San Andreas, un trionfo di esagerazioni

sanandreas0005California, giorni nostri. Lawrence è un ricercatore che ha dedicato la sua vita allo studio dei terremoti. Ma essa è destinata a trasformarsi in incubo quando, insieme ai suoi collaboratori, intercetta una serie di scosse sismiche di potenza sempre maggiore. Mentre la catastrofe si scatena una famiglia spezzata cerca di ricongiungersi in una Los Angeles prossima al collasso.

Il ritorno di Dwayne Johnson in questa nuova pellicola firmata Brad Peyton non è dei più fecondi: per quanto la trama sia buona, anche se non particolarmente nuova (anzi riporta molti cliché del genere) il film ricerca un po’ troppo la drammaticità e l’epicità, specie in alcune frasi dei personaggi, tra intonazioni, inquadrature e presentazioni. Abbiamo un susseguirsi di scambi di battute a effetto che sono buone una volta o in qualche scena, ma che nel complesso del film risultano eccessive e ridondanti.

C’è però da premiare l’idea di una “squadra” di protagonisti transgenerazionale: se da un lato abbiamo la classica coppia di giovani protagonisti, Blake e Ben (rispettivamente Alexandra Daddario e Hugo Johnstone-Burt), dall’altro abbiamo sia un rappresentante dei “giovanissimi”, Ollie (Art Parkinson), sia la coppia di adulti over quaranta, Emma e Ray Gaines (Carla Gugino e Dwayne Johnson); ognuno con caratteristiche tipiche della propria generazione.andreas2

Anche se la recitazione non è male (dialoghi a parte, ma questo non è certo colpa degli attori), il film nel complesso risulta un po’ troppo… “troppo”: se possiamo soprassedere sulla distruzione esagerata (in fondo a questo punta il film: alla catastrofe delle catastrofi) meno possiamo lasciar correre sugli effetti che ciò provoca nei personaggi, i quali restano improbabilmente illesi (e questo non soltanto il protagonista, il che sarebbe “quasi” accettabile essendo abituato a situazioni estreme, ma anche tutti gli altri, compreso un ragazzino non più che dodicenne) tranne in situazioni mortali che vengono tuttavia risolte anch’esse in modo paradossale e senza alcun problema successivo.

Certo San Andreas non può essere definita una pellicola propriamente pessima, ma fatica a coinvolgere e più che scatenare adrenalina porta lo spettatore a ridere per le sue esagerazioni, che risultano quasi la caricatura di azioni e reazioni di un film di genere catastrofista.

 

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Studentessa di Editoria e Scrittura presso la Sapienza di Roma. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA.


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