Snowden

#RomaFF11, Snowden: Oliver Stone racconta l’uomo che scoprì il Datagate

snowdenInternet, email, chat, social network. Cosa accadrebbe se il mondo sapesse che un “Grande Fratello” può accedere a tutto ciò che scrivete, postate privatamente? Senza una ragione apparente, senza un sospetto che voi possiate essere una minaccia. E’ questa la domanda che riecheggia in Snowden, primo film biografico sulla vita dell’ex consulente dell’Nsa che si rese protagonista della più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi segreti americani (il Datagate).

La pellicola, in concorso all’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma (e nelle sale italiane dal 24 novembre), è firmata da Oliver Stone, alla sua ventesima fatica cinematografica in 42 anni di carriera.

SINOSSI.

Hong Kong. Il 29enne Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt), ex informatico della CIA e dell’NSA, accoglie in una camera d’albergo Laura Poitras (Melissa Leo), documentarista intenzionata a girare quello che diventerà Citizenfour snowden-lindsay(Premio Oscar per il miglior documentario nel 2015) e i giornalisti del The Guardian Glenn Greenwald (Zachary Quinto) e Ewen MacAskill (Tom Wilkinson).

A loro Snowden racconterà, con dovizia di particolari, la sua storia, il suo rapporto con la fidanzata Lindsay (Shailene Woodley) e l’esistenza di programmi di sorveglianza massiccia, programmi segreti che il governo degli Stati Uniti usa per controllare sia leader stranieri che i propri cittadini e i cittadini di tutto il mondo.

CONOSCERE PER DELIBERARE: LA LOTTA DI SNOWDEN PER LA VERITA’

Che effetto fa sapere che, davanti al proprio computer, si può controllare le vite di milioni di cittadini, americani e non? Come si reagirebbe, avendo in mano questo potere?

L’intento di Oliver Stone con questo Snowden – biopic su una delle figure più discusse degli ultimi anni – è quello di interrogarsi su quali motivazioni spingono un ragazzo ansioso di servire il suo paese in un ricercato, in un fuggitivo, braccato per aver rivelato qualcosa che andava tenuto nascosto. Le domande che la pellicola solleva sono tante e ruotano sostanzialmente intorno a quanta libertà siamo disposti a sacrificare per far sì che il governo ci “protegga”.

Nonostante sia stato realizzato già in passato il fortunato documentario di Laura Poitras, Citizenfour, bene ha fatto Stone a continuare il lavoro, raccontando sia il ragazzo Snowden che si arruola per servire il paese, viene “scartato” per via di un problema alle gambe e viene preso come informatico, sia il brillante impiegato dell’Nsa che scopre il più grande sistema di snowden-oliver-stonecontrollo globale – economico e sociale – e decide di rivelare al mondo la verità, perché “il terrorismo è solo una scusa”.

Ottima la scelta di Joseph Gordon Lewitt, perfettamente a suo agio nel ruolo di protagonista e tremendamente somigliante al personaggio reale sia fisicamente che nei modi.

Snowden è un manifesto della libertà di espressione, della verità come unica fonte di libertà di un popolo che possa dirsi consapevole. Conoscere per deliberare, si diceva un tempo ed Edward Snowden ha avuto solo questa come stella polare mentre trasferiva quella mole di dati su una memory card.

Spia o eroe, questo giovane del Maryland ha deciso di privarsi della propria libertà (al momento vive in Russia, paese che gli ha concesso asilo) per far sì che ognuno di noi possa avere la possibilità di conquistare la propria.

Nonostante tutto ciò, però, oggi Snowden è riuscito a costruirsi una nuova vita (come afferma lui stesso in una scena del film).Un’esistenza nella quale: “Non devo più preoccuparmi di cosa succederà domani, perché sono felice di quello che ho fatto oggi”.

Come dargli torto?

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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