Muraro

Roma, cosa importa veramente delle dimissioni dell’assessora Muraro

Nella giornata di ieri, oltre al giuramento del governo Renzi travestito da Gentiloni, c’è stata un’altra notizia che ha sconquassato e sta agitando il dibattito politico. All’1 e 30 di notte, infatti, un comunicato stampa e un video diramato su Facebook dalla sindaca Virginia Raggi buttano giù dal letto i commentatori del Campidoglio: l’assessora alla Sostenibilità ambientale di Roma, Paola Muraro, si dimette. Motivo del passo indietro? L’aver ricevuto un avviso di garanzia per presunte violazioni dell’articolo 256 del Testo Unico sull’Ambiente:

“Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione”.

Guarda caso è lo stesso avviso di garanzia di cui si parla da mesi, seppur mai notificato, che ha fornito l’assist a sindaca e assessora per dire che non sapevano nulla di nulla.

Le indagini portate avanti dalla Procura sono state, a fine novembre, prorogate di altri sei mesi e le accuse dei pubblici ministeri nei confronti della Muraro riguardano reati ambientali commessi durante il suo incarico di super consulente in Ama. L’audizione della ormai ex titolare dell’assessorato ambientale è stata fissata a prima di Natale.

La sindaca Raggi, appena Muraro l’ha informata di quanto accaduto, ha accettato le dimissioni “senza entrare nel merito dell’inchiesta” e ha assunto le deleghe. Tutto bene quel che finisce bene? Diciamo di sì. Diciamo, però.

La prima domanda che sorge spontanea è perché tirarsi indietro “per senso di responsabilità” adesso e non quando, durante l’audizione alla commissione bicamerale sulle ecomafie e sul ciclo dei rifiuti, si è scoperto che Muraro era a conoscenza di un’indagine sul suo conto dalla fine di luglio (senza contare che l’iscrizione ufficiale risale addirittura ad aprile)? Perché dirsi “tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti” e aspettare l’avviso di garanzia per dimettersi? Se si ha così tanto senso dello Stato valeva a prescindere questa manifestazione di buone intenzioni. Ma tant’è, “l’onestà” non si misura un tanto al chilo.

Per non parlare del perché annunciare l’addio dalla giunta con un video sui social e un comunicato in piena notte fonda, quasi alla chetichella, se si era a conoscenza dell’avviso di garanzia – come sembra – già dal pomeriggio/sera.

Il problema è che, come ha sottolineato Christian Raimo: “Al di là di come andrà questa inchiesta, le dimissioni di Muraro non cambiano nulla di una situazione strutturalmente emergenziale che negli ultimi sei mesi non è stata affrontata come tale dall’amministrazione Raggi”. Ed è quella la preoccupazione più grande. Con il timore troppo reale che, tra impianti di trattamento e smaltimento che vanno allo sbaraglio, quest’anno il cotechino ci possa andare di traverso. Muraro o non Muraro.


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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