Roma, Punti Verde Qualità: il caso della Vigor Perconti

«I Punti Verde Qualità sono un’idea straordinaria che venne alla Giunta Rutelli nel 1995 che affidava a piccoli imprenditori una determinata zona per dare la possibilità di sviluppare nell’area verde servizi per il quartiere. Ma quella che era iniziata come un’eccellente idea è stata trasformata da un’imprenditoria ladrona in un baratro per la città. Dopo circa 20 anni stiamo cercando di riportare in ordine tutto ciò che era diventato un grave disordine».

Un'immagine della conferenza stampa del 3 agosto sui Punti Verde Qualità

Un’immagine della conferenza stampa del 3 agosto sui Punti Verde Qualità

Con queste parole il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha annunciato il 3 agosto scorso la riforma dei Punti Verde Qualità, facendo rientrare nelle proprietà del Campidoglio ben 11 siti.

«Tornano in possesso di Roma Capitale – dichiara il Comune in una nota – 11 Punti Verde Qualità: l’operazione di riacquisizione è partita con Torraccia e proseguirà nei prossimi giorni. Sono infatti decadute le convenzioni rilasciate ai concessionari, a causa del mancato pagamento delle rate dei mutui che hanno portato a un’esposizione finanziaria del Comune per 121 milioni di euro. I nuovi gestori delle aree verranno individuati tramite bandi pubblici».

COSA SONO I PVQ.

Come dicevamo, i Punti Verde Qualità sono aree date in concessione a privati per poterle riqualificare.

«L’idea iniziale – scrive Luca Verducci proprio dalle colonne del nostro giornale – era quella di puntare su piccoli interventi, mantenendo un’ampia superficie per il verde pubblico: chioschi, noleggio biciclette, biblioteche potevano rappresentare un vero rilancio del tessuto socio-culturale delle periferie romane. In realtà in tutto il Comune di Roma lo schema dei PVQ ha favorito grosse speculazioni: maxi centri sportivi, cinema, negozi, ristoranti quando è andato bene, cattedrali nel deserto nel peggiore dei casi. I PVQ proseguono la loro corsa con le giunte Veltroni e Alemanno, ma la miccia è ormai innescata. Con il sindaco di centro sinistra viene agevolato il finanziamento per la Striscione Manifestazione PVQ Spinaceto-2realizzazione degli interventi. Il Comune si fa da garante presso la Banca di Credito Cooperativo ed il Credito Sportivo per il 95% delle somme da erogare agli imprenditori che realizzeranno le opere. I finanziamenti delle banche vengono stanziati sulla base di stati avanzamento lavori (SAL). Una mossa azzardata che attiva gli appetiti della criminalità ed imprenditori corrotti, che vedono in questo meccanismo un facile giro di fatturazioni false per ottenere i soldi e non effettuare i lavori. Il business non è tanto nella gestione delle aree verdi ma nella realizzazione».

LE 11 CONCESSIONI REVOCATE.

Le 11 strutture che tornano nelle mani del Campidoglio sono: Tiburtino Sud, Torraccia, Parco Feronia, San Basilio-Nomentano, Ponte di Nona, Parco Spinaceto, Spinaceto Sud, Parco della Madonnetta, Oletta, Olgiata, Prati della Bufalotta. Solo quest’ultima ha estinto il suo mutuo.

IL CASO DELLA VIGOR PERCONTI.

Tra i siti oggetto dell’azione del Comune uno è particolarmente significativo: quello del Tiburtino Sud, noto come Vigor Perconti.

«Nel lontano 1996 – scrive Cinque Quotidiano ad ottobre dell’anno scorso – ottiene la concessione dopo regolare bando. Sino all’agosto del 2001 quando si avviano i cantieri, ma nel frattempo dai 3 milioni previsti originariamente per la realizzazione delle opere, si passa a 16, mentre si approvano varianti che giustificano la lievitazione dei costi. Per arrivare alla determina dirigenziale del 5 giugno 2008 che approva l’ultima variante per un ulteriore aumento a 23 milioni di finanziamento concedendo una proroga al completamento delle opere per la fine del 2008».PVQ_città rugby

«Nel 2009 – si legge – la Polisportiva Perconti (che ha ottenuto la concessione per il Punto Verde, ndr.) da piccola cooperativa diviene Srl. e a dicembre dello stesso anno stipula un contratto d’affitto di ramo d’azienda alla Polisportiva Vigor Perconti associazione sportiva dilettantistica (A.S.D.) che nel gennaio del 2010 stipula a sua volta un contratto di servizio per un centro estetico con la VigorSpa srl (sic). Mentre “se la cantano e se la sonano”, il Pvq comincia a lavorare senza pagare i suoi debiti garantiti dal Comune. Tanto che questo, tirato per i capelli, dopo una inutile ingiunzione, revoca la concessione e nel maggio 2012 destituisce dall’incarico di RUP l’architetto Volpe che era stato arrestato con altri due imprenditori per la vicenda del Pvq di Spinaceto. Teoricamente il Comune rientra in possesso del Punto con le sue strutture nel settembre scorso e la ragioneria Comunale intanto comincia a pagare la Bcc. Sino all’agosto di quest’anno, quando il Comune ne “riassume tutta l’esposizione debitoria”, ma ipotizza (per ora solo ipotizza) di non restituire un bel niente alla banca»

«Bella mossa – continua il quotidiano capitolino – almeno teoricamente, perché altrimenti il Campidoglio dovrà cacciare tutti i 20 milioni per le rate mai pagate dal concessionario dal settembre del 2003 all’ottobre del 2008, senza che la Bcc abbia levato un fiato in tutti questi anni. In realtà (e potrebbe accadere in futuro per molti Pvq) il Comune non rientra in possesso di un bel niente perché nonostante la revoca della concessione, non solo gli viene impedito lo sgombero, ma l’attuale gestore di fatto aggiudicatario iniziale del Pvq denominato A.S.D. Polisportiva Vigor Perconti, paga un affitto mensile di 7.500 euro, mentre la “Polispotiva Perconti srl”, vera e originaria titolare della logo vigorconcessione, risulta decaduta proprio per non aver restituito il suo debito».

Si parla di polisportiva perché lì viene ospitato il centro di allenamento di una squadra, la Vigor Perconti per l’appunto, vincitrice quest’anno dello scudetto nel Campionato Juniores.

Naturalmente adesso che viene revocata la concessione, non si potrà più giocare una partita in quel campo. Si apre quindi la domanda: nonostante il concessionario abbia agito non in modo trasparente, è giusto che a pagare sia la squadra di calcio? Oppure questa domanda, come ha detto l’assessore alla Legalità Alfonso Sabella, è solamente “un ricatto”?

Ignazio Cozzoli Poli, consigliere comunale di Forza Italia, ha le idee abbastanza chiare: «Sono uno di quei consiglieri che ha tentato di approfondire la complessa tematica dei Punti Verde Qualità e devo dire che sono abbastanza sconcertato dalle posizioni prese dalla maggioranza Capitolina. Ho personalmente visitato i punti verde di Madonnetta, di Torraccia, di Olgiata e la sede della Vigor Perconti. Vi ho trovato asili di eccellenza, verde curato, impianti sportivi straordinari e addirittura una squadra di calcio che ha vinto il campionato nazionale juniores. Spero che il Sindaco e la Giunta, prima di procedere con sfratti e revoche si siano preoccupati di salvare e garantire continuità a questo patrimonio fatto di ragazzi, lavoratori e famiglie romane». 

 

Le foto scattate da Luca Verducci al Punto Verde Qualità della Città del Rugby, tra gli 11 revocati

 

La Città del Rugby, #MafiaCapitale e i Punti Verde Qualità.Le foto dell’album e l’articolo in allegato sono a cura di…

Posted by Wild Italy on Giovedì 8 gennaio 2015

 

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Roma, Punti Verde Qualità: il caso della Vigor Perconti' have 1 comment

  1. 7 Agosto 2015 @ 11:55 am ZìPeppe

    Tutto verissimo! Ma se a pagare altri 20 milioni di € dovranno essere sempre le nostre tasse e non i responsabili di questo furto, vedrete che si continuerà questo clientelismo all’italiana. Giusto preservare i lavoratori e le attività del centro sportivo, ma non è possibile transigere su un malaffare di queste dimensioni.


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