Stan & Ollie

RomaFF13: Stan & Ollie, il duo comico rivive al cinema con un omaggio delicato e convincente

Stan & Ollie è la storia d’amore, densa di umanità, di due amici/artisti con il proprio pubblico. Un omaggio sincero e delicato a due giganti del cinema che hanno fatto la storia

 

Fonte: Cinematografo.it

E’ la fine degli anni ’20 quando, sul grande schermo, compare una coppia comica che farà ben presto la storia del cinema: Stan Laurel e Oliver Hardy, Stan & Ollie.

Dal 1927 al 1950 i due sono apparsi in oltre 107 film, posizionandosi tra i pochi “esperimenti” che – partendo dal cinema muto – hanno retto l’entrata del sonoro, non perdendo una virgola della propria efficacia recitativa.

La storia di questi due artisti rivive a distanza di anni con Stan & Ollie, pellicola in concorso alla Festa del Cinema di Roma diretta da Jon S. Baird (Cass, Filth), 45enne scozzese con un passato alla BBC e all’attivo un parterre di collaborazioni degne di nota (Martin Scorsese, Danny Boyle, Jim Carrey, Mick Jagger, Terrence Winter).

Il cast vede, nei panni di Stanlio & Ollio, rispettivamente Steve Coogan (The Dinner, L’unica, A Modern Family, vincitore del Bafta per la sceneggiatura di Philomena) e John C. Reilly (Il Racconto dei racconti, Kong: Skull Island, The Sisters Brothers).

A seguire troviamo: Nina Arianda (Midnight in Paris, Florence), Shirley Henderson (Mirtilla Malcontenta nei film di Harry Potter, Bridget Jone’s Baby, T2 Trainspotting), Danny Huston (Big Eyes, Wonder Woman) e Rufus Jones (The foreigner, The ghoul).

SINOSSI

Stanlio (Steve Coogan) & Ollio (John C. Reilly) sono un duo comico conosciuto in tutto il mondo. A distanza di 16 anni dall’apice della loro carriera, ormai anziani, sentono di aver perso il contatto col pubblico, che non sono più loro al centro della scena. Per fare qualcosa decidono di accettare e prendere parte ad una tournée teatrale in Inghilterra organizzata in loro onore da un impresario.

Fonte: Lucky Red

Nonostante gli inizi non facili e le platee quasi deserte, i due non si perdono d’animo e ogni sera vanno in scena divertendosi e divertendo gli intervenuti. Progressivamente il tour acquisisce successo e notorietà. Eppure, nonostante questo, vecchi rancori e tante cose non dette sembrano affiorare in superficie, minacciando l’unione artistica e umana dei due protagonisti. A tutto questo si aggiunge la salute, ormai cagionevole, di Oliver.

DUE ARTISTI AL TRAMONTO CHE VOGLIONO DIVERTIRE E DIVERTIRSI

Tutti noi, almeno una volta, abbiamo visto anche un frammento di sketch di Stanlio & Ollio o abbiamo ascoltato l’inconfondibile The Cuckoo Song. Le repliche dei loro film per anni hanno inondato le emittenti televisive generaliste, riuscendo sempre a strappare una risata di gusto.

Fermarsi però a capire la persona oltre la maschera, dietro alla scenografia e al palcoscenico, senza dubbio è sempre interessante perché racconta spaccati e momenti densi di umanità.

Jeff Pope, sceneggiatore di questo film e già sceneggiatore – accanto a Steve Coogan – di Philomena, coglie questa esigenza e insieme al regista Jon S. Baird decide di affrontare questo “capitolo” in maniera per nulla scontata.

Sarebbe stato infatti facile raccontare cronologicamente come sono nati i due artisti e come si sono incontrati sul set, fino a diventare il duo che tutti hanno presto conosciuto. Baird e Pope decidono invece di “mandare avanti veloce” e di raccontare Stanlio & Ollio sul viale del tramonto.

Fonte: eblnews.com

I protagonisti vengono ritratti al finire della loro carriera ma con una gran voglia di continuare a stupire e a intrattenere quel pubblico che tanto bene ha voluto loro. In questo Steve Coogan e John C. Reilly giganteggiano, con una performance attoriale degna di una nomination all’Oscar. Non tutto è merito dei costumi e del trucco, anche se mantenuti al minimo. Entrambi sono entrati nel pieno del loro personaggio, riuscendo a coglierne gesti e movenze in una maniera veramente impressionante.

Il tour è la location e il contesto perfetto per questo scopo. La metafora del viaggio che cambia chi lo compie e lo porta a riflettere sulla strada che ha percorso. Ed è proprio ciò che la coppia fa durante le varie tappe, in cui vengono nuovamente alla luce episodi mai chiariti e incomprensioni.

UN FILM DELICATO PER UN GRANDE OMAGGIO

La sceneggiatura, qui più che in altri film, è determinante. Determinante perché mostra i personaggi nella vita di tutti i giorni, con la stessa verve comica che viene portata in scena. Loro sono così. Punto.

La sfida del colore, del trasporre una rappresentazione della loro vita che non fosse in bianco e nero si rivela vincente. La resa viene adattata in base al luogo in cui si svolgono le scene e in base agli stati d’animo (il sogno, la malattia di Oliver, il successo del tour) alternando tonalità cupe a quelle decisamente più vivide (che ricordano Gran Budapest Hotel).

Nulla è accentuato più del dovuto. Stan & Ollie è un film delicato e un eccezionale omaggio a due giganti perché racconta, in fondo, una storia d’amore. E’ la storia d’amore (non quello scontato) tra due amici diventati tali quasi per caso (fu il produttore Hal Roach, interpretato qui in maniera convincente da Danny Houston, a metterli insieme) ma che, in tanti anni di carriera (e soprattutto durante la tournée), diventano legati come fratelli.

Fonte: widemovie.it

E’ la storia d’amore tra due artisti e il palcoscenico, il pubblico. L’unica cosa che conta. L’amore per quell’applauso di riconoscimento a fine spettacolo.

Ma è anche la storia d’amore tra i due e le rispettive consorti Ida Kitaeva Laurel (Nina Arianda) e Lucille Hardy (Shirley Henderson), vero e proprio secondo duo comico accanto ai propri mariti (fantastici gli scambi e le “frecciatine” che volano).

Stan & Ollie è il canto del cigno di due geni dello spettacolo. Due geni che, pienamente soddisfatti, fanno un ultimo inchino esclamando: “E’ stato bello, finché è durato”. E noi, con gli occhi lucidi per le risate miste a commozione, riusciremo solo a dire “Grazie!”

 

Stan & Ollie sarà al cinema nel 2019, distribuito da Lucky Red

 

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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