Genius

#RomaFF11: Genius, l’importanza immortale della parola

Arriva alla Festa del Cinema di Roma – dopo un passaggio anche al Festival geniusdi Berlino – una nuova opera cinematografica che parla di scrittura, dell’arte di scrivere: Genius, prima prova dietro la macchina da presa per Michael Grandage, già regista teatrale e produttore.

Nel cast della pellicola, in lavorazione già dal 2014, star del cinema come Colin Firth, Jude Law, Nicole Kidman, Laura Linney e Guy Pearce.

SINOSSI.

New York, 1929. Maxwell Perkins (Colin Firth) lavora come editor principale nella casa editrice Scribner’s Son. Dopo aver scoperto e lanciato nel panorama letterario personaggi quali Francis Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway, un giorno piove sulla sua scrivania, sottoposto da un collega, un manoscritto di circa mille pagine dal titolo “O Lost”. L’autore è Thomas Wolfe (Jude Law), giovane scrittore con la voglia di emergere.

In seguito ad una lettura tutta d’un fiato, Perkins decide di incontrare Wolfe – fidanzato da poco con Aline (Nicole Kidman) che lo considera un suo protégé – per comunicargli la sua volontà di pubblicare il libro. Da quell’incontro/scontro nascerà una proficua collaborazione e una bella amicizia.

UNA SIMBIOSI PROFONDA TRA DUE PERSONAGGI GENIALI.

Basandosi sulla biografia “Max Perkins. Editor of Genius”, ilfilm di debutto di Grandage non è il classico lavoro improntato sulla genius-nicole-kidmanvita di un personaggio (anche se in alcuni frangenti segue pedissequamente il modello).

L’idea che sta alla base della sceneggiatura scritta da John Logan è ovviamente il focus su Perkins, un uomo che non si toglie il cappello neanche a tavola, che quando legge una proposta di libro si isola da tutto il resto – inclusa sua moglie Louise (Laura Linney). La volontà del regista e dello sceneggiatore è quella di sottolineare l’importanza che, in un grande romanzo, riveste il curatore editoriale – magari in forma defilata – che deve comprendere il libro, correggerne i refusi, capirne le potenzialità commerciali e correggere i difetti. La pubblicazione che ne uscirà, però, come si chiede Perkins stesso, sarà migliore o snaturerà l’opera originaria?

Ovviamente la relazione che intercorre tra Perkins e Wolfe non è in secondo piano. Il primo, pacato, serio, grigio e responsabile; il secondo eccessivo ai limiti della recitazione teatrale (e qui si nota l’impronta del regista), sregolato, capace di relazionarsi solo con i propri scritti (che ama quasi e quanto le donne), prodotti ossessivamente ogni giorno.

Tra i due, Grandage inserisce le figure (azzeccate), di Fitzgerald (Guy Pearce) ed Emingway (Dominic West). Se ci fosse stato Adrien Brody nei panni di Dalì si poteva ricreare il parterre di Midnight in Paris (anche se qui il tono è decisamente diverso).genius-film-firth-law

Buona, anche se un po’ troppo accentuata, la tonalità seppia scelta per le riprese.

Unica nota negativa, che condiziona un po’ Genius, è spesso l’eccessivo strabordare nell’opera teatrale o comunque il fatto che si percorra continuamente la linea di confine che separa le due forme di recitazione.

Ininfluenti, o comunque appena accennati, i ruoli delle due consorti dei protagonisti, interpretate comunque da due attrici di peso come Kidman e Linney.

Genius, attraverso lo scontro tra due personalità che sembrerebbero all’apparenza incompatibili, ci sprona a riflettere sulla forza che riveste la parola, con la sua aura di immortalità, e sul fatto che – se ancora oggi abbiamo in mente le fulgide parole degli Hemingway, degli Scott Fitzgerald e dei Wolfe – il merito va anche ai “Genius” dietro ai geni.

Questo film è dedicato a tutti coloro che, nell’oscurità dei propri uffici, nei backstage e nel loro piccolo, cambiano le cose e lasciano un segno nella storia.

Genius sarà nelle sale italiane dal 10 novembre con Eagle Pictures.

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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