Kids in Love

#RomaFF11: Kids In Love, amori (noiosi) ai tempi di una Londra indie

Quando si vuole affondare le mani nel classico cliché e nella storia trita e ritrita del giovane “perfettino” che decide di deviare dal percorso stabilito, qual è il risultato? Ovvietà e noia, conditi almeno da una buona colonna sonora e da un’atmosfera hipster londinese. Sono queste le (fragili) fondamenta di Kids In Love, firmato da Chris Foggin, alla sua prima prova con un cortometraggio.

SINOSSI.

Londra ovest, estate. Jack (Will kidsinlovePoulter) è un giovane neo diplomato in procinto di iniziare il suo anno sabbatico prima del college. Nei suoi piani c’è un viaggio in Sud America con l’amico di sempre Tom (Jamie Blackley) e un futuro da praticante avvocato come vogliono i suoi genitori.

Un giorno, mentre lavora distribuendo volantini per conto di una onlus, Jack incontra Evelyn (Alma Jodorowsky), affascinante ragazza parigina un po’ boehemien. Travolto da questa nuova conoscenza e dalle nuove amicizie che questa porta, la sua vita cambia.

Jack capisce che la sua esistenza era condizionata da persone esterne che volevano imporgli qualcosa, un frammento di vita. La rottura con la famiglia e le sue vecchie cerchie di relazioni è inevitabile.

Ma cosa porterà questo farsi trascinare in un nuovo ed etereo mondo, accantonando il proprio futuro?

NOIA, NOIA, NOIA

Per addentrarsi nei rapporti interpersonali tra adolescenti o si ha un’idea vincente, altrimenti non si aggiunge nulla di nuovo e si scade nel già visto, realizzando per altro un prodotto superficiale.

Foggin nonostante abbia lavorato in film inglesi di successo come The Iron Lady e abbia riscosso unanimi apprezzamenti per due suoi cortometraggi (Friend Request Pending eThat Night), per il suo primo film fa il passo più lungo della gamba e va completamente fuori strada.

kids-in-loveI personaggi che mostra sullo schermo sono piatti, inespressivi. Non appare evidente la perdita della bussola nel protagonista né i tratti caratterizzanti dei personaggi di contorno (inclusa Cara Delevingne, ampiamente sottosviluppata e relegata quasi ad un cameo). Il racconto è un mix di tutto: amori persi e ritrovati, amicizie, litigi. Un mix che lascia solo confusione e nulla di significativo.

Almeno le ambientazioni londinesi e la colonna sonora sono due scelte azzeccate e rendono l’idea di un ambiente hipster/indie molto evanescente e coerente con la trama proposta.

“Quando ho letto per la prima volta la sceneggiatura di Kids in Love – ha dichiarato Foggin – sono stato subito catturato dall’idea che questo film potesse diventare un riferimento per la generazione dei teenager contemporanei. Il senso del film è sempre stato “un film di ragazzi e per ragazzi”, un topic vincente”.

Siamo sicuri che basti solo aver azzeccato il topic e aver replicato una versione forse migliorata e leggermente diversa di Tre Metri Sopra Il Cielo?

Kids In Love è in concorso alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Panorama di Alice Nella Città.

 

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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