Veramente Roma non poteva essere sciolta in base al TUEL?

Tuel, Tuel e Tuel. Evocato più volte nella questione di Mafia Capitale per giustificare il non scioglimento del Comune di Roma ma solo del Municipio di Ostia, è una sigla a cui – salvo sparuti casi – non è stato assegnato un significato da parte dei grandi media.

Emanato nell’agosto del 2000 con Giuliano Amato premier e Carlo Azeglio Ciampi alla Presidenza della Repubblica, quello che letteralmente viene chiamato Testo Unico degli Enti Locali è stato più volte emendato alla fine del 2014.

Il provvedimento, diviso in 275 articoli, tocca più temi riguardanti comuni e regioni: dalla programmazione e bilanci, alla gestione del bilancio, agli investimenti, la tesoreria e gli enti locali deficitari o dissestati.

Sia il Ministro dell’interno Angelino Alfano che il Prefetto di Roma Gabrielli hanno più volte affermato che in base a questo Tuel non era possibile, come già detto, sciogliere l’amministrazione capitolina guidata da Ignazio Marino.

Alfano, il Prefetto Gabrielli e il sindaco Marino
Alfano, il Prefetto Gabrielli e il sindaco Marino. Fonte: espresso.repubblica.it

Eppure a leggere sembra molto chiaro:

Art. 143

Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Responsabilità dei dirigenti e dipendenti

[…] i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti effettuati […] emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento e l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi alle stesse affidati ovvero che risultano tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica.

Sembra abbastanza evidente che la situazione ricalca in pieno quanto stabilito dall’articolo, con mezzo consiglio comunale rinnovato per sostituire consiglieri arrestati o indagati e con una schiera di dirigenti mandati a casa perché coinvolti nell’inchiesta (incluso il segretario generale del Campidoglio). Dello stesso avviso è anche il Viceprefetto Maria Rosaria Ingenito Gargano, segretario dell’UNADIR.

Invece il sindaco, tornato pochi giorni fa dalle vacanze ai Caraibi, sostiene che: «Quanto presentato lo scorso 27 agosto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano (la relazione sullo stato della macchina amministrativa, ndr) è una fotografia datata della situazione del Comune di Roma, che risale al 2014».

«Questo Comune ha preso decisioni importanti che abbiamo illustrato al prefetto – ha proseguito Marino – un lavoro fatto e una direzione che la città ha intrapreso quasi un anno fa, con cui possiamo dimostrare che è superata la fotografia data il 27 agosto e che questa amministrazione è cambiata rispetto agli anni della Giunta Alemanno».

A stretto giro arriva la risposta del titolare del Viminale: «Marino ha assolutamente ragione, la mia foto su Roma è datata al 2014, mentre gli ricordo che lui è stato eletto nel 2013».

Un dettaglio da non dimenticare.

SE QUESTO ARTICOLO TI E’ PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!

Matteo Marini

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Shares