Rom

Censimento dei Rom e accuse di “nazismo”: un’occasione mancata per tacere

La confusione degli ultimi tempi ci porta – paradossalmente – a dover spezzare una lancia a favore di Matteo Salvini.
La questione nasce dalle dichiarazioni del ministro agli Interni in una trasmissione televisiva locale dove si parlava di sicurezza e Rom. L’inquilino del Viminale risponde quindi alle domande del giornalista in studio.

Come si può ascoltare dal video, il discorso non parla espressamente di censimento, ma di vedere come e dove i Rom vivono (e soprattutto con quali mezzi). Inquietante e pesantemente razzista è la seconda parte dell’eloquio, quando afferma: “i Rom italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere”.

Non essendo un uomo particolarmente brillante d’intelletto (o è questo che vuole far credere), ma un troll da web, il leader del Carroccio ha subito tradito le sue vere intenzioni: fare un po’ di casino sulla pelle dei nomadi per accontentare il suo elettorato così assetato di sicurezza a buon mercato.

Una dichiarazione infelice che andava bollata (e cavalcata) dalle opposizioni nella sua ignoranza e xenofobia solo riguardo la seconda parte. Si è invece aperta una cagnara inutile sulla prima che purtroppo ha fatto (e farà) solo il gioco di Salvini.

Di reazioni così ce ne sarebbero a decine, ma qui abbiamo riassunto solo le migliori.
Durissimo anche Roberto Saviano

Dello stesso tenore anche Emanuele Fiano (PD)

Durissime le Comunità ebraiche: “l’annuncio di un possibile censimento della popolazione rom in Italia preoccupa e risveglia ricordi di leggi e misure razziste di appena 80 anni fa e tristemente sempre più dimenticate”. In una nota Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, ricorda come in questo momento “non c’è ricerca del consenso, non c’è ansia di ordine pubblico che giustifichi la proposta inquietante di enucleare specifiche categorie sociali di cittadini, di censirli e di sottoporli a speciali politiche di sicurezza solo a loro riservate”.

L’unica ad aver azzeccato il nocciolo è stata – bontà sua – Laura Boldrini

Un fronte d’opposizione davvero forte e autorevole avrebbe dovuto giocare sull’ignoranza del ministro degli Interni, che crede di sapere tutto sul tema della “sicurezza” anche se è una materia di cui non sa nulla.
Avrebbero potuto ricordargli – come ha fatto Boldrini – che fare queste “schedature” è inutile non perché non serva non sapere chi stia sul nostro territorio, ma perché le leggi le vietano e poi perché sono state già fatte.

Come racconta il Quotidiano.net una sorta di censimento è stato già fatto dall’Istat nel 2017 e ci ha dato una radiografia della situazione. I rom e i sinti nel nostro Paese sono fra i 120 mila e i 15o mila. Il 43% sono italiani, il 19% di origine iugoslava e 3 mila sono apolidi, quindi senza cittadinanza. Proprio su questi ultimi bisognerebbe intervenire: se sono apolidi non possono andare a scuola, accedere ad un ospedale e avere un lavoro. La probabilità che delinquano è quindi molto alta.

Per tutti questi motivi sarebbe utile riformare la legge sullo “ius soli” dando loro la possibilità di ottenere il passaporto italiano e facendoli entrare in un programma di inserimento sociale.

Razzista è l’idea di Salvini quando pensa che certamente i rom vivano di furti e rapine. Per quale motivo, invece, non ha proposto di fare uno studio su come vivano i 10 milioni di “italianissimi” evasori che ogni anno ci rubano dai 150 ai 200 miliardi di euro con l’evasione fiscale?
E perché non ha previsto un censimento e una lotta senza quartiere all’organizzazione mafiosa che hanno messo su i nomadi stanziali del litorale romano, ovvero il clan Spada a Ostia?

Ma come si sa, combattere la mafia e l’evasione è difficile e non porta (facili) voti.

Su questo le opposizioni avrebbero dovuto battere forte e invece si sono incagliati nel citare le (fu) leggi razziali e la celebre frase di Brecht

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare

Finendo con l’accostamento ai nazisti. Ma essi l’identità ai Rom gliela tolsero tatuando un numero sulle loro braccia, relegandoli in un ghetto e perseguitandoli.

Infine, Salvini vuole vederci chiaro su come vengano spesi i fondi europei destinati all’integrazione dei Rom.
Sarebbe utile che ci renda partecipi di questa sua indagine, visto che per gli anni 2014-2020 l’Italia ha ricevuto 7 miliardi di euro, mai spesi per l’integrazione (vera) delle popolazioni nomadi. A fare l’esposto in Procura sono state proprio le loro associazioni, che hanno denunciato lo stato d’abbandono in cui vivono ogni giorno.

Aspettiamo fiduciosi.

 

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About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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