Captain Fantastic

#RomaFF11: Captain Fantastic, un’adorabile famiglia disfunzionale

Attenzione! A sentir parlare di Captain Fantastic, si potrebbe pensare di trovarsi di fronte all’ennesimo cinecomic. Niente di più sbagliato. Basti pensare che al centro della storia raccontata dal regista Matt Ross, alla sua opera seconda da regista dopo una prolifica carriera d’attore, c’è la famiglia decisamente speciale di Ben Cash (Viggo Mortensen), padre di sei figli che da anni si è trasferito a vivere con loro in una foresta del nord della California.

I ragazzi non vanno a scuola ma la loro cultura è vastissima. Festeggiano il compleanno di Noam Chomsky invece che il Natale. Sanno cacciare, scalare montagne, combattere e il padre non si fa problemi a spiegare anche ai più piccoli concetti adulti della vita. Un’improvvisa tragedia familiare li costringe tuttavia ad abbandonare per un po’ il loro Eden e a confrontarsi col mondo esterno, dove Nike è una marca di scarpe e non la dea greca, e la Coca-Cola è una delle bevande più amate è non “acqua avvelenata”. Un’esperienza che costringe Ben a rivedere il suo ruolo di padre e l’educazione dei figli.

Un on the road emotivo

Poche storie. Captain Fantastic è una delle sorprese più belle dell’11^ Festa del Cinema di Roma, sezione Alice nella città. Quella di Ben è una meravigliosa famiglia CAPTAIN FANTASTIC Viggo Mortensendisfunzionale alla Wes Anderson ma in versione Into the Wild, che innesca una delle riflessioni più interessanti e commoventi su cosa significhi essere genitore e voler bene ai propri figli.

Matt Ross solo apparentemente vuol analizzare un modello di vita in isolamento, che applica anche troppo radicalmente l’anticapitalismo. Al regista, anche sceneggiatore di Captain Fantastic, interessa infatti più che altro il viaggio emotivo (oltre che fisico, visto che siamo di fronte a una commedia on the road) di Ben. La grandezza del film è quella di aprirsi a più possibilità e opinioni.

Punti di vista diversi

Riusciamo a comprendere e più volte apprezzare la visione di Ben, personaggio per il quale Viggo Mortensen offre un’altra ottima interpretazione, avvertiamo l’amore che prova per i figli e il desiderio limpido e puro che possano formarsi delle opinioni proprie, che imparino a non accontentarsi delle facili parole ma a farle sempre seguire dai fatti. La speranza che possano essere davvero non conformati alla massa ma unici al mondo, come indicato dai nomi inventati che ognuno di loro porta. Ma al tempo stesso non possiamo che abbracciare anche la visione del nonno Jack (Frank Langella), non il classico antagonista ma la rappresentazione di un altro punto di vista, secondo il quale lo stile di vita di Ben è sbagliato e deleterio per i suoi figli.

CAPTAIN FANTASTIC castCaptain Fantastic è folle, divertente, toccante. Tra battute folgoranti, rese ancor più tali quando a pronunciarle sono i sei giovani Cash, e momenti talvolta poetici talvolta didattici, lo spettatore non può che porre a se stesso il quesito su quella che potrebbe essere la strada giusta da adottare, su come agiremmo noi al posto di Ben. Anche se, forse, una risposta “vera” e definitiva non c’è. Il concetto chiave diventa allora quello di adattamento, per il bene di chi ci sta accanto.

Da lacrimuccia commossa la scena legata alla cover di Sweet Child O’ Mine dei Guns N’ Roses, in cui discussioni e recriminazioni lasciano il posto a ciò che davvero conta in una famiglia, l’affetto sincero e la voglia di stare insieme, in una foresta o in una casa tradizionale che sia.

Captain Fantastic sarà al cinema dal 15 dicembre con Good Films.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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