Roma, è ora del rimpasto: si dimette l’assessore Scozzese

Tana libera tutti. Dopo le richieste di dimissioni – si spera definitive – a Guido Improta, assessore alla Mobilità, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, perde un altro pezzo. Ieri sera, infatti, si è dimessa e ha lasciato la giunta anche l’assessora al Bilancio, Silvia Scozzese.

Silvia Scozzese. Fonte: roma.corriere.it
Silvia Scozzese. Fonte: roma.corriere.it

Scelta per sostituire Daniela Morgante – magistrato della Corte dei Conti mandata a casa a soli 10 mesi dall’insediamento perché “troppo tecnica” e con poca visione politica – la Scozzese era entrata in giunta l’11 giugno 2014,  dopo che da membro dell’Anci era già al lavoro al piano triennale di riequilibrio dei conti del Campidoglio.

LA LETTERA DI DIMISSIONI.

Nella lettera di dimissioni l’ormai ex titolare dei conti comunali non usa mezzi termini:

Caro Sindaco,
ho riflettuto molto in queste ultime settimane. Contribuire ad amministrare la Capitale del Paese è quanto di più gratificante potesse accadere a chi, come me, ha vissuto tutta la sua vita professionale al servizio dei Comuni Italiani. Abbiamo iniziato la nostra collaborazione costruendo il “Piano di Rientro”, secondo il dettato normativo del cosiddetto “Salva Roma” ed abbiamo insieme determinato le condizioni per il risanamento economico – finanziario della Capitale. Emblematico il risultato storico raggiunto del riconoscimento strutturale dei costi che la città sostiene come Capitale d’Italia, definitivamente determinato in 110 milioni di euro l’anno.

Un’impresa davvero straordinaria, viste le condizioni in cui versavano la macchina amministrativa e i suoi conti. Sono arrivata in un momento in cui non risultava possibile chiudere il bilancio di previsione e le risorse potevano essere impegnate con un orizzonte di soli 30 giorni, con l’unico risultato di ricorrere ad affidamenti diretti e proroghe, che hanno esposto l’amministrazione al rischio di condizionamenti da parte della criminalità e di corruzione.

Da sinistra: assessore Sabella, Danese, il sindaco, l'assessore Pucci e la Scozzese. Fonte: romatoday.it
Da sinistra: assessore Sabella, Danese, il sindaco, l’assessore Pucci e la Scozzese. Fonte: romatoday.it

Le società partecipate non avevano risorse sufficienti per coprire le spese programmate e facevano abituale ricorso all’indebitamento per sostenere costi sempre crescenti. Abbiamo compiuto scelte rilevantissime, che hanno inciso su vecchie abitudini, su procedure, su assetti societari e su tutto ciò che doveva essere riformato. Ho lavorato perché il risanamento incidesse sugli sprechi, sulle diseconomie e sul malcostume, cercando sempre di evitare la riduzione degli stanziamenti per i servizi alla città. In meno di un anno il quadro è radicalmente cambiato: siamo passati da essere l’ultimo Comune ad approvare il bilancio nel 2013 ad essere il primo ad approvarlo nel 2015; sono state chiuse tutte le società partecipate non strumentali ed è stato rafforzato il controllo analogo di quelle mantenute, mettendone a regime i costi e la governance.

Complessivamente abbiamo assorbito, con un anno di anticipo, il debito accumulato di 440 milioni di euro, senza mettere le mani nelle tasche dei romani, e anzi siamo riusciti, per la prima volta, a ridurre Irpef e Tari. Finalmente il Comune può contare su una stabile programmazione finanziaria, che consenta di espletare procedure di evidenza pubblica su base triennale, ponendo i presupposti per una sana amministrazione fondata sulla legalità e sul corretto utilizzo delle risorse. Per questo desidero ringraziarTi e con Te vorrei ringraziare i colleghi di Giunta e soprattutto i Consiglieri Comunali che hanno tradotto in atti amministrativi le scelte contenute nel Piano e nelle difficili proposte da me avanzate, condividendo la radicale azione riformatrice di cui la Capitale aveva bisogno.

Fonte: ferpress.it
Fonte: ferpress.it

LE CRITICHE.

Da un po’ di tempo, tuttavia, registro l’affievolimento di questa azione ed il compimento di scelte che a me appaiono in contraddizione con le finalità che insieme ci eravamo dati. Condivido la necessità di potenziare la spesa nei settori relativi ai servizi alla città, ma essa non può essere costruita al di fuori degli ambiti di tipicità e di correttezza degli atti amministrativi, ambiti che devono costituire e rimanere il faro della nostra azione quotidiana. Sono profondamente convinta della possibilità e della necessità di percorrere strade che, nel pieno rispetto delle regole, consentano di accrescere la qualità e la quantità dei servizi erogati.

La loro individuazione ha bisogno di un lavoro di squadra che, da un po’ di tempo, sembra essere venuto meno. Ti ho altresì rappresentato le mie perplessità e il mio fermo dissenso su scelte che reputo non opportune e non utili per il raggiungimento di risultati efficaci, e questo ha determinato un clima nel quale l’Assessore al Bilancio sembra essere diventato l’ostacolo principale al compimento delle scelte amministrative.

A riguardo desidero ricordarti che, nello svolgimento delle mie funzioni, ho il preciso di rappresentare, a chi assume su di sé la responsabilità delle scelte, i rischi che da tali scelte conseguono, almeno dal punto di vista della responsabilità contabile. La macchina amministrativa ha probabilmente bisogno di più risorse, ma, a mio avviso, ha bisogno, prima di ogni altra cosa, di recuperare efficienza ed equità nella distribuzione dei benefici che eroga ai cittadini nel pieno rispetto delle regole e dei principi che disciplinano l’azione amministrativa.

Ad oggi, come ho più volte rappresentato alla Giunta ed ai Consiglieri, il tema fondamentale è proprio quello di garantire i servizi utilizzando le risorse disponibili attraverso procedure di evidenza pubblica, e non già richiedendo maggiori risorse finalizzate ad alimentare proroghe e affidamenti diretti. E un tale tema, che reputo ineludibile, non può costituire o essere considerato come un ostacolo al compimento delle scelte amministrative. Per questo, caro Sindaco, ritengo siano venute meno le condizioni della mia permanenza in Giunta e per questo con la presente sono a rassegnare le mie dimissioni. Nel ringraziarTi ancora per avermi consentito di vivere un’esperienza straordinaria, auguro a Roma ogni bene.

Fonte: www.easyteachpoint.com
Fonte: www.easyteachpoint.com

LA RISPOSTA DI MARINO.

Di diverso avviso la risposta del sindaco Marino, che sembra quasi non aver letto le “critiche” mosse dal suo ex assessore: «Ringrazio Silvia Scozzese per il preziosissimo lavoro svolto, che mi ha aiutato nella mia determinazione di riportare Roma non solo al risanamento dei conti e alla legalità contabile ma anche a disegnare e attuare un piano di rientro del quale sono profondamente orgoglioso. Il lavoro di Silvia non ha mai tradito l’intuizione fortunata che ebbi quando la chiamai a una sfida così importante che ci ha permesso di interrompere percorsi amministrativi opachi, e altre volte illeciti, realizzati nel passato. Per questo e per la sua puntuale serietà e straordinaria capacità tecnica le sono e le sarò sempre grato. E’ stato un percorso comune proficuo per Roma e importante per il Paese. Per questo auguro con affetto, rispetto e stima a Silvia il futuro brillante che merita. Noi continueremo a lavorare con l’obiettivo di trasformare la città e di farla diventare più vivibile, accogliente e moderna».

Con quest’ultimo addio siamo arrivati a 8 assessori in 2 anni che lasciano l’incarico (per un motivo o per un altro). Ora attendiamo il rimpasto.

 

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Matteo Marini

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.

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