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#RomaFF11: Kubo e la spada magica, il potere del racconto

C’è spazio anche per l’animazione alla Festa del Cinema di Roma 2016. Perfino di sapore artigianale come quella offerta da Kubo e la spada magica, presentato nella sezione Alice nella città, Concorso Young/Adult. Già sulla carta l’opera prima di Travis Knight presenta ottime credenziali: produzione dello studio di animazione Laika, musiche del premio Oscar Dario Marianelli, un cast vocale (in originale) composto da grandi nomi. Kubo e la spada magica adotta immancabilmente la tecnica d’animazione che costituisce il marchio di fabbrica della Laika, la stop-motion, per immergere lo spettatore in una storia (letteralmente) magica ambientata in un Giappone antico immaginario.

Il ritorno della Laika

Protagonista è il piccolo Kubo (Art Parkinson), cantastorie della sua città che si occupa da solo della madre Kubo e la spada magica(Charlize Theron), una donna che sembra afflitta da un male emotivo che la rende assente dai fatti del mondo. Un giorno Kubo, nonostante le raccomandazioni della genitrice, compie l’errore di rimanere fuori casa dopo il tramonto. Uno sbaglio che gli costerà l’arrivo di uno spirito maligno legato alla sua famiglia.

L’unica speranza di Kubo per sfuggire alle grinfie di chi gli dà la caccia (Rooney Mara, Ralph Fiennes), è a quel punto quella di trovare tre pezzi di un’armatura leggendaria una volta appartenuta al suo defunto padre (Matthew McConaughey), un formidabile guerriero samurai. Per raggiungere lo scopo, Kubo verrà affiancato da impensabili alleati, che lo aiuteranno a svelare il segreto dietro la sua famiglia.

Parola e memoria

Dopo averci regalato capolavori come Coraline e la porta magica e opere sempre meritevoli quali ParaNorman e Boxtrolls – Le scatole magiche, la Laika sforna un altro delizioso film animato curato sotto tutti i punti di vista. L’animazione offre al tempo stesso l’incanto nostalgico della stop-motion e la fluidità della CGI, mentre la storia ha in sé epicità, commozione e divertimento, il tutto sempre trattato con sensibilità e attenzione.

Quella che in Kubo e la spada magica viene celebrata è la forza magica dello storytelling (nel film legato soprattutto all’unione di parola e origami) e l’importanza della memoria, capaci di evocare mondi segreti, superare difficoltà, far vivere per sempre chi ci è caro e ha reso speciale la Kubo e la spada magicanostra esistenza. Nonostante la storia raccontata da Travis Knight possa infatti sembrare una fiaba dall’impianto classico con poco da offrire oltre il già visto, cela in realtà in sé una maturità e una forza riflessiva rare che ne rendono la visione adatta a un pubblico variegato, non per forza giovanile.

La magia maneggiata dal piccolo Kubo sembra avere in sé un potere reale quanto emotivo, legato alla scoperta dell’identità e delle proprie radici, che rende Kubo una storia che mescola con successo elementi della fiaba, del romanzo di formazione, del tipico Viaggio dell’Eroe. Tra i sottotesti ricorre anche il fil rouge dei legami familiari che vanno oltre i limiti fisici, dell’affetto che non bada a chi vuol ostacolarlo ma sempre vince, facendosi eterno ricordo.

Agrodolce e malinconico, Kubo e la spada magica infila un altro delizioso titolo nell’archivio speciale che la Laika sta pazientemente componendo.

Kubo e la spada magica sarà al cinema dal 3 novembre con Universal Pictures.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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