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#RomaFF11: Moonlight, alla ricerca di se stessi

moonlight 2016L‘edizione numero 11 della Festa del Cinema di Roma, che come sempre si svolge all’Auditorium Parco della Musica, si apre con Moonlight, pellicola scritta e diretta da Barry Jenkins già proiettata al New York Film Festival e al Toronto International Film Festival.

Basato sull’opera teatrale In Moonlight Black Boys Look Blue di Tarell Alvin McCraney il film vede protagonisti Trevante Rhodes, André Holland, Janelle Monáe, Naomie Harris, Mahershala Ali, Ashton Sanders e Jharrel Jerome.

Sinossi

Chiron è un giovane afroamericano che vive in un quartiere di Miami dove regnano droga e violenza. Seguendo la crescita del ragazzo dall’infanzia all’età adulta assistiamo alla lotta quotidiana del protagonista per trovare la sua strada attraverso la scoperta di sé, della sua sessualità e dell’amore per il suo migliore amico.

Romanzo di formazione

moonlight 2016 roma ff11Chi sono io? È questo ciò che si chiede e a cui prova a dare risposta Jenkins nel suo Moonlight. Il regista porta sullo schermo la travagliata storia di un giovane afroamericano che sta cercando di scoprire il suo vero io. Una scoperta non facile per una ragazzo timido che vive in una comunità – la classica periferia americana – dove chi è diverso è vittima di bullismo.

Chiron è un ragazzo taciturno, introverso, pieno di rabbia e paura. Incapace di esprimere i propri sentimenti avrà la più classica delle crisi di nervi che lo porteranno a compiere un gesto che lo segnerà per tutta la vita. Il cineasta sottolinea come ogni nostra scelta influisce sul nostro futuro e di come sta a noi poi decidere come continuare il nostro percorso.

Se Moonlight convince dal punto di vista dei personaggi presenti, in particolare il protagonista, presentati tutti come degli sconfitti e di come solo alcuni di loro avranno la forza di provare a sistemare le cose, non convince per quanto riguarda la storia che risulta lacunosa e priva di appeal.

Jenkins racconta una vicenda che manca di spessore e che anche a causa del ritmo fin troppo blando non riesce a conquistare lo spettatore ed invogliarlo a sapere cosa succederà a Chiron. Inoltre non si entra minimamente in empatia con il protagonista o con gli altri personaggi presenti.

Decidendo di dividere la storia in tre capitoli – corrispondenti all’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta – il regista riesce a dare più enfasi e importanza ad ognuna delle fasi moonligh filmdella vita del protagonista. Si viene così portati nei momenti di vita più importanti di Chiron, quei momenti che lo segneranno facendolo diventare infine adulto. Il problema di tale divisione è che l’esistenza del personaggio risulta troppo frammentata e quindi poco dettagliata, lasciando senza spiegazioni o non approfondendo situazioni che avrebbero aiutato a capire meglio la vicenda e il personaggio.

Non deludono invece la regia di Jenkins che grazie alla vicinanza ai personaggi e ai molti primi piani riesce a farci capire cosa provino senza bisogno di parole, anche se a volte sembra si limiti a fare il minimo indispensabile, e la prova attoriale del cast in grado di restituirci personaggi veri, pieni di dubbi, ansie e paure.

In definitiva Moonlight è una pellicola che convince a metà poiché è in grado di trattare con sensibilità un tema delicato e in cui è molto facile riconoscersi, ma che non riesce a catturare del tutto lo spettatore a causa di una storia formato spezzatino e di un ritmo non propriamente coinvolgente.

 

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About

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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