Ruth & Alex – l’amore cerca casa: eroi romantici dei giorni nostri?

A volte quando entriamo in sala abbiamo già la presunzione di sapere cosa starà per accadere davanti ai nostri occhi: valutiamo il cast, la produzione (e per i più appassionati anche il nome del regista) e tanto ci basta per farci già un’idea della pellicola che ne verrà fuori. Ma è sempre così?

Le premesse per Ruth & Alex – l’amore cerca casa, erano davvero fenomenali: mostri sacri come Morgan Freeman e Diane Keaton, la regia imprevedibile del poliedrico Richard Loncraine, una storia d’amore ai nostri tempi. Tutto perfetto, o quasi.

Ruth e Alex sono una coppia di vivacissimi anziani, sposati da quarant’anni e da altrettanti residenti in una piccola casa dal fascino antico a Brooklyn. Vivono serenamente con la loro cagnolina Dorothy e hanno l’esigenza di cambiare abitazione a causa della mancanza delle rampe di scale nel palazzo, che rappresenta un ostacolo per la loro età.

Fonte: cinematographe.it

Fonte: cinematographe.it

Essendo inoltre un quartiere estremamente richiesto nel mercato immobiliare, decidono di rivolgersi alla nipote di lei, Lily (la bravissima Cynthia Nixon) che essendo del settore avrebbe potuto aiutarli a fare un buon affare.

I continui cambiamenti e le emozioni intense che una svolta così netta dà alla vita dei due anziani, li porteranno a chiedersi quanto davvero desiderano lasciarsi alle spalle una vita fatta di difficoltà, certo, ma anche di grande amore.

La storia, adattata dal romanzo omonimo di Jill Ciment, racconta come sia possibile fare in modo che gli ultimi anni della propria vita non siano per forza destinati ad un costante declino e come ogni stand-by sia una buona occasione di riprendere in mano la propria vita.

Locraine ce l’ha messo davvero tutta, ha scelto gli attori giusti, la tecnica è buona, ma si ha la sensazione che qualcosa manchi. Approfondimento dei personaggi? Forse.

Quando si hanno davanti due attori del calibro della Keaton e di Freeman ci si aspetta che sappiano interpretare e valorizzare qualsiasi tipo di sceneggiatura, ma di certo si devono fornire tutti gli strumenti possibili perché ciò avvenga. I tentativi ci sono, tramite anche la tecnica del flashback che permette di rivivere parecchie delle emozioni provate dai due giovani sposi, ma si ha l’impressione che le scene siano quasi decapitate, mancanti sempre di qualcosa.

Buona la tecnica; la fotografia, ricercata ma anche delicata e il montaggio non troppo articolato che rispecchia la tranquillità di una storia d’amore decennale, in cui semplicemente i due si amano perché non potrebbero non farlo.

Il problema è che non convince questa descrizione, quasi a voler essere un alibi per non costruire qualcosa di sorprendente anche nella quotidianità.

Tentativo perso, quindi, di raccontarci una vita d’amore profondo e senza Sturm und Drang, che non debba però per questo fluttuare nell’anonimato.

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About

Studentessa di Medicina a Tor Vergata, unisce all'amore per la Scienza, quello per l'Arte. Fin da piccola ama la letteratura, la poesia, le arti visive ed il cinema, fornendo con piacere il suo parere da appassionata su questi temi. COLLABORATRICE SEZIONE CINEMA


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