Raggi

Roma, un mese e mezzo di governo Raggi: la svolta ancora non si intravede

Sono 42 giorni, quasi un mese e mezzo. Tanto è passato da quel fatidico 23 giugno in cui la grillina Virginia Raggi (che ha stravinto le elezioni comunali) si è insediata in Campidoglio come sindaca di Roma. E’ un periodo breve, ma non troppo, dopo di cui è lecito dare un primo giudizio. E il dato è inequivocabile: la svolta, quella vera, ancora non si intravede.

Non che si chiedesse alla sindaca di risolvere i centinaia di problemi di una città disastrata in così pochi giorni, ma, è inutile negarlo, ci si aspettava di più: un primo grande intervento, una scossa per voltare pagina dopo gli anni dell’inefficienza e della corruzione di Mafia Capitale.

E invece sono intervenute le vecchie logiche di partito, quelle che il M5S abiurava fino a qualche mese fa, ma che non ha potuto evitare. Roma è il banco di prova per il movimento di Grillo, lo sanno tutti, e questo crea non poche agitazioni tra i vertici. Il Direttorio nazionale e quello locale (creato ad hoc per la Capitale) hanno da subito ostacolato la sindaca, provando a orientare le sue scelte (le assessore Meleo, Muraro e Baldassarre sarebbero state consigliate dall’alto) e a farle cambiare marcia (come nel caso delle nomine di Marra, Lo Cicero e Frongia a capo gabinetto). Questo, unito all’ostilità tra la sindaca e la parlamentare Roberta Lombardi (che ad un certo punto Grillo ha dovuto necessariamente allontanare dal Direttorio locale), ha fatto perdere tempo alla prima, che di compromesso in compromesso ha buttato giorni preziosi.

In sostanza, viste le condizioni in cui versa la Capitale, la Raggi ha perso troppo tempo per stilare la sua giunta (proclamata il 7 luglio con cambiamenti rispetto a ciò che era stato annunciato durante la campagna elettorale) e per scrivere le linee programmatiche di governo (discusse ufficialmente in aula solo 3 giorni fa).

Per essere corretti, però, bisogna dire che la sindaca Raggi si è data un primo grande obiettivo: ripulire la città (anche se in campagna elettorale aveva sostenuto che la priorità fossero i trasporti). Il mese scorso, in diretta Facebook, ci sono stati blitz con Ama a Tor Bella Monaca e sul lungo Tevere e poi le incursioni interne alla società municipalizzata nel disastroso stabilimento di Rocca Cencia e negli uffici centrali dove l’assessore all’ambiente Muraro ha accusato il presidente Fortini di inefficienza (costringendolo ad irrevocabili dimissioni).

Proprio tra questi due, poi, è scoppiata la bagarre, dopo che il Corriere della Sera e altri quotidiani hanno rivelato la presenza di una serie di consulenze della Muraro ad Ama (per più di un milione di euro di compenso) nel periodo Alemanno-Marino e l’altro l’ha incalzata facendola apparire responsabile, almeno in parte, del disastro dei rifiuti del passato. Si è parlato di un conflitto di interessi. Ad aggravare la situazione, poi, è stato portato a galla dai giornali l’apprezzamento di Panzironi (ex a.d. Di Ama coinvolto in Mafia Capitale) per l’assessora.

Insieme a questo altri piccoli scandali hanno offuscato l’azione dei 5 stelle, come la “parentopoli” nelle assegnazioni dei ruoli nelle commissioni comunali e nei municipi o la scelta del già citato Raffaele Marra (uomo di Alemanno confermato da Marino) come vice capo di gabinetto (nomina osteggiata da Di Maio e Di Battista e ancora in attesa di essere revocata).

Fino ad ora, quindi, si sono raggiunti pochi risultati concreti: lo sblocco di 1121 assunzioni di maestre (permesse, però, dal governo), lo stop all’aumento della bolletta dell’acqua per il 2016 (anche se ancora ci sono dubbi), l’assestamento del bilancio e i tagli alle auto blu e ai permessi ZTL (per un risparmio di 620mila euro all’anno).

Nelle linee programmatiche di governo, poi, si leggono tante buone intenzioni per il futuro. Prima di tutto in campo Trasparenza, punto forte del M5S, in cui l’iniziativa più interessante è un “Portale della partecipazione” sul sito web di Roma Capitale per far intervenire i cittadini con petizioni, proposte ed idee. Poi per l’Ambiente e i fatidici Trasporti: aumentare la virtuosità di Ama facendogli terminare il ciclo dei rifiuti, costruire isole ecologiche e realizzare una campagna di educazione al riciclaggio nelle scuole da una lato; un nuovo piano industriale per Atac e per la mobilità sostenibile, implementando la mobilità su ferro, le piste ciclabili, car e bike sharing e promuovendo interessanti novità prese dall’estero (semafori intelligenti e aree pedonali alla francese) dall’altro.

Infine mettere al centro la cultura e il turismo ad essa legata e controllare con l’Anac la legalità dei lavori pubblici (senza nominare lo Stadio della Roma e le eventuali Olimpiadi).

Tutto corretto ed auspicabile, ma c’è sempre lo stesso problema: il tempo, che, come ha sostenuto il giornalista Pierluigi Battista, non è affatto a favore della giunta Raggi. Da tutto ciò che è accaduto in questo mese e mezzo si evince che probabilmente serviranno molti mesi, se non anni, per vedere in azione il piano della sindaca e tra un po’ anche chi aveva ripreso fiducia perderà la pazienza. Tutto ciò che si augurano i cittadini romani, quindi, è che si velocizzino gli interventi, in modo tale da poter finalmente intravedere quella svolta più volte annunciata, ma ancora all’orizzonte.


About

Nato a Roma nel 1995, dopo aver conseguito la maturità scientifica, si è laureato in Filosofia presso l'Università degli Studi Roma 3. Articolista di cronaca e politica per il litorale romano, si interessa particolarmente di Ostia e Anzio. Gestisce un blog: https://ilblogdelleidee.wordpress.com/. INTERNI ED ESTERI


'Roma, un mese e mezzo di governo Raggi: la svolta ancora non si intravede' have 1 comment

  1. 4 Agosto 2016 @ 11:04 pm nuovoumbratile

    ben scritto!


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