Neil Young

Una (fredda) notte a Roma, ascoltando Neil Young

Fonte: huffingtonpost.it

Fonte: huffingtonpost.it

La cornice delle Terme di Caracalla di Roma ha visto protagonista, qualche giorno fa, il settantenne Neil Young, uno dei più grandi autori ed interpreti della musica nordamericana, con una performance di circa tre ore, insieme al suo nuovo gruppo, Promise of Real.

L’artista canadese, che spesso ha fatto di Roma una tappa essenziale dei tour italiani (indimenticabile per me il concerto del settembre 1982 all’Ippodromo delle Capannelle, con oltre 120.000 spettatori) ha iniziato con una parte prettamente acustica, imbracciando la sua chitarra e l’armonica, riproponendo molti dei suoi successi del passato come After the Gold Rush, Heart of Gold, The Needle and the Damage Done.

Out in the Weekend ha dato inizio alla seconda parte dove è passato a temi più western,  con l’ingresso dei Promise of Real, la nuova formazione che lo accompagna, composta, tra gli altri, dai due figli del grande Willie Nelson, Micah e Lucas; e, a sorpresa, lo stesso Willie Nelson è salito sul palco per esibirsi insieme al gruppo in un paio di brani, ricreando un’atmosfera country d’altri tempi.

Nella parte finale del concerto Neil Young ha riproposto molti dei suoi brani elettrici come Alabama, Words, Love to Burn, Powderfinger, Mr. Soul e Vampire Blues per chiudere poi con Hey Hey, My My in un crescendo di feeling con il pubblico presente.

Due le note secondo me stonate: il prezzo del biglietto (da una base di novanta euro fino a centocinquanta euro) e il nuovo gruppo che accompagna Young; sarà per motivi di affezione o per i ricordi del passato ma, personalmente, nonostante la nuova band si comporti egregiamente, i Crazy Horse erano tutta un’altra cosa, mentre il prezzo del biglietto è, a mio modo di vedere, troppo, troppo alto.

Non è questo il modo per dare la possibilità di vedere ed ascoltare uno degli “eroi musicali” del secolo scorso ad un pubblico giovane, con prezzi che soltanto pochi ventenni si possono permettere; capisco che non vendendo più cd gli introiti degli artisti si basano quasi esclusivamente sulle loro performance dal vivo, ma così facendo non si dà la possibilità di ascoltare testi e musiche che hanno segnato la storia della musica stessa.

Per quanto riguarda il nuovo gruppo, avevo avuto già delle perplessità ascoltando l’ultimo album del 2015 “Monsanto Years” e, secondo me, sono molto lontani i tempi, e non solo anagraficamente, di “Live Rust” e di ”Weld”, dove i Crazy Horse avevano tutto un altro sound, con una fantastica carica rock.

Fonte: huffingtonpost.it

Fonte: huffingtonpost.it

Ad ogni modo, a parte le note stonate, parlare del personaggio Neil Young impone alcune note biografiche che servono per spiegare meglio l’uomo: canadese di nascita, comincia le sue prime esperienze musicali a Toronto, dove tra l’altro conosce Stephen Stills,  Richie Furay e Joni Mitchell.

Dopo aver militato, sempre a Toronto, in un primo gruppo chiamato Mynah Birds, insieme al suo amico Bruce Palmer all’inizio del 1966 si trasferisce a Los Angeles (viaggiando su un carro funebre per limitare i costi) ed incontra nuovamente Stills e Furay con i quali, insieme a Palmer ed al batterista Dewey Martin decide di formare i Buffalo Springfield.

L’avventura con questo gruppo dura circa due anni, dopo i quali comincia la sua carriera solista intervallata dalla presenza nel supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young, con i quali partecipa a Woodstock; inizia così il suo impegno politico, con il brano Ohio, che fa riferimento all’omicidio da parte della polizia  di quattro studenti alla Kent University, durante una manifestazione per l’invasione USA in Cambogia.

Dall’impegno contro il razzismo in brani come Southern Man ed Alabama, fino ad arrivare alle posizioni contro la guerra con Mother Earth, e alla denuncia sugli usi delle bio tecnologie per gli OGM nell’ultimo lavoro “Monsanto Years”, Neil Young è sempre stato in prima fila nel sociale con i testi dei suoi brani.

Comunque, nonostante l’età e gli acciacchi per Neil Young “Hey Hey, My My, Rock and Roll is here to stay”.

Grande Neil!


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


'Una (fredda) notte a Roma, ascoltando Neil Young' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares