci, anche centrali, della Città Eterna (si pensi al problema rifiuti, al tema del guano di qualche tempo fa, all’incuria generale): le ingenti risorse previste permetterebbero, tra le altre cose, quella ristrutturazione di fondo che neanche il Giubileo ha saputo dare, sistemando non solo vie e parchi cittadini, ma impiantando controlli e controllori, rendendola sicura come lo sono altre grandi città. Le Olimpiadi, che hanno un forte impatto anche sulla sicurezza, aumentando il numero di risorse coinvolte dallo Stato per assicurare l’ordine pubblico, permetterebbero ai cittadini romani di percepire maggior tranquillità sociale.

Dire Roma è dire però anche turismo: quello che ha da offrire la Capitale non ce l’ha nessuno. Eppure, la città è solo al 14° posto tra quelle più visitate al mondo. Prima degli anni ’90, Barcellona era al 16° posto di questa classifica: nel 1999, sette anni dopo le Olimpiadi, è schizzata al terzo, grazie anche a una seria e precisa pianificazione. Roma, con tutto il suo bagaglio di storia, romanticismo, arte e religione, sul podio dovrebbe avere la residenza: allora perché non sfruttare le Olimpiadi per riportare la città dove dovrebbe stare di diritto? Così come Barcellona ha saputo crearsi un’allure che la fa ancora oggi una tra le mete più desiderate, Roma ha la possibilità di tornare ad essere la meta preferita di milioni di persone.

La sindaca di Roma, Virginia Raggi. Fonte: espresso.repubblica.it

La sindaca di Roma, Virginia Raggi. Fonte: espresso.repubblica.it

Sui trasporti, la situazione è sotto gli occhi di tutti i cittadini. Il traffico di Roma è famoso al pari del Colosseo; una metropolitana che sarebbe vecchia anche se fossimo ancora negli anni ’60; aspettare il bus alla fermata rischia di diventare una delle discipline sportive olimpiche ospitate. Le Olimpiadi garantirebbero l’aggiornamento delle infrastrutture esistenti e la creazione di nuove: Pechino, con i Giochi del 2008, ha costruito una nuova rete autostradale, una linea ferroviaria veloce, tre linee della metropolitana, nuovi collegamenti alle stazioni e all’aeroporto, incrementando così la capacità del trasporto di pubblico di 5 milioni di persone. Senza arrivare a questi numeri, secondo i più è impossibile rintracciare un evento come le Olimpiadi che possa portare a Roma quelle infrastrutture che farebbero della Capitale una città europea.

Il Campidoglio nell’ultimo anno ha dovuto sopportare la vicenda Marino, Mafia Capitale, una campagna elettorale fatta di colpi bassi, lo scandalo rifiuti e molto altro. I Giochi Olimpici hanno un grande effetto, intangibile e difficilmente misurabile: agiscono sulle persone, sulla loro voglia di diventare determinanti nel far vedere al mondo la propria città, le sue meraviglie e le sue potenzialità. Molti londinesi parlano ancora oggi di Londra 2012 come se l’evento si fosse concluso ieri e come se ognuno di loro avesse partecipato in prima persona; quei Giochi Olimpici, inoltre, hanno permesso a 15 milioni di inglesi di partecipare, nell’anno Olimpico, a eventi culturali gratuiti, con il solo scopo di accrescere l’awareness, per dirla col linguaggio del marketing.

Migliorare la città, le infrastrutture, accrescere il turismo, creare un clima condiviso e trasparente, avere benefici tangibili e duraturi: ecco perché Roma, con le Olimpiadi, ha una chance per poter agire in maniera drastica e radicale su se stessa. Una costruzione seria, dettagliata, chiara e trasparente che riporti la città nel posto che merita.

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About

Nato nel 1985, maturità scientifica e laurea in Economia Aziendale. Svolge per un anno attività di ricerca presso l’Università LIUC di Castellanza, pubblicando un paper relativo all’impatto di Expo sul commercio internazionale italiano. Si interessa di economia e cibo. Cerca di coniugare i due temi, e se non ci riesce si concentra sul secondo. Lavora in banca. Scarso runner, discreto sciatore e ottimo papà. COLLABORATORE SEZIONE ECONOMIA


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