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#RomaFF11: 3 Generations, identità e accettazione in una famiglia imperfetta

In anni in cui argomenti quali il gender, l’omosessualità o i diritti delle famiglie con genitori di uno stesso sesso infuocano i dibattiti e aiutano a misurare il livello sociale di un paese, spunta fuori un film come 3 Generations – Una famiglia quasi perfetta (About Ray) di Gaby Dellal, che riesce a mettere tutta questa carne al fuoco senza riuscire a bruciarsi.

Sensibilità ed equilibrio

Le tre generazioni del titolo sono quelle che compongono la famiglia un po’ disfunzionale un po’ speciale composta dalla nonna lesbica Dolly (Susan Sarandon), la madre single etero Maggie (Naomi Watts) e Ray (Elle 3 generations Elle Fanning e Naomi WattsFanning), 16enne figlia femmina di Maggie intenzionata però a intraprendere il percorso per il cambiamento di sesso. La storia si dipana intorno alle reazioni che la scelta di Ray scatena nella sua famiglia all women, con le inevitabili difficoltà da parte di nonna e madre ad accettare in toto questo cambiamento radicale. Difficoltà personali a cui poi si aggiunge un ulteriore problema, quello rappresentato dalle carte per il consenso legale per il cambiamento di Ray: serve infatti la firma del padre, scomparso però dalla vita delle donne anni prima.

3 Generations, presentato all’interno della sezione Alice nella Città dell’11^ Festa del Cinema di Roma dopo essere passato per il Toronto International Film Festival 2015, nonostante il tema ostico, riesce a non risultare moralizzatore o fastidiosamente melodrammatico. Sensibilità ed equilibrio sono infatti le due parole chiave della pellicola di Gaby Dellal, che riesce a mostrarci con “normalità” i problemi di una famiglia che in teoria di normale ha ben poco.

3 Generations tratta sì un problema sociale serio ed estremamente attuale, ma non rivolge lo sguardo all’esterno, alle difficoltà di Ray nel rapporto con un mondo che potrebbe non capire quello che gli sta succedendo. L’attenzione è invece rivolta all’interno della famiglia del giovane, in cui non si giudica ma si vuole molto bene, e per questo si soffre per paura delle difficoltà che il futuro potrebbe serbare. I temi messi in campo sono dunque quelli dell’identità, ma anche dell’amore e dell’accettazione, anche quando i timori sono tanti e i dubbi numerosi.

La bellezza dell’imperfezione

Il film risulta delicato e armonioso, grazie alla scelta di rimanere sul registro della commedia (contenuta anche sul piano della durata) e di evitare un’osservazione morbosa del cambiamento di Ray, a cui dà cuore e volto una bravissima Elle 3 generations Elle FanningFanning, che rinuncia all’algida e femminea bellezza esibita in The Neon Demon per abbracciare le fragilità e le speranze di Ray, ancora donna nel corpo ma dallo sguardo cristallino rivolto a un futuro di sogni da realizzare, da maschio, mentre attraversa in skateboard la città.

Ad affiancarla le sempre lodevoli Naomi Watts e Susan Sarandon, dai personaggi disastrati e imperfetti ma belli anche così, lontane dallo stereotipo desueto di famiglie da Mulino Bianco.

Con 3 Generations non siamo di fronte a un film rivoluzionario né a una pellicola potente di quelle che rimangono indelebilmente dentro. Eppure nel suo piccolo è un’opera importante e coinvolgente, che in molti dovrebbero vedere per rivalutare la propria concezione di normalità. E, cosa principale, la sua visione per qualcuno potrebbe davvero fare (positivamente) la differenza.

3 Generations sarà al cinema dal 24 novembre con la distribuzione di Videa.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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