Roma: nominati nuovi vertici Eur spa, l’azienda delle polemiche

C’era una volta. C’era una volta un quartiere di Roma, secondo polo turistico della città, che – un unicum – viene amministrato dal Comune, dal Municipio e da una società per azioni.

Parliamo dell’Eur, trentaduesimo quartiere della Capitale, situato nella periferia sud est. Edificato ai tempi del fascismo per celebrare la marcia su Roma, doveva essere la location ideata per svolgere l’Esposizione Universale del 1942.

Riccardo Mancini, ex ad di Eur spa
Riccardo Mancini, ex ad di Eur spa

Oggi è un quartiere di oltre 10 mila abitanti, con alte percentuali di verde (volute all’epoca della sua edificazione) e con sedi di molti uffici e ministeri.

Oltre all’autorità municipale (ricade nell’ex Municipio 12, oggi 9), l’Eur è gestito da quello che ai tempi di Mussolini era noto come Ente Eur e che, nel 2000, si è trasformato in Eur Spa. L’azienda, partecipata al 90% dal Ministero dell’Economia e al 10% dal Comune di Roma, ha in carico la proprietà di tutti gli edifici storici e delle aree verdi, dei quali si prende cura con parziale autonomia rispetto alle autorità politiche capitoline.

Famosa, negli ultimi tempi, per aver avuto un amministratore delegato (Riccardo Mancini) e un dirigente (Carlo Pucci) finiti in galera per Mafia Capitale, con l’ultima chiusura d’esercizio accompagnata da una perdita di 76 milioni di euro (dopo aver ottenuto nei mesi scorsi il concordato preventivo dal tribunale), oggi si torna a parlare di Eur spa perché recentemente sono stati rinnovati i suoi vertici.

Durante la ormai conosciuta vacanza prolungata ai Caraibi del sindaco Ignazio Marino, infatti, l’assemblea degli azionisti dell’azienda ha operato un cambio della guardia: via il Presidente Pierluigi Borghini (successore di Mancini) e nominato al suo posto Roberto Diacetti. Rimane al suo posto l’ad, Gianluca Lo Presti.

Chi è il neo amministratore delegato.

Il nome del neo presidente non è proprio sconosciuto. Quando in Campidoglio arriva in fatti il centrosinistra e il primo cittadino-chirurgo, una delle prime teste che salta per volontà proprio del neo sindaco è quella di Diacetti, allora amministratore delegato di Atac, azienda municipalizzata che si occupa di trasporti. Era il sesto ad nominato da Alemanno in quattro anni.

Il buttarlo fuori era mirato a dare una sterzata nella gestione di un settore e di una società in house colpita da scandali come Parentopoli.

Paolo Fantauzzi, su l’Espresso, scrive: “Va riconosciuto che lo stesso Diacetti, al momento di entrare in carica a settembre 2012 (in Atac, ndr), non aveva fatto il massimo per passare per un esperto, come mostra un’intervista rilasciata durante la conferenza stampa e ancora disponibile in rete. Alle critiche dall’interno del Pdl, che imputava la nomina unicamente alla vicinanza al forzista Antonio Tajani, Alemanno lo difese davanti alle telecamere: «È privo di patronage politico, un manager puro». Talmente puro che pochi istanti dopo, rispondendo a una domanda su quale conoscenza avesse del settore dei trasporti, Diacetti ammise candidamente: «Le mie competenze sono limitatissime. Sono una persona che insegna all’università e ha molto piacere di studiare»”.

Prima di approdare all’Eur, il neo presidente era in forze come manager a Risorse per Roma. Da direttore del dipartimento integrazione, guadagnava 240mila euro l’anno (il massimo a quanto sembra fissato per la Pubblica Amministrazione).

Roberto Diacetti, neo ad di Eur spa
Roberto Diacetti, neo ad di Eur spa

C’è chi dice che Diacetti sia arrivato sulla poltrona che era di Borghini per un legame con Gianfranco Sammarco, deputato romano di Ncd, il partito di Angelino Alfano. Ma sono solo voci di corridoio

Anche perché il giorno successivo alla nomina, in Campidoglio nessuno a quanto pare sapeva nulla, di come fosse arrivato lì. Di solito infatti l’ad viene scelto dal Mef (con la riconferma di Lo Presti) e il Presidente da Roma Capitale.

Per nulla stupito dell’arrivo del nuovo amministratore il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Enrico Stefàno. Raggiunto telefonicamente, sulla questione il suo giudizio è piuttosto chiaro: «Ancora una volta l’amministrazione Marino dimostra di essere in perfetta continuità con la precedente di Alemanno. Non si capisce come mai ci siano “manager” che non hanno mai brillato nei ruoli che hanno ricoperto e puntualmente trovano una nuova poltrona sempre dorata. Prima Bartoli, passato da direttore esecutivo di Roma Capitale a presidente e ad di Risorse per Roma ad oltre 200mila euro l’anno, ora Diacetti, che dopo aver ricoperto ruoli di vertice in Atac e Risorse per Roma è ora approdato a Eur spa».

«A quando un po’ di sano merito e valutazione dei curriculum – conclude il consigliere pentastellato – non è dato sapere»

I membri del cda.

Altra impronta alfaniana è quella del neo consigliere del cda Enrico Pazzalli. Racconta ancora Fantauzzi su l’Espresso: «Fino a primavera amministratore delegato di Fiera Milano, feudo storico del centrodestra, specie quello passato armi e bagagli con Angelino Alfano, da Roberto Formigoni e Maurizio Lupi in giù (l’ex ministro fino a due anni fa era ancora ad della controllata Fiera congressi). E senza dimenticare l’influenza imprenditorial-sportiva: nel cda c’è infatti anche Claudia Bugno, fino a pochi mesi fa consigliere in Banca Etruria insieme a papà Boschi, che a marzo il presidente del Coni Giovanni Malagò ha messo a coordinare la candidatura olimpica di Roma 2024. Esattamente lo stesso ruolo che, da presidente del comitato organizzatore dei mondiali di nuoto del 2009, Malagò aveva affidato proprio a Diacetti».

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Matteo Marini

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.

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